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Ubuntu come il Mac? Ma anche no … :)

In una recente intervista a derStandard.at il patron di Ubuntu, Mark Shuttleworth, ha sostenuto che GNU/Linux ancora non fornisce un’esperienza desktop all’altezza dei sistemi proprietari. In particolare il modello per Mark sarebbe Mac OS X. Ecco un sunto dell’intervista, tradotto in italiano da AleXit.

derStandard.at: Se guarda il mercato attuale dei desktop c’è un sistema operativo che sta crescendo significativamente e non è Linux, è Os X. Quale crede sia la ragione di questo?

Shuttleworth: Prima di tutto dovremmo capire questo, che è un’osservazione importante: il fatto che OS X stia crescendo ci dice che Windows si sta indebolendo. Il fatto che OS X stia crescendo e Linux no, ci dice che OS sta offrendo cose che Linux non offre. Una di queste è il ritmo del cambiamento, il livello di innovazione. Dobbiamo veramente riconoscere che Apple è un motore d’innovazione. Un’altra di queste cose è la loro attenzione alla “web experience“. Loro, e non Microsoft, riconoscono fermamente che è il web la “killer application” dei PC oggi.
C’è una grande opportunità per noi di offrire una grande web experience, ma dobbiamo impegnarci molto nel farlo.

derStandard.at: Dunque per lei OS X è più interessante di Windows ?

Shuttleworth: Per me si, OS X è più interessante. Credo che il software libero sia la più sorprendente piattaforma per l’innovazione, ma credo che questa innovazione deve tendere anche a seguire la “via più facile”, la gente di solito sceglie la via con difficoltà minore: si vogliono esprimere le proprie idee e lo si vuol fare nel modo più facile possibile. E al momento non offriamo un luogo particolarmente semplice in cui andare ad esprimere la propria tecnologia.
Ovviamente ci sono delle eccezioni, guardate ai plugins di Firefox, per esempio. Una volta che Firefox ha raggiunto lo stesso livello di funzionalità di Internet Explorer, c’è stata una esplosione del numero di plugins. Questa è stata spinta da gente che pensava “ho una idea su come migliorare il browser”. E quale era il modo più facile per farlo? Scrivere un plugin per Firefox! E credo che questo ci dovrebbe dire molte cose…

derStandard.at: Quali sono gli ostacoli principali che frenano il successo di Linux sui desktop?

Shuttleworth: Penso che ancora non riusciamo a fornire una soddisfacente “user experience”. Penso che forniamo una user experience (buona) per chi ha un motivo nel voler stare su piattaforma Linux, sia per il prezzo che per la libertà. Se questo è il tuo motivo principale, Linux è la risposta giusta.

Ma se sei uno a cui non importa molto il prezzo, a cui non importa molto la libertà, non penso che possiamo dire che un desktop Linux offra la miglior esperienza possibile. E c’è qualcosa che dobbiamo cambiare, c’è qualcosa su cui mi sto impegnando a lavorare, focalizzando l’incremento delle risorse di Canonical nel capire come possiamo spingere la desktop experience fino a competere con Mac OS X.

Le cose che dice Mark appaiono, diciamo, di buon senso. Ma nascondono a mio parere un paio di pericoli.

Il primo è che se ci dimentichiamo perché esiste un sistema operativo libero e non lo spieghiamo ai nuovi arrivati, questi ultimi concepiranno come vantaggio solo il prezzo e non la libertà. Il che significa che quando all’Università gli regaleranno Windows Vista e/o Office Student Edition li “perderemo”.

Invece la libertà è una feature che dà a GNU/Linux qualcosa che altri non hanno. E’ su di essa che si dovrebbe fondare il vantaggio competitivo di GNU/Linux.

Mi piace la filosofia del Free Software, ma cerco sempre di illustrare i vantaggi concreti della libertà. Ad esempio: l’iphone impedisce di installare applicazioni non certificate. Questa è una novità, se vogliamo è un’innovazione, ma in peggio. E se l’iphone avrà davvero successo, come sembra, anche i produttori di sistemi operativi per pc (la stessa Apple e Microsoft) incominceranno ad adottare la nuova politica.

Fidati solo del software da noi certificato, così eliminerai il problema dei virus.

Questo è il messaggio del Trusted Computing. Comprereste un pc dove non potete installare quel che vi pare? No? Invece accadrà così, anzi è già accaduto. Windows Vista ad esempio blocca alcune applicazioni in fase di startup, grazie a UAC e Windows Defender. Mi è capitato con il Pc della mia ragazza che non ne vuole sapere di far partire IOSmartdefrag. Adesso pare che con il nuovo aggiornamento funzioni, ma per mesi non è stato così. E’ accettabile? No, secondo me non è accettabile. Io voglio poter installare quel che voglio usare sul mio computer. Se avete problemi con i virus, fate un sistema operativo decente, non toglieteci la libertà di usare i programmi che noi utenti vogliamo.

Per questo non mi piace affatto quando Mark dice:

Ma se sei uno a cui non importa molto il prezzo, a cui non importa molto la libertà, non penso che possiamo dire che un desktop Linux offra la miglior esperienza possibile.

