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Parte l’appello “Nichi ripensaci” per il software libero

Parte l’appello! Per firmare andate su Facebook oppure se non ce l’avete mandate una mail a: guido.iodice(chiocciola)gmail(punto)com!

L’appello è firmato da diverse associazioni importanti che da anni si battono per il software libero, come l’Associazione Software Libero, il Partito Pirata e Linux Club.

Appello al presidente Vendola a non dare seguito al protocollo d’intesa tra Microsoft e la Regione Puglia e invece promuovere un accordo con le aziende e le realtà sociali promotrici del software libero/open source.

Caro Presidente, caro Nichi,

siamo programmatori, sostenitori, e semplici utenti del Software Libero, di GNU/Linux, di Firefox, di OpenOffice.org, di Wikipedia; insomma, di tutto quell’universo che si muove intorno alla condivisione del sapere e alla libertà di poterne usufruire come bene comune e patrimonio collettivo dell’Umanità. Tra noi ci sono persone che fanno impresa con il Software Libero, contribuendo così alla crescita economica del nostro Paese. Altri lavorano con il software libero nei più svariati settori, godendo dei suoi benefici.

Sappiamo che questi temi ti sono familiari. Sappiamo anche che la Regione Puglia ha in programma un disegno di legge per l’adozione di Software Libero nella Pubblica Amministrazione. Abbiamo salutato positivamente, nel tuo programma elettorale, l’attenzione a questo tema.

Per tutti questi motivi siamo rimasti stupiti del Protocollo d’Intesa da te siglato con Microsoft, il principale produttore di software proprietario del mondo.

Non c’è in noi alcun pregiudizio verso quell’azienda o altre. C’è invece la consapevolezza che la lunga storia e i recenti comportamenti di Microsoft – come, ad esempio, l’uso pretestuoso dei brevetti come minaccia per ostacolare lo sviluppo e l’adozione di Software Libero – sono in aperto contrasto con la filosofia e la pratica di apertura, libertà e condivisione che caratterizza il Software Libero. Non siamo contro una specifica impresa, siamo contro il software proprietario, contro la soggezione tecnologica che esso impone al Paese.

Come affermato anche in sede di Unione Europea e confermato da recenti pronunciamenti della Consulta, neutralità tecnologica non può significare “equidistanza” tra software libero e software proprietario, ma deve significare invece libertà di sviluppare tecnologie aperte e interoperabili senza dover chiedere permessi, senza dover firmare contratti di non-divulgazione, senza dover essere sotto la spada di Damocle di una causa per violazione di brevetto, senza dover sottostare all’uso di una determinata piattaforma, senza dover essere limitati nell’applicazione delle tecnologie a certi mercati o certi tipi di dispositivi. In poche parole, senza dover sottostare al modello che i produttori di software proprietario (in questo Microsoft è in prima linea) propongono da sempre. Un modello fatto di uso distorto dei brevetti come strumenti per rafforzare la propria egemonia nel mercato, anziché come strumenti di innovazione. Un modello che ricorre a formati chiusi e protocolli proprietari per vincolare a sé gli utenti ed i loro dati. Un modello animato da pratiche concorrenziali scorrette, frequentemente oggetto di multe milionarie inflitte dalle autorità antitrust dell’Unione Europea.

Software Libero, invece, significa esattamente l’opposto. Significa cioè la possibilità per le imprese, la Pubblica Amministrazione, il mondo della formazione, le famiglie, i singoli cittadini, di non avere porte chiuse, stanze segrete, lucchetti che troppo spesso cancellano la libertà di conoscere e interagire. Software Libero significa anche condivisione, messa in comune di saperi ed esperienze. Significa creazione di opportunità di lavoro. Significa indipendenza – per il pubblico come per il privato – dal singolo fornitore, ma soprattutto autonomia nel determinare i propri strumenti informatici e non solo. Autonomia nel senso più autentico: capacità di decidere di se stessi.

Questo è fondamentale per la Pubblica Amministrazione, che deve garantire a se stessa e ai cittadini che i dati siano elaborati con software controllabili, per poter assicurare la trasparenza, e conservati in formati liberi e documentati, per non ritrovarsi nella dipendenza da un software o da un singolo produttore.

