Caro Nichi, ripensaci

Oggi è stato dato l’annuncio che Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, ha firmato un accordo con Microsoft i cui contenuti, francamente, non sono molto chiari. Contemporaneamente Vendola ha anche annunciato che la Regione Puglia adotterà l’open source nella pubblica amministrazione.
Due notizie che secondo me non stano insieme. Sono un sostenitore di Nichi, mi piace quel che dice, mi piace quel che fa, e l’ho sostenuto con tutte le mie forze per le primarie in Puglia. Non posso però tacere sopra questa scelta, perché “sono amico di Platone, ma sono più amico della verità”.
Per me il software libero non è una questione di scelta tra prodotti. Non uso GNU/Linux perché lo trovo migliore di Windows (be’ anche per questo) ma perché condivido l’idea filosofica che ne è alla base: libertà, condivisione. O se vogliamo: conoscenza come bene comune.
Penso che il mondo debba liberarsi dal software proprietario che, come ho cercato di dire tante volte, rappresenta un cancro per il progresso della tecnologia e del sapere. Per lo stesso motivo credo che vada rivisto il copyright, che vadano aboliti certi tipi di brevetti, che vada promosso il sapere libero di Wikipedia, eccetera eccetera.
Non si può firmare un accordo con Microsoft e poi dire “ma io sono per l’open source”. E’ come dire che uno è per il solare e l’eolico ma poi firmare un accordo con la Shell o qualche altro produttore di petrolio.
Ecco, è una narrazione triste di un modo di fare politica che non vuole scegliere dove stare. Una scelta che mi sarei aspettato magari da altri, ma non da lui.
Per questo la prossima settimana partirà un appello, da me firmato, per chiedere che Nichi ritiri la sua firma dal protocollo e invece promuova un patto tra aziende seriamente impegnate nell’open source, siano locali, nazionali o multinazionali. Se vuole starci, Microsoft può essere della partita, ma alle regole del software libero, non alle sue.

















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