Se all’utente non importa la libertà, allora semplicemente rimarrà deluso di fronte al fatto che GNU/Linux non ha un CAD all’altezza di AutoCAD, non ha DreamWeaver, non ha Photoshop, ecc. e non si preoccuperà di imparare nulla di nuovo per poter migrare.

Viceversa credo che uno come Mark dovrebbe dire: “Vogliamo far capire agli utenti il vantaggio che hanno usando Ubuntu in termini di libertà: libertà dal fornitore, libertà di installare quel che ti pare, libertà dai crack, libertà dallo spyware, ecc. Questo è il vantaggio principale di Ubuntu. Oltre a questo ci stiamo sforzando di renderlo sempre più facile e intuitivo.”

E qui passiamo al secondo punto. Una delle caratteristiche di Mac Os è che “fa tutto lui”. Questa filosofia applicata (involontariamente) a Ubuntu ha prodotto un dramma: Xorg non si riconfigura più con il wizard di debconf. Il nuovo Xorg 7.3 cerca di configurarsi da solo e spesso ci riesce. Ma quando non ci riesce è difficile “imporgli” la nostra volontà. E’ questo il modello che vogliamo?

Ok, “just it works”, ma se non funziona? Possiamo arrangiarci da noi? Caro Mark posso riavere il mio bel:

sudo dpkg-reconfigure xserver-xorg

come era una volta?

Sì ok, non è colpa sua, è che Xorg è cambiato, il pacchetto Debian è cambiato… ok. Ma immaginiamo se tutto il sistema fosse improntato a questa filosofia. Un minimo problema diventerebbe difficilissimo da risolvere.

Nella stessa intervista Mark afferma che Ubuntu supererà in funzionalità Mac OS X in 24 mesi. Be’… ma se invece fosse già accaduto?

E, infine, considerazione che forse taglia la testa al toro: siamo sicuri che Mac OS X offra un’esperienza utente migliore in quanto sistema operativo? O non sono forse certe applicazioni (iLife) a fare la differenza? Secondo me è questo. Allora, forse, sarebbe il caso di spingere al miglioramento di certi tools di produzione multimediale buoni ma ancora acerbi come mandvd, smile, kdenlive, ecc. Per dire mandvd non è neppure nei repository di Ubuntu…

Direbbero gli americani che Mark is missing the point, sta mancando il bersaglio.

Detto ciò, l’interfaccia di Mac Os X è spettacolare e fanno bene gli sviluppatori di GNOME e KDE a copiarla. Anzi diciamoci la verità: è già stata in buona parte superata. Loro ci mettono anni ad apportare miglioramenti, noi glieli copiamo in 1 mese e dal mese dopo abbiamo già aggiunto quacosa. Ma fermiamoci a questo, lasciamo che GNU/Linux sia GNU/Linux e non un Mac OS X per i poveri.

  1. 6 agosto 2008 alle 10:24

    Sono d’accordo con l’opinione si Shuttleworth, lavorando in assistenza al pubblico mi sono reso conto che:

    1. Non solo l’utente medio non ha minima idea del concetto di software libero, e lo percepisce solo come gratuito.

    2. Spesso non ha ben chiari neanche il funzionamento delle licenze e la differenza tra software sprotetto e software libero, questo perché il metro di valutazione è sempre la gratuità.

    Un po’ come chi compra basandosi esclusivamente sugli spot pubblicitari. Ma non credo sia un vero problema questo, in realtà secondo me basta convincere i più esperti e attenti a migrare, e poi questi saranno seguiti dal corteo interminabile di amici, parenti e conoscenti. E’ incredibile come funzioni ancora bene il passaparola…

  2. 6 agosto 2008 alle 12:29

    “lasciamo che GNU/Linux sia GNU/Linux e non un Mac OS X per i poveri.”

    Parole sante.
    E anch’io, come te, credo che non sia il sistema operativo a far la ifferenza, ma piuttosto le applicazioni fatte veramente bene.
    Bravo, complimenti per il bellissimo articolo e per il blog!!!

  3. 6 agosto 2008 alle 13:25

    Voglio il commento di conformista🙂
    Scherzi a parte: il tuo è un saggio punto di vista.
    In particolar modo avrei messo più in risalto il discorso sulle applicazioni che fanno la differenza.
    Come hai esaustivamente spiegato, sono le applicazioni quelle con cui un utente si interfaccia nella sua “PC experience”, e il SO fa solo da mediatore.
    Spingere l’acceleratore dell’innovazione su applicazioni già buone ma migliorabili, porterà a Ubuntu più migratori.
    Perché abbiamo visto, la gente non migra né per la filosofia, né per il prezzo [tanto Windows non costa niente uguale, e se c’ho la copia craccata sono un hacker], né per aver visto Matrix [tanto pure su windows posso installare lo screensaver di matrix, assieme a 72 fantastici rootkit].

    Se, paradossalmente, applicazioni del calibro di AutoCAD o Photoshop girassero SOLO su GNU/Linux, la gente passerebbe all’istante.
    Anche pagando.