Siamo preoccupati quindi delle ricadute che questa scelta della Regione Puglia può avere sia sull’Amministrazione Pubblica che sul tessuto produttivo Promuovere il software proprietario, le soluzioni informatiche di Microsoft in questo caso, significa infatti mettere una seria ipoteca sulla autonomia e sulla libertà della P.A., dei cittadini e delle imprese, non solo per l’oggi ma per il futuro, perché sappiamo bene di fronte a quali difficoltà e costi è posto chi voglia finalmente fare la scelta del Software Libero dopo anni di utilizzo del software proprietario.

Sappiamo quanto insegnare solo o prevalentemente l’uso del software proprietario nelle scuole e nei corsi di formazione professionale contribuisca a perpetuare il monopolio e deprima la piena autodeterminazione di organizzazioni e singoli. Sappiamo come il “software segreto” tolga agli studenti – soprattutto quelli di materie legate all’informatica – la possibilità di soddisfare il proprio diritto alla conoscenza, essendo impenetrabile allo studio e alla modifica. Sappiamo, soprattutto, quanto questo insegni a tutti costoro ad essere consumatori passivi, sudditi di tecnologie che non possono conoscere e manipolare. La scuola deve invece formare cittadini consapevoli, anche nell’ambito delle tecnologie.

Abbiamo letto con attenzione il testo del Protocollo e le tue repliche. Pur avendo apprezzato la decisione di rispondere prontamente e personalmente, non possiamo che mantenere le nostre preoccupazioni, poiché resta incomprensibile la scelta di Microsoft quale partner per la promozione dell’innovazione e dell’eccellenza, in un quadro dove invece potrebbero esserci partner in linea con quanto abbiamo sinora esposto.

Ti chiediamo quindi di fare una scelta differente: invece di dare seguito al protocollo con Microsoft, riunisci le imprese locali, nazionali e multinazionali e i soggetti associativi che hanno scelto di promuovere prioritariamente il Software Libero. Progetta con questi soggetti la vera innovazione della Puglia, sulla base di un’idea diversa di sviluppo in cui il sapere sia condiviso e non costretto dentro scatole chiuse. Se vorranno, le imprese che sviluppano software proprietario potranno unirsi accettando di rilasciare i loro contributi sotto licenze libere, e garantendo l’utilizzo gratuito e senza vincoli dei brevetti eventualmente coinvolti. In questo modo, il contributo della Regione potrà davvero essere a favore del sapere pubblico e liberamente disponibile a chiunque per la crescita della Puglia, libera da vincoli tecnologici.

Insomma, caro Nichi, ti proponiamo una Puglia libera. Libera dal software proprietario, che la lingua spagnola definisce con adeguata e significativa espressione “software privativo”: quel software che ti priva della libertà di apprendere, di intraprendere, di condividere e lavorare insieme ad altri.

Il Software Libero non è solo prodotto da “un esercito di volenterosi supertecnici che lavorano di notte negli scantinati”, ma da sempre gode del supporto di aziende, governi, enti di ricerca, università. Certamente però negli ultimi anni abbiamo assistito ad una straordinaria evoluzione. Anche grazie a quella idea che tu definisci “romantica” è sorta una grande rivoluzione tecnologica. Oggi sono tante le multinazionali che lavorano con il Software Libero. Sono numerosi gli enti pubblici e le istituzioni scientifiche che non solo usano, ma producono Software Libero. Sono tante le imprese italiane che hanno sposato questa innovazione e creano posti di lavoro e ricchezza nel nostro Paese. E’ a nome di questo variegato e pulsante mondo di aziende, ricercatori, programmatori, semplici appassionati che ti chiediamo di aderire convintamente al nostro progetto di libertà e di studiare insieme una exit strategy dal software proprietario.

Siamo pronti ad aiutarti con indicazioni concrete a realizzare questo obiettivo.

