
Abbiamo visto come installare i programmi su Ubuntu senza usare il terminale. Adesso vediamo come gestire i repository.
Il programma grafico che ci permette di farlo è sorgenti software che troviamo nel menu Sistema/Amministrazione.

Sorgenti software
Vediamo nella prima tab la possibilità di attivare/disattivare i repository principali di Ubuntu.
Cliccando su “scaricare da”, inoltre, possiamo cambiare il set dei server. Nella figura sono attivati quelli italiani, ma possiamo scegliere i server principali (quelli localizzati in Inghilterra) oppure quelli di altri paesi. E’ importante sapere che questi server sono dei mirror, quindi tra loro identici. Mettendo i server francesi, per esempio, non ci ritroveremo i programmi nella lingua di Napoleone.
Sempre dallo stesso menu possiamo anche far scegliere automaticamente il server più veloce (quello con tempo di ping minore) dopo un breve test.
Vediamo ora come attivare i repository aggiuntivi di Ubuntu. Clickiamo sulla tab “aggiornamenti” e avremo di fronte questa schermata:

Repository aggiuntivi di Ubuntu
I repository di sicurezza (security) e quelli degli aggiornamenti raccomandati (update) dovrebbero essere sempre attivi, poiché correggono vulnerabilità e bug. Gli aggiornamenti “proposed” e “backports” invece sono riservati ad un’utenza medio-esperta, in grado di risolvere autonomamente eventuali problemi, come ad esempio un aggiornamento del kernel che non supporta i driver della scheda video. In questi repository, infatti, arrivano aggiornamenti che devono essere ancora testati prima di finire nei repository principali.
Vediamo come aggiungere dei repository esterni. Ci serviremo del seguente esempio, per la gioia degli amanti degli effetti grafici:
Per prima cosa clickiamo su “software di terze parti”, quindi su “aggiungi” e copiamo esattamente la prima riga dei repository (va bene anche un copia e incolla). La seconda (deb-src) non è necessaria se non si desidera compilare i sorgenti. Tutto qui.

Aggiunta di un repository esterno
Una delle operazioni spesso richieste è l’aggiunta della chiave di autenticazione gpg.
Spiegazione: la chiave serve a rassicurare il sistema sull’autenticità del server. Uno dei modi più utilizzati per attentare alla sicurezza, infatti, è crackare i server DNS dei provider o delle aziende e fare in modo che, ad esempio, www.google.it punti ad un sito malevolo. La stessa cosa applicata ad APT permetterebbe di installare programmi malevoli facendo credere all’utente di trovarsi di fronte a semplici aggiornamenti.
Vediamo come operare per aggiungere la chiave.
Supponiamo che la guida per i nuovi repository ci chieda di digitare questo comando da terminale:
wget http://download.tuxfamily.org/3v1deb/DD800CD9.gpg -O- | sudo apt-key add
Per capire come agire cerchiamo di analizzare il comando. Wget è il programma che permette di scaricare dal web qualsiasi file. nel nostro caso il file è la chiave di autenticazione del repository. Essa è contenuta nel file http://download.tuxfamily.org/3v1deb/DD800CD9.gpg.
La parte successiva del comando reindirizza tale file al comando apt-key che serve ad aggiungere una chiave nell’archivio di APT.
Ciò che serve a noi è solo il file http://download.tuxfamily.org/3v1deb/DD800CD9.gpg. Quindi prendiamo l’indirizzo e lo scriviamo nella barra di Firefox. Il browser ci chiederà di salvarlo. Mettiamolo dove ci pare, ad esempio sulle nostra home, poi da sorgenti software clickiamo sulla tab “autenticazione” e quindi “importa file chiave”. Indichiamogli dove abbiamo salvato il file (ad esempio /home/nomeutente).