  4. 6 agosto 2008 alle 13:31

    Se parliamo di libertà ovviamente una qualsiasi distro linux supera il mac os, resta comunque il fatto che il secondo offre una desktop experience migliore e funzionale. Finora non ho mai visto nessuno stambecco raggiungere la “comodità” del leopardo (madonna che immagine colorita XD), ma se marco si prefigge come obiettivo quello di creare un Ubuntu (open source, libera e tutto il resto) che raggiunga una versatilità e facilità d’uso in grado di competere con quella del mac non posso che essere d’accordo con lui e sbavare di già, non capisco perchè tu non sia d’accordo.
    Il pacchetto iLife è fatto veramente bene e suppongo (non l’ho mai provato) anche iWorks, però non sono quelli a fare la differenza. Un qualsiasi utente si troverebbe meglio a usare, per dire, gimp su Mac Os X piuttosto che su Ubuntu. Voglio dire che se anche togliessimo dal Mac tutti i programmini fatti apposta dalla Apple, resterebbe una struttura più solida, funzionale e comoda rispetto a Ubuntu.
    Poi secondo me aumentare le configurazioni automatiche e balle varie è l’unica strada da percorrere altrimenti un utente medio non si sbatterà mai a mettere su linux per poi smanettare tra file di testo per settare ogni periferica. Ad esempio: se per far riconoscere allo stambecco la tua scheda video (quindi per non avere una risoluzione pari a 640×480) devi andare a scrivere nello xorg.conf, Ubuntu resterà un sistema operativo per nerd, nessuna persona estranea ai piccì lo vorrebbe come sistema operativo in quanto non riuscirebbe ad usarlo e troverebbe windows xp piratato (gratis come ubuntu) più fico. Ah e a proposito dello Xorg che si configura da solo: stai criticando una funzionalità introdotta da poco, quindi appena nata, è normale che all’inizio le cose non funzionino perfettamente😀
    Poi sono solo miei pensieri eh😀

  5. Mah...
    6 agosto 2008 alle 14:04

    Il PC è un mezzo, è tecnologia. Singolarmente si può apprezzare o meno la libertà. Non mi sento di dare giudizi su questioni etiche e personali. Come dice Torvalds, quello che conta è la tecnologia. Punto. Nessuno utilizzerà il tuo software se non fa bene il suo dovere,
    la tecnologia è il vero divertimento dell’Hacker, ciò che rende la sfida interessante ogni giorno.
    Tutte le pippe sulla libertà le sento ripetere da anni dai niubbi che hanno installato Ubuntu da tre mesi e vogliono scrivere anche loro il proprio articolo su cosa sia Linux (“…si tratta del kernel, ossia il cuore del …. nel 1991 da uno studente…” e che palle!).
    Andate sulle mailing list dei progetti e ditemi quanti bei discorsi sulla libertà trovate rispetto al numero di bugfix.

    Studiare studiare studiare, un utente che non scrive codice, traduce documentazione, disegna un’icona… è un utente INUTILE. Ognuno può contribuire, questa è la vera libertà.

  6. 6 agosto 2008 alle 17:20

    @jonathan grass:

    Utilizzare GIMP su MacOS è un’esperienza migliore che si Ubuntu.
    E dove sta scritto?
    O, meglio, l’hai provato tu?
    No perché mi pare che si parli tanto per sentito dire o per sillogismi. Personalmente, non mi sembra ci sia questa differenza. E vorrei sapere da te in cosa risiede, di grazia.

    MacOS un sistema stabile e pronto all’uso, Linux un OS per nerd.

    Se anche togliessimo dal Mac tutti i programmini fatti apposta dalla Apple, resterebbe una struttura più solida, funzionale e comoda rispetto a Ubuntu

    Vero.
    Inattaccabile.
    Però c’è una grande differenza: MacOS gira solo su un certo tipo di hardware [ottimizzato e certificato], mentre Linux nella maggior parte dei casi si trova a girare su hardware “randomico”, a volte con mix esotici e a dir poco stravaganti. Mi pare pure il minimo se xorg ogni tanto si sputtana su un assemblato mai visto prima.
    Se Ubuntu girasse solo su hardware certificato [a mo’ di MacOS], di sicuro le autoconfigurazioni di xorg non sarebbero mai sballate, non ci sarebbe da scrivere alcuna riga di codice o “sudare” da terminale. Ma al contempo calerebbero e di molto gli utenti di Ubuntu.
    Ovvio che il mio è un ragionamento per assurdo.

    Da qui, cosa si evince?
    Che sì la strada è ancora lunga e che bisogna migliorare ancora molto. Ma guardare a MacOS come un faro di luminescente avanzo tecnologico mi pare eccessivo.
    Non foss’altro per la sua natura proprietaria e lucchettata.
    E non credo ci sia da riportare in auge la vecchia massima che recita software is like sex, it’s better when it’s free.

    @mah..:

    un utente che non scrive codice, traduce documentazione, disegna un’icona… è un utente INUTILE

    Concordo.
    Ognuno deve dare il suo contributo a migliorare il sistema che usa, in ogni modo e in ogni forma.
    Altrimenti si tratta solo di una sanguisuga che prende solo e non dà nulla.
    All’elenco che hai fatto [e che ho riportato], aggiungerei anche “un utente che non diffonde”.
    Perché seppure sono un asino integrale nell’usare il PC, diffondere il “Verbo” dell’open è un compito a cui tutti possono assolvere.