Con stima,

Guido Iodice, blogger, staff linuxqualityhelp.it

Domenico De Santis, resp. organizzazione PD Puglia

Pietro Folena, presentatore del Progetto di Legge per il Software Libero alla Camera dei Deputati nella XV legistaltura

Fiorello Cortiana, Condividi la Conoscenza, presentatore del Progetto di Legge per il Software Libero al Senato nella XV legislatura

Flavia Marzano, Presidente UnaRete

Dario Ginefra, deputato PD

Renzo Davoli, presidente Associazione Software Libero

Athos Gullazzi, Presidente Partito Piratae Alessandro Bottoni, segretario Partito Pirata

Roberto Tupone, vice-presidente dell’Associazione Linux Club Italia

Lorenzo De Tomasi, coordinatore Isotype.org

Fabio Viola, presidente SaLUG (GNU/Linux User Group Salento)

Giuseppe Puopolo, presidente dell’associazione Panharmonikon Orchestra

Sara Bertoli, Fabrizio Parlingieri, Martina Della Valle, staff LinuxQualityHelp.it

Maurizio Graffio Mazzoneschi, Lynx

Per.Ind. Vincenzo Attomanelli, Tecnico informatico , Linux Club Conversano (BA)

Salvatore Agrosì, Arci/Biblioteca di Sarajevo, Maglie (LE)

Fabbrica di Nichi Maglie

Alessio Treglia, Debian e Ubuntu Developer

Edoardo Batini, Linux System Administrator

Giuseppe Guerrazio, Linux System Admnistrator

Elisa Mariano, centro studi CGIL PUGLIA

Francesco Putignano, ex assessore politiche giovanili comune di Santeramo in Colle

Vito Danese, informatico

Donato Fiorentino, laureando in Ingegneria Informatica, Bari

Domenico Lofù, laureando informatica, Bari

About these ads
  1. clodiopulcro
    1 dicembre 2010 alle 15:20

    Fatto!

  2. ub4ever
    1 dicembre 2010 alle 15:22

    Ho commentato la nota su FB, va bene così?

  3. pablomoreno
    1 dicembre 2010 alle 15:58

    ho inviato una mail all’indirizzo indicato

  4. 1 dicembre 2010 alle 16:56

    Ho già aderito con una mail e diffuso la notizia sul mio blog.

  5. Carlotux
    1 dicembre 2010 alle 17:16

    Ottimo Guidoic, mi spiegate cosa devo mettere nella Email ? forse l’intera lettera che hai scritto ho un commento personale. Fatemi sapere qualcosa. Grazie, Carlotux

    la notizia di questa iniziativa lo avuta da Domx

    • 1 dicembre 2010 alle 17:42

      penso basti solo il nome e una frase tipo: “aderisco all’appello per far cambiare idea a Vendola circa il protocollo con microsoft”…

  6. roberto
    1 dicembre 2010 alle 17:20

    Forza ragazzi!

  7. 1 dicembre 2010 alle 17:32

    Ho commentato sulla pagina di Facebook. Se mi dai un testo e l’autorizzazione pubblico l’iniziativa sul mio blog :)

    • 1 dicembre 2010 alle 18:13

      autorizzazione? ci mancherebbe che serva l’autorizzazione :)
      Vai pure!

      • maligno83
        1 dicembre 2010 alle 18:15

        Ok perfetto allora ricopio il testo integrale e posto :P

  8. Carlotux
    1 dicembre 2010 alle 17:55

    Ok ho fatto tutto. Ho inviato una Email a Guido, non ho un account su F.B.

  9. burt
    1 dicembre 2010 alle 20:34

    Fatto pure io, spero sia corretta e spero che l’appello non cada nel vuoto.

    Ciao

  10. alex.diste
    1 dicembre 2010 alle 21:22

    Fatto, chi sa magari inizia una e poi le cose migliorano, quanto meno proviamoci

  11. 2 dicembre 2010 alle 8:52

    Guido,
    ho appena inviato la mail, e provvederò quanto prima a pubblicare il tuo appello sul mio blog.
    Ciao
    G

  12. lore
    2 dicembre 2010 alle 12:35

    Ti ho mandato una mail ieri per sottoscrivere.

  13. PerryGi
    2 dicembre 2010 alle 14:59

    Inviata mail a Guido e incrocio le dita.

    • PerryGi
      2 dicembre 2010 alle 15:19

      Complimenti vivissimi Guido, con questa tua, se davvero Nichi Vendola non conosceva la definizione di Software Libero, capirà non solo cosa ha fatto con quell’accordo, ma anche con chi ha a che fare :) .
      Mostri una passione ed una caparbietà ai limiti dell’umano.
      Sei veramente unico, ancora complimenti.

