Guida per principianti a GNU/Linux: montare directory remote di Windows

20 10 2008
Balliamo il SAMBA con FUSE

Balliamo il SAMBA con FUSE

Supponiamo di avere un pc Windows in rete, oppure un pc con GNU/Linux ma sul quale sia stata attivata una condivisione con Samba. Samba, per chi non lo sapesse, è un server per Unix che permette di condividere risorse con client Windows, o viceversa. Spesso è usato in azienda per “simulare” un server Windows a cui i client accederanno per prelevare file condivisi.

Ora vogliamo, con il nosto pc GNU/Linux, vedere una cartella condivisa di Windows come una cartella locale.

Abbiamo due possibilità. Una ce la offre GNOME. Basta andare a Risorse/Connetti al Server. Da lì potremo indicare “condivisione windows” come tipo di condivisione e inserire i dati necessari.

Possiamo anche farlo direttamente nell’esplorazione della rete (Risorse/Rete/Rete di WIndows).

Questo “montaggio”, però, è “finto”. E’ realizzato da GNOME tramite il suo filesystem virtuale (GNOMEVFS GVFS) e quindi è visto solo da GNOME stesso e dalle applicazioni che fanno uso di tale “Infrastruttura”. Altre applicazioni non la vedranno.

L’alternativa è quella di montare la cartella remota come se fosse davvero un disco. In questo modo, potremo accedervi da qualunque programma, perché diventerà niente di più e niente di meno che una directory nel nostro filesystem.

Ci serviremo di FUSE, come nel caso del montaggio delle partizioni NTFS, e di smbfs, un modulo per FUSE.

Installiamo quindi il pacchetto smbfs dal nostro gestore pacchetti grafico, oppure tramite apt-get.

A questo punto, abbiamo due strade: una grafica e una testuale. Quella grafica consiste nell’installare un programma che ci permetta di fare il montaggio che desideriamo: uno di tali programmi è pyneighborhood. Installiamolo (se avete Ubuntu lo trovate in synaptic) e poi lanciamolo con i privilegi di root.

sudo pyneighborhood

Potremo esplorare la rete di Windows e montare le directory remote. Possiamo anche regolare dove montarle.

Vediamo, in sostanza, cosa fa questo programma, agendo da terminale.

Per montare una cartella remota ci serve sapere:

  • l’IP del server Windows
  • il nome della condivisione (che non necessariamente corrisponde al nome della cartella)
  • nome utente e password dell’utente a cui appartiene

Creiamo come al solito un punto di mount:

sudo mkdir /media/cartella_remota_windows

Poi procediamo al montaggio. Non usiamo smbfs, che è obsoleto, ma il nuovo modulo FUSE chiamato cifs che è comunque contenuto nello stesso pacchetto di smbfs.

sudo mount -t cifs //ip_del_server/nome_condivisione
/media/cartella_remota_windows
-o username=utente_windows,password=password_windows,
umask=000,iocharset=utf8

Attenzione: il comando va dato su una sola riga, ho dovuto andare a capo per questione di spazio.

Se tutto è ok, potremo accedere da /media/cartella_remota_windows alla cartella remota.

Ecco un’altra meraviglia di FUSE. Se volete fare qualcosa in più, guardate questa guida.

Nella prossima vedremo come fare la stessa cosa con una cartella remota FTP.


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9 risposte

20 10 2008
Advange

Ottima guida; qualche correzione ortografica:
“Spesso è unasto” -> Spesso è usato
“gestore pacchetti grafoco” -> gestore pacchetti grafico
Ciao

20 10 2008
guiodic

grazie, visto che c’ero ho corretto pure diversi altri refusi ;)

20 10 2008
dav2dev

ciao, bella guida!
ma nome utente e password sono in chiaro? l’fstab è leggibile da tutti….

ah, gnomevfs appartiene al passato, adesso si usa gvfs :)

20 10 2008
dav2dev

ah, intendevo nel caso uno volesse mettere le opzioni di mount nell’fstab

20 10 2008
streetcross

Bella guida come sempre…quando la smetti di mettere donnine nude mi fai un piacere, ho già gli occhiali… :-D

20 10 2008
DnaX

@dav2dev: Puoi modificare i diritti in lettura in modo da essere leggibile solo da root, non penso crei problemi!

20 10 2008
guiodic

@dav2dev: sì, hai ragione, correggo.

Riguardo a nome utente e password, se leggi la guida linkata spiega come fare a metterli in un file separato che poi puoi rendere leggibile solo da root.

19 11 2008
Armin

@ guiodc

Ho installato pyneighborhood con Synaptic, e mi sono accorto che la sintassi corretta del suo comando di avvio è:

$ pyNeighborhood

con la N maiuscola.

Da terminale funziona tutto alla perfezione.

19 11 2008
Armin

Rettifico:

$ sudo pyNeighborhood

Scusate.

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