  7. /V
    6 agosto 2008 alle 17:28

    “Viceversa credo che uno come Mark dovrebbe dire: “Vogliamo far capire agli utenti il vantaggio che hanno usando Ubuntu in termini di libertà””

    Giusto per sentirsi dire un sincero “chissenefrega” da parte degli utenti. I quali, se veramente avessero a cuore la liberta d’uso del codice, avrebbero gia’ mandato a stendere da tempo la Apple.

    A invece guarda un po’ guadagna mercato. Chissa’ perche’?😀

    “Nella stessa intervista Mark afferma che Ubuntu supererà in funzionalità Mac OS X in 24 mesi. Be’… ma se invece fosse già accaduto?”

    Eh si, giusto perche’ 1 blogger sconosciuto ha provato i due e ha preferito ubuntu neh?

    Poi, fosse anche ora, fosse tra 24 mesi (cosa di cui dubito fortemente, visto che nel giro di 2 anni snow leopard fara’ cose a livello di framework di cui chiunque altro potra’ solo lontanamente sognare), bisognerebbe capire un’improtante verita’:

    Non sempre il NUMERO di funzionalita’ fa la differenza.

    “Una delle caratteristiche di Mac Os è che “fa tutto lui”. Questa filosofia applicata (involontariamente) a Ubuntu ha prodotto un dramma”

    Questa filosofia semplicemente NON SI PUO’ applicare a un sistema come Ubuntu, ed e’ una cosa che Shuttleworth dovrebbe capire presto.

    OsX ha un vantaggio ENORME rispetto a linux, vista HAiku o che altro: deve poter girare su un parco di 8-9 modelli IN TUTTO. OsX e’ progettato per girare SOLO sui Mac e le possibili configurazioni per un mac sono limitatissime. PER QUESTO possono far si che funzioni e basta. Perche’ non hanno casi particolari da gestire, posso testarlo DI FATTO su tutte le possibili macchine su cui girera’.

    Un sistema come ubuntu non puo’ aspirare allo stesso grado di affidabilita’ perche’ deve supportare 50 volte l’hardware supportato da osX con un decimo delle risorse.

    In questo sono d’accordo con te: bisognerebbe smetterla di voler nascondere troppo le opzioni e rendere l’utente piu’ consapevole di cosa gli succede sotto il naso, perche’ e’ MOLTO probabile che certe cose se le dovra’ sistemare da se.

    “E, infine, considerazione che forse taglia la testa al toro: siamo sicuri che Mac OS X offra un’esperienza utente migliore in quanto sistema operativo?”

    Si si, siamo sicuri :-D:
    1) E’ basato su BSD
    2) E’ POSIX compliant
    3) Offre un set di librerie coerente e semplice da usare che permette anche al piu’ sfigo degli sviluppatori di tirare fuori dei programmi che senza fatica hanno lo stesso appeal dei fratelli maggiori (trovami una app “brutta” o mal progettata o incoerente per macosx).
    4) Ha un’interfaccia che non e’ solo bella e scintillante, ma ha dietro uno studio sull’usabilita’ che vale da solo non poco.
    5) Dalla prossima versione sara’ l’unica a offrire un sistema di gestione del multithreading e delle risorse macchian tale da permettere di sviluppare senza sforzo delle applicazioni che trarranno pieno vantaggio dei multicore E DELLA GPU STESSA. Si, hai capito bene: il prossimo photoshop usera’ le schede NVIDIA o ATI per fare le elaborazioni sulle foto.
    6) Forte del discorso sopra sull’hardware limitato su cui gira, ha un’affidabilita’ percepita mediamente superiore ai concorrenti, proprio perche’ e’ fatto SU MISURA per l’hardware.

    OsX e’ un gran sistema (a mio avviso) NON SOLO di per se, ma anche perche’ permette il crearsi attorno di un circolo virtuoso di sviluppatori e applicazioni grazie alle sue librerie.

    Per dire, non si e’ mai sentita di una diatriba tra GTK e QT sotto mac. e su questo ci sarebbe TANTISSIMO da imparare a livello di business.

    Che poi sia bloccato, adotti delle politiche di controllo dei contenuti orribili e via dicendo, sono d’accordissimo. Ma non ti far nemmeno venire i dubbi: macosx come sistema operativo ha i suoi gran bei pregi, e ci sarebbe molto da imparare non solo dai pulsanti scintillanti.

    “Direbbero gli americani che Mark is missing the point, sta mancando il bersaglio.”

    Sono d’accordo, pero’ secondo me sta mancando il punto quando vuole paragonare ubuntu a osx solo dal punto di vista delle funzionalita’ e crede che eguagliare macos voglia dire lavorare solo sull’interfaccia. Semplicemente non e’ lo stesso campo da gioco: osx e’ DEDICATO ai mac, ubuntu deve girare su qualunque macchina. E questo sarebbe sempre da tenere a mente.

  8. 6 agosto 2008 alle 17:54

    M’è piaciuto l’articolo e mi è piaciuto anche il commento di “mah”.