  14. Conformista informatico
    2 dicembre 2010 alle 18:19

    Vendola che ci ripensa?…campa cavallo che l erba cresce…
    se solo una porcheria pubblicata da italiaterranostra fosse vera, tra le varie sul conto di questo tipo, già basterebbe a diffidare sulle sue reali intenzioni.
    Non mi è chiaro però come mai il sito italiaterranostra sia scomparso, qualcuno ne sa qualcosa?

  15. iteand
    2 dicembre 2010 alle 19:11

    sottoscritto
    incrociando le dita speriamo
    ma almeno è qualcosa

  16. Alessandro
    2 dicembre 2010 alle 19:58

    Complimenti Guido, per qiesta iniziativa e per il tuo blog!
    Da sostenitore del free software e di Nichi Vendola ho aderito anch’io all’appello inviandoti un messaggio email.
    Ho seguito la vicenda e, mi spiace, qui Vendola mi ha deluso molto, da lui non mi aspettavo una scivolata come quella dell’accordo con Microsoft. Anche se vivo in Piemonte, Nichi per me rappresenta la speranza concreta di una politica migliore, anche a livello nazionale.
    Purtroppo in questa brutta vicenda si è fatto abbindolare da uomini di marketing (lo dimostra l’enfasi del tutto fuori luogo sul “cloud computing”, l’hype del momento) che hanno fatto leva su una malintesa idea di “pragmatismo”. E sul pregiudizio (consolidato tra chi non è del settore) che il free software sia roba da “volonterosi cantinari”, parente povero del software “serio”, quello commerciale. A ciò si aggiunge anche l’altro equivoco, cioè l’errore di pensare al free software come se fosse una “tecnologia alternativa” da mettere in concorrenza con i prodotti closed.
    Mi ha fatto un grande dispiacere leggere da Nichi Vendola una frase come “non mi sembra poco l’aver portato un colosso come Microsoft ad investire, a lavorare nel Sud d’Italia”, perché secondo me denota un complesso di inferiorità tanto del Sud che della sinistra, nel senso di mancanza di slancio ideale, come se per accreditarsi come forza politica affidabile fosse necessario esibire consuetudine di rapporti con le corporations invece di affrancarsi dalla loro forza di ricatto.
    Anche i riferimenti a Obama, a conti fatti, mi sembrano ormai logori. Preferirei che un leader della sinistra mi parlasse piuttosto di Lula.
    Ma alla fine mi sembra bello che, una volta tanto, si sia prodotto un dibattito sul free software che ha coinvolto un uomo politico di primissimo piano.
    Io confido sinceramente in un ripensamento. Nessuno nasce “imparato”, e se Nichi ammettesse di aver preso una cantonata e facesse marcia indietro, per questo lo stimerei anche più di prima: è una grande occasione per rompere concretamente con le peggiori consuetudini della politica e dimostrare che l’ascolto della società civile porta a pratiche migliori, nell’interesse della collettività (e questo è vero “pragmatismo”, no?).
    E di riflesso mi sentirei rassicurato da Vendola anche su questioni che non conosco quanto l’informatica come ad esempio la sanità, il ciclo dei rifiuti, l’agricoltura, i trasporti…

  17. 4 dicembre 2010 alle 0:40

    Questo accordo con MIcrosoft è un vero voltafaccia!

  18. 4 dicembre 2010 alle 16:35

    Guido, ma la lista dei sottoscrittori non c’è?

    • 4 dicembre 2010 alle 17:46

      ho ricevuto 200 mail, dammi tempo… poi su Facebook ci sono già oltre 300 aderenti.

  19. gyanny
    4 dicembre 2010 alle 17:43

    se non ho inteso male non è che gliene freghi poi tanto di questa iniziativa.
    http://www.nichivendola.it/sito/mcc/informazione/la-puglia-per-lopen-source.html
    insomma gli affari sono affari e gli ideali passano sempre in secondo piano.
    la cosa incredibile è che c’è ancora in giro gente che ripone fiducia in questo o quello schieramento politico e nei suoi esponenti.

    • pirro
      5 dicembre 2010 alle 17:59

      gli affari sono affari?

      A me sembra che c’è solo voglia di criticare e basta.
      Non mi sembra che quest’ultima cosa che vendola ha fatto sia stata pubblicizzata come è stato fatto con l’intesa con ms.