Aggiunta di una chiave gpg
Attenzione ad un particolare: poiché sorgenti software agisce sotto utente root, quando cercheremo il file della chiave assicuriamoci di stare navigando in /home/nomenostroutente e non nella home dell’utente root (che è /root) altrimenti non troveremo nulla.
Alla chiusura del programma ci verrà richiesto di aggiornare i repository, diciamo di sì e il gioco è fatto.











perfetto per chi si avvicina per la prima volta ad ubuntu
ma non rimane piu semplice una roba tipo questa?
echo “repository” >> /etc/apt/sources.list
ops, ma c’è da aprire il terminale xD
Hai ragione, in questi casi è molto più semplice usare il terminale, ma per chi non è abituato diventa molto più complicato.
Io all’epoca avevo fatto anche un video per spiegare agli utenti meglio l’importazione della chiave gpg
http://ioubuntu.wordpress.com/2008/02/16/lezione-5-%E2%80%9Cdepositi%E2%80%9D-di-terzi%E2%80%A6/
@io&ubuntu: grazie per la segnalazione, ti ho messo nel mio blogroll.
Bella guida per chi è all’inizio. Personalmente per chi ha un pò di confidenza con Linux (basta davvero poco) consiglio di usare la shell in quanto è molto più semplice a mio avviso!
Grazie!!Anch’io!!!
CIAO!!!
ma se in tre abbiam detto che in questi casi è meglio usare la shell…. perchè si continua a consigliare la gui? XD
@spillo -> penso che in molti utenti provenienti da windows la GUI sia l’unico strumento che concepiscono … la shell non penso sappiano cosa sia visto l’uso che si può fare in windows
@ innovatel: sì, ne sono certo, però nel momento in cui decidono di imparare l’uso di un nuovo os non vedo perchè rifiutarsi di usare gli strumenti che questo mette a disposizione
@spillo -> dipende dal target a cui ti riferisci. Se mi parli di una persona con basi informatiche dico che sbaglia a non usare la shell. Se mi parli della persona che usa openoffice per scrivere la ricetta di cucina che ha letto in rete con firefox dico che già l uso della GUI è un buon segno di impegno.
cambia qualcosa se io scelgo di non scaricare i sorgenti dei software?
non ho capito la domanda… intendi i repository deb-src?
Come ho scritto non cambia nulla.
i sorgenti non li vai a scaricare facendo apt-build? se lanci apt-get scarichi i pacchetti precompilati
[spero di non sbagliare non sono molto in forma oggi]
@innovatel: sì è così. I repository dei sorgenti (quelli che iniziano con deb-src) servono per poter usare apt-build
@guiodic -> ricordavo bene … scusa ma sono un pò ko dall’incidente di domenica (maggiori info da me) … e quindi non connetto …
Io non ho mai usato apt-build … però sò di gente che lo usa e si trova bene. Di certo NON lo userei per openoffice … ma per pacchetti più piccoli (dipendenze permettendo) uno potrebbe pensarci
mi spiace per l’incidente.
Quanto ad apt-build è inutile ai fini del miglioramento prestazionale, ma può essere utile se si vuole compilare un programma con opzioni differenti da quelle usate dalla distribuzione, senza tuttavia perdere la centralizzazione della gestione dei pacchetti.
aesh super errore….quando apro synaptic mi da sto errore e non so dove mettere manoooooooooooooo
aiutoooooooooooooooo
E: Il tipo ‘“repository”’ non è riconosciuto alla linea 68 nella lista sorgenti /etc/apt/sources.list
E: Non è stato possibile leggere l’elenco delle sorgenti.
Correggere il problema nella configurazione dell’archivio.
E: _cache->open() failed, please report.
poi linea 68 ke ne so qual è……mica escono i numeri…uff….
come faccio a capire dove sta il problema????
poi non mi fa salvare il file, PERMESSI iNSUFFICIENTI x SALVARE IL FILE…..
thanks…..
nulla risolto con sudo gedit e il percorso del file…
grazie lo stesso…
p.s.
in ogni caso i repository x wine non mi vanno…..:(((
Complimenti, sono capitato per caso e sto leggendo queste guide una per una.
Mi spiace contraddire i primi commentatori: usare il terminale NON è più semplice
Quello che un utente non esperto fa è semplicemente un copia incolla del comando che ha trovato su qualche guida, con una comprensione di quello che ha fatto uguale a ZERO
sono convinto che qualche buontempone potrebbe inserirci un comando per formattare l’HD e qualcuno neppure se ne accorgerebbe (me compreso, probabilmente)