    E in più vorrei dire una cosa su cui sto riflettendo in questi giorni: la guerra si fa con le armi, non con le idee. Nel senso che se veramente vogliamo che Linux venga utilizzato da più gente possibile dobbiamo far sì che Linux abbia tale possibilità. Insomma, se ancora non esiste un benedetto client MSN che supporti la videochiamata come possiamo pretendere che ci sia un Photoshop, un dreamweaver, e così via….
    Non voglio togliere merito agli sviluppatori (che per quel che mi riguarda si fanno un culo quadrato eheh), per carità, ma è la dura realtà.

    Ciao

  9. 6 agosto 2008 alle 18:26

    /V mi ricorda qualcuno… ma chi?
    Mah..

    Comunque sia: tutte belle frasi e tanta grassa pubblicità trasudano da quel commento.
    Come molti, anche su /V è stato installato “evangelizzazione.dwg”.
    Almeno da quanto vedo.

    Incredibilmente attratto dalla tua desktop experience su MacOS?
    Buon per te.
    In fin dei conti il tuo commento era questo:

    1- Ribadire i punti di forza intrinsechi di MacOS e pubblicizzare la sua affidabilità, i suoi software, ecc.. che se volevo, la stessa roba la leggevo su getamac.
    2- Riprendere la mia affermazione, che vede il limite di piattaforme su cui far girare MacOS come un vantaggio

    Tutto qui.
    Non mi pare ci sia granché di nuovo sotto il sole.

  10. 6 agosto 2008 alle 18:34

    Ciao trovo molto interessante il tuo commento all’intervista soprattutto perchè punti a mettere in risalto il discorso della libertà.

    Io uso Ubuntu da un anno poco più e ne sono molto contento, conosco Windows e non commento, ho visto un po’ il MAC OSX certo è bello e affascinante ma la libertà non sa dove sta di casa.

    Personalmente preferisco la libertà alla sicurezza, preferisco imparare che avere la pappa pronta, nella storia dell’umanità tutti quelli che ci hanno dato la pappa pronta ci hanno passato sempre della grandi e belle fregature.

    Trovo che l’osservazione che hai scritto sullo sviluppo del multimediale sia proprio quello che manchi in Ubuntu, dopo un anno posso dire che ho notato questa enorme carenza rispetto agli altri SO.

    Vogliamo fare una “petizione” da spedire al gran capo della Canonical?

    ciao

  11. dawlin70
    7 agosto 2008 alle 0:31

    Soltanto una precisazione per quanto riguarda xorg

    Se per qualche motivo, in fase d’accensione la grafica non parte, Ubuntu parte in risoluzione minima e avvia automaticamente un applicazione per sistemare il tutto. Se non mi credi, prova ad eliminare xorg.conf (facendoti comunque una copia)e riavvia. Se invece il server grafico è partito ,ma la risoluzione è indecente, invrce di sudo dpkg-reconfigure xserver-xorg, prova a dare
    sudo displayconfig-gtk, cosi’ farai partire i programma appena citato e fai tutte le tue configurazioni che ti servono quanto riguarda la parte vdeo. Per il muse e tastiera vale sempre il vecchio comando.

  12. iGodness
    7 agosto 2008 alle 5:18

    Se non fosse per la “filosofia” del software libero, mi sembrerebbe di leggere il commento di un dirigente di Microsoft.
    I programmatori Linux sono bravi a programmare, niente da dire… ma in quanto a innovazione non c’e’ paragone. Potete creare qualsiasi software volete e renderlo terribilmente stabile, ma del tutto inutilizzabile per svariati motivi.
    Volete che Linux abbia le possibilita’ di Mac OS X? Bene, allora cercate di rendere il tutto meno dispersivo. Un unico sistema operativo, 32498475344 distro, 324543957 pacchetti diversi d’installazione. Ma che, scherziamo?
    E secondo voi la gente sara’ lieta di passare a un sistema operativo del genere? Credete davvero che in 24 mesi (anzi, gia’ ora, da quanto dite) supererete il livello di Mac OS X? Non pensate di pretendere un po’ troppo? Ragazzi, su… siate seri. Posso capire che in 24 mesi possiate competere con l’OS di Microsoft (mi riferisco in fattore “User Friendly”), ma OS X e’ una meta troppo ambita e irraggiungibile per i programmatori Linux. Diciamoci la verita’.. non e’ solo questione di copiare e aggiungere qualche chincaglieria qui e la’.
    Un sistema operativo Apple e’ bello fin dal profondo. E’ design del codice e della macchina (internamente ed esternamente). Qualcosa di quasi perfetto. Impiegati di Apple e programmatori fieri dell’OS sul quale il loro software girera’, che lavorano incessantemente. Software dell’élite. Programmatori che se vogliono far girare qualcosa, prima di tutto pensano se il software e’ davvero degno di girare su un sistema di cosi’ alto livello.
    Ogni nuova release di OS X rilascia innumerevoli nuove utility. Siete sicuri di riuscire a copiarle davvero tutte? Ma non diciamo sciocchezze. E poi.. che e’ sta cosa del copiare? Siate innovatori, siate designer del software e della User Interface. Fate si’ che un giorno potrete essere ricordati come vincitori e non come “un’altro copione”. Sorprendetemi. Sorprendete il mondo. Create un OS X di seconda generazione! Sono sicuro che potete farcela. Battere Apple non e’ impossibile e voi ne avete la staffa, ma al livello di pensiero troppo chiuso (benche’ programmiate in Open-Source) e’ senza dubbio gia’ di per se’ una falla del sistema. Forse il vero problema e’ che neanche ve ne accorgete di questo vostro bug.