      • 5 dicembre 2010 alle 18:14

        Pirro, il ragionamento è semplice: se sei per il solare, l’eolico e le energie pulite fai un accordo con i petrolieri e i fabbricanti di centrali nucleari? No, ovvio.
        La legge per l’open source in Puglia fu presentata, se non ricordo male, nel 2008, io quasi due anni fa ho partecipato ad un convegno con il suo estensore. Non è una novità.
        Bisogna chiarirsi: o si è per un mutamento profondo e si capisce che il FLOSS è una scelta politica, non tecnica, oppure è ovvio che si dia un colpo al cerchio e uno alla botte.
        Penso che Nichi non abbia colto questo aspetto.

        • pirro
          5 dicembre 2010 alle 19:14

          sono d’accordo che è un po confuso, ma quello che critico io adesso il silenzio che ho visto in quei pochi blog che frequento dedicati all’os, gli stessi che lo hanno aggredito quando è uscita la notizia dell’intesa ms.

          Del ddl non ne parla nessuno.
          Non dico di elogiarlo, ma almeno farlo presente, magari criticandolo anche.

          Adesso, per i lettori di quei blog, vendola sembra che non ha nessuna intensione di adottare l’os e che vuole solo usare ms, perchè altre notizie non sono state date.

          • 5 dicembre 2010 alle 20:03

            Io l’ho postata sulla pagina facebook dell’appello. Ma attenzione: la legge proposta è ancora lacunosa, anche se approvata, così com’è rischia di non cambiare nulla perché tutta incentrata sulla valutazione dei risparmi: è vero che il FLOSS fa risparmiare, ma nel medio (e lungo) periodo mentre nel breve periodo i costi possono anche essere maggiori (dipende da caso a caso comunque). Per cui va migliorata e poi applicata con rigore altrimenti rimane una scatola vuota.
            Ho parlato con varie persone sull’argomento e ci sono diverse perplessità, anche se è comunque già un bel risultato che questa legge sia stata finalmente presentata.

  20. Alessandro ITTA
    5 dicembre 2010 alle 15:29

    Responsabile Informatico Comunale – E’ così difficile trovare società di software che possano supportarti nel passaggio all’ambiente open source. Penso che solo le iniziative a livello politico possano cambiare in maniera radicale la tendenza all’open source. Si pensi al fatto che ad oggi i pc venduti hanno tutti S.O. proprietari, anzi solo un S.O. quello di Windows.

  21. Tacco
    6 dicembre 2010 alle 11:32

    Sarà anche un giornale di parte, così come la Repubblica e via dicendo…..ma guardate a chi vanno i soldi della regione Puglia grazie al caro Nichi:
    http://www.ilgiornale.it/interni/vendola_toglie_soldi_studenti_e_li_politici/06-12-2010/articolo-id=491689-page=0-comments=1

    Vi dirò una cosa…..non mi meraviglio affatto io che mi ritengo un semplice osservatore senza parte.

  22. luciano dessì roma
    21 dicembre 2010 alle 18:17

    Sottoscrivo!

  23. Armin
    13 gennaio 2011 alle 20:50

    Ho aderito con profonda convinzione a questo appello (via e-mail).

    Al software libero, ed all’ideale di libertà che c’è dietro credo da sempre.

    Anche se non appartengo al suo schieramento politico, Nichi Vendola mi ispira fiducia. Credo alla sua buona fede.

    Spero che prenda la decisione giusta.

  24. Andrea
    27 marzo 2011 alle 0:23

    Bisogna vedere cosa offre in cambio la Microsoft… dietro ci possono essere progetti paralleli (universitari, ricerca, sviluppo) di cui noi non sappiamo niente. Cosa offre la comunità linux in cambio?

    • 27 marzo 2011 alle 1:44

      E anche se ci fossero? cosa cambia? semmai è una ragione in più per non accettare: incentivare l’università e la ricerca all’uso del software proprietario vuol dire ipotecare il futuro, non solo il presente.

  1. 1 dicembre 2010 alle 16:37
  2. 1 dicembre 2010 alle 16:55
  3. 2 dicembre 2010 alle 15:21
  4. 2 dicembre 2010 alle 19:44
  5. 4 dicembre 2010 alle 10:08
  6. 5 dicembre 2010 alle 17:55
  7. 6 dicembre 2010 alle 11:01
  8. 8 dicembre 2010 alle 10:01
  9. 10 dicembre 2010 alle 18:40
  10. 6 gennaio 2011 alle 22:41

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