    Non passero’ mai a Windows, ma ci sono piu’ possibilita’ che io passi a esso (tenendo conto dell’instabilita’ del software, virus e diavolerie simili) piuttosto che prendere davvero in considerazione la possibilita’ di installare sul mio bellissimo e fiammante Mac una delle vostre distro, che non hanno ne’ capo ne’ coda. Dimostrateci che potete cambiare. Come base Linux e’ senza dubbio fantastico.. ma resta soltanto una base. Datemi retta, senza che vi arrabbiate.. anzi, fate tesoro di cio’ che vi consiglia un fiero utente Mac: avete creato le fondamenta, ora iniziate a costruire un solido, robusto e bellissimo grattacielo. Siete ancora lontani dalla mete, credete in questo.. ma non e’ irraggiungibile. Se prendete questa strada e mettete da parte il vostro orgoglio inutile, forse ci sara’ davvero possibilita’ che Linux superi il sistema di Apple.

    Mac OS X guadagna punti, sia su Windows, che su Linux. Pensate al perche’? Copiate Mac OS X, ma senza particolari mutamenti sul numero di utenti Linux. Qual’e’ il motivo? Se pensate che copiare OS X possa bastare a migliorare, cascate male. E non solo… arrivate anche secondi. Fin dalla sua nascita Windows ha cercato di copiare il Macintosh, ma ha solamente perso punti, invece che riceverne. Volete davvero continuare a perdere utenza?

    Siate responsabili se volete che il vostro “Linux” possa essere considerato davvero un sistema operativo aperto a tutti. Si’, e’ “aperto”.. e’ open source. E allora? Credete che la mia ragazza (anche lei Mac User, oltre tutto) gliene possa fregare qualcosa di un Linux si’ open-source, ma non User-compatible? Andiamo, su’…
    Avete anche tanto.. troppo da fare. Altro che 24 mesi.

    E per quanto riguarda iPhone e App Store, non diciamo sciocchezze! Siate oggettivi. Ci sono cose negative sicuramente (e di quelle davvero negative non ne avete neanche parlato), ma il fatto che si possano installare solamente programmi sviluppati da chiunque, ma giustamente certificati da Apple per motivi di sicurezza, non mi sembra che possa essere considerato un problema. Piu’ si e’ mirati, piu’ c’e’ possibilita’ che il sistema funzioni. E App Store ne’ e’ la prova. Voi state ingiustamente propagandando che il sistema di vendita meglio riuscito della storia non abbia la potenzialita’ di cambiare il mercato globale.

    Cambiate il vostro punto di vista e forse, un giorno, cambiera’ anche il pensiero globale riguardo a un sistema dal futuro molto discutibile.

  13. 7 agosto 2008 alle 11:11

    Ma dal discorso di marco sciatteluorc non mi pare che si parli tanto di quale sia l’os che offre un’esperienza migliore (lo sa anche lui qual’è), è inutile stare a parlare di hardware mac, figosità di qua, synaptic di là e menarci il pisello su quale sia il migliore tra i due. A me sembra che si sia dato un obiettivo, riuscire a creare una distro in grado di competere con il leopardo dal punto di vista dell’usabilità. Sicuramente non ci metterà 24 mesi, ma se riuscisse a creare un sistema operativo fico come la leoparda e libero come obonto che girasse su hardware randomico, non sarebbe meglio per tutti? Non sarebbe meglio sia per gli utenti mac, che per gli utenti linux? Forse sta solo sognando, però, chissà, io la mia fiducia ce la do.

    Eddai cazzo, io uso mac, tu usi ubuntu, vogliamoci bene lo stesso per dio.

  14. /V
    7 agosto 2008 alle 11:34

    deviantdark, Schopenhauer nella sua arte di ottenere ragione diceva di attaccare l’argomentante, qualora si abbia una tesi debole.

    Ne hai appena dato un’esempio calzante.

    Non aggiungo altro in merito per non venire tacciato ANCHE di essere un troll oltre che un fanboy.

    “1- Ribadire i punti di forza intrinsechi di MacOS e pubblicizzare la sua affidabilità, i suoi software, ecc.. che se volevo, la stessa roba la leggevo su getamac.”

    E difatti, perdona l’espressione, non hai capito una beneamata mazza.
    1) Non ti parlo di software ma di LIBRERIE, che e’ una cosa da cui il desktop linux dovrebbe imparare MOLTO con le sue guerre tra QT e GTK (e sai benissimo che e’ cosi’).

    Che ti piaccia o no la Apple si sta conquistando al simpatia di tanti SVILUPPATORI (bada, non utenti) proprio grazie ai suoi framework che permettono anche al piu’ sfigo alle prime armi con l’objective C di tirare fuori un’applicazione consistente con il resto del sistema. E come dovresti sapere, gli sviluppatori esterni fanno molto per un sistema.

    2) Non ti parlo di affidabilita’ effettiva (di cui non ho assolutamente esperienza) ma di affidabilita’ PERCEPITA, cosa che secondo me non e’ dovuta a un’effettiva affidabilita’ del sistema operativo (che ha comunque i suoi problemi), ma a dei tuning MIRATI su certi aspetti. Un esempio? Hey IL SUSPEND FUNZIONA SU MAC.

    Anche questa e’ una cosa che Canonical NON CONOSCE e che dovrebbe imparare e in fretta, prova ne e’ il fatto che la eeeUbuntu specifica per gli asus EEE PC non ne supporta tutti i tasti funzione, non supporta il suspend e NON SPEGNE CORRETTAMENTE IL PC.

    “2- Riprendere la mia affermazione, che vede il limite di piattaforme su cui far girare MacOS come un vantaggio”

    Il limite delle piattaforme su cui far girare la macchina NON E’ un vantaggio, e’ semplicemente un approccio differente al problema. Un sistema (sia esso debian, ubuntu, xp o vista) che si ritrova a dover girare su un parco macchine infinito difficilmente potra’ essere comparabile con un sistema che gira su 4 macchine in croce.
    Non ti pare? Non mi sembra cosi’ difficile da comprendere.

    E quindi? Quindi il signor canonical dovrebbe tenerne da conto quando pensa di competere con mac e trarre una o piu’ delle seguenti conclusioni:
    1) Spostarsi sullo stesso mercato, e concentrare un po’ di risorse per validare la ubuntu ad esempio sulle ultime macchine uscite.
    2) Restare nel suo campo da gioco e rendere ubuntu piu’ facilmente “adattabile” al sistema. Un qualcosa di simile (ma meno invasato) a Gentoo o Arch per dire.
    3) Evitare certe sparate e basta.

    Dopodiche’ glia altri punti che cercavo di trasmettere erano i seguenti:
    – anche la liberta’ va saputa vendere, altrimenti l’utente medio se ne frega
    – non fare l’errore di ritenere macosx un pessimo sistema con una bella interfaccia, perche’ e’ come ritenere hitler “una simpatica canaglia”
    – comparare osx con qualunque sistema hardware-independent vuol dire togliere meta’ delle incognite all’equazione.
    – misurare la qualita’ di un prodotto dal becero numero di funzionalita’ e’ come paragonare il proprio prestigio sociale misurandosi il pisello. Oltretutto 15 anni di M$ windows dovrebbero averti insegnato che e’ inutile.

    Per il resto si, la mia esperienza con il desktop mac e’ stata piu’ che positiva, ma la prossima volta che usero’ osx sara’ quando riusciro a installarlo sul mio dell xps e avere un powermac a un terzo del suo prezzo, grazie.

  15. 7 agosto 2008 alle 14:59

    Uhm, bella la foto😄

    PS: non voglio continuare il flame😄

  16. Ringhio
    7 agosto 2008 alle 16:59

    “un utente che non scrive codice, traduce documentazione, disegna un’icona… è un utente INUTILE. Ognuno può contribuire, questa è la vera libertà.”

    Un utente non scrive codice, un utente USA (anche superficialmente) non SVILUPPA … quelli si chiamano programmatori e sviluppatori.

  17. SimPE94
    7 agosto 2008 alle 23:18

    Guiodic, hai perfettamente ragione.
    Ma mandvd però sarà sicuramente nei medibuntu, no?

  18. Lucazanna
    7 agosto 2008 alle 23:51

    “Tutte le pippe sulla libertà le sento ripetere da anni dai niubbi che hanno installato Ubuntu da tre mesi e vogliono scrivere anche loro il proprio articolo su cosa sia Linux”

    Questa è da incorniciare. Peccato che GNU/Linux è stato possibile solo grazie ad uno studente coi capelloni e la barba lunga che è stato, guarda caso, proprio il primo a farsele queste “pippe”.
    Sarà stato niubbo anche lui…

  19. /V
    8 agosto 2008 alle 10:04

    “Tutte le pippe sulla libertà le sento ripetere da anni dai niubbi che hanno installato Ubuntu da tre mesi e vogliono scrivere anche loro il proprio articolo su cosa sia Linux”

    “Peccato che GNU/Linux è stato possibile solo grazie ad uno studente coi capelloni e la barba lunga che è stato, guarda caso, proprio il primo a farsele queste “pippe”

    Io magari saro’ troppo pistino, ma:
    1) Linus Torvalds, creatore del kernel linux quando era studente, non ha mai avuto capelli e barba lunga.
    2) Richard Stallman, che e’ quello con i capelli e la barba lunga, non era gia’ piú studente nell’83 quando annuncio’ pubblicamente il progetto GNU.

    Capito ora il senso della frase sopra circa i nuibbi?

  20. guiodic
    8 agosto 2008 alle 22:06

    Be’, ho acceso un vespaio, ma sono contento di averlo fatto. Addirittura il post è finito che top post di WordPress.

    No posso rispondere a tutti, cerco quindi di sintetizzare. Personalmente trovo sbagliato pensare che GNU/Linux debba diventare l’avversario n.1 di Windows. Se partiamo da questo presupposto, ogni volta ci sentiremo delusi, frustrati, ecc.
    GNU/Linux è un sistema a parte e non deve combattere nessuno. Semmai deve emergere per le sue doti.
    Ora, tra queste doti la libertà è fondamentale. E non è vero che non interessa gli utenti. Solo che viene spiegata parzialmente. La libertà di modificare il codice certo interessa solo i programmatori, ma si ripercuote positivamente sugli utenti per i discorsi che sappiamo tutti. Perché questo viene sempre tralasciato?
    In un periodo in cui tutti veniamo controllati, schedati, ecc. in cui le grandi aziende sviluppano sistemi anticondivisione e viene chiuso ad esempio Colombo-BT, perché non spiegare che GNU/Linux è il sistema che favorisce proprio la condivisione?
    Potremmo pure arrivare al 90% del mercato ma se non avremo più la libertà di condividere che ce ne facciamo?
    Invece se agli utenti spieghiamo che devono tutelare la loro libertà sennò fra 2-3 anni il loro pc rifiuterà di far vedere filmati non criptati con i DRM, allora avremo vinto non una, ma 100 battaglie.
    E’ questa la parte importante.
    Poi certo è bene che si migliori il sistema e tutto il resto, ma se non facciamo capire ai neoutenti perché GNU/Linux è meglio anche in termini di libertà personale, al primo stormir di fronde perderemo i nuovi utenti.

    Riguardo al Mac. Be’ il mio coinquilino ce l’ha. Carino, semplice, facile. Ma non è che GNOME o KDE abbiano molto di meno… E poi al MAC non puoi manco cambiare quello stupido tema caramelloso.
    No, non è quello che importa, secondo me conta molto di più il parco software.

  21. 27 agosto 2008 alle 13:40

    Io uso OS X e Ubuntu e devo dire che è un accoppiata perfetta, non c’è veramente bisogno di altro

  22. 29 agosto 2008 alle 15:55

    Beh, mi fa un certo effetto vedere che il sasso che ho lanciato nella blogosfera con lo stralcio di traduzione all’intervista di Mark abbia avuto tale risonanza! L’articolo e il commento di Guiodic è sicuramente interessante, ma ancor di più lo è il dibattito che si è acceso nei commenti…
    Molti punti interessanti sono stati sollevati, sia pro che contro… ed da entrambe le parti sono state dette cose vere.
    Quello che pensavo io l’ho detto più o meno nel mio articolo. Bisogna essere abbastanza umili e lungimiranti da non chiudersi nel proprio angolo e difendersi a testa basta. Bisogna saper guardare cosa accade di fuori, e saper interpretare i successi e gli insuccessi degli altri. Linux non è migliore a priori. Linux ha dei punti di forza su cui puo’ far leva, ma non basta. Non puo’ fermarsi qua.. e non puo’ nemmeno continuare a copiare le idee degli altri, altrimenti arriverà sempre secondo (come ha detto /V).Deve trovare gli stimoli e la forza di spingere sull’innovazione, sulle idee nuove.C’è tanta gente in gamba dietro che sarebbe in grado di farlo. Se vuole davvero arrivare a conquistare una fetta consistente di mercato, deve per forza puntare sull’user experience. Non tutti hanno la voglia e le capacità di modificare xorg.conf per far funzionare un driver, e sinceramente non ne dovrebbero avere nemmeno l’esigenza!
    In questo, credo che Mark abbia molto buonsenso e ci abbia visto tutto… vedremo chi avrà ragione🙂

  23. 29 agosto 2008 alle 19:22

    @alexit: sono d’accordo che l’ “esperienza utente” (intendendo con ciò l’utente non esperto) sia importante e che bisogna puntare sulla facilità. Altrimenti non avrebbe avuto alcun senso la creazione di kde, gnome e fratelli.
    Quel che mi lasciano perplesse sono altre affermazioni di Shuttleworth che mi pare mettere in secondo piano il valore del software libero che, anche al di là delle questioni filosofiche, è una feature di per sé.

  24. 29 agosto 2008 alle 19:30

    Beh io ho interpretato in un modo leggermente diverso le sue parole. Lui afferma che se sei un utente a cui interessa sia la libertà che il prezzo del software, Linux è la prima scelta senza ombra di dubbio. Ma se non te ne frega niente della libertà (e ce ne sono di utenti cosi… a cui interessa solamente che un programma funzioni, indipendentemente da quanto costi e se sia libero o meno) dice che ci sono molte altre valide scelte da prendere in considerazione… tutto qua. Non ha mai detto che Mac è meglio di Linux… e non credo lo pensi davvero (anche leggendo il resto dell’intervista).
    ciao !😉

  25. erpara
    27 agosto 2009 alle 22:43

    Davvero un bell’articolo anche se l’ho letto un po in ritardo.
    Complimenti.

    Sono un utilizzatore ed estimatore di Mac e di Ubuntu e da quanto leggo nei commenti posso dire che i sostenitori di Mac(in questa sede) non hanno centrato il punto.

    Mi spiego di seguito:

    1)Ubuntu non è e non deve essere come Mac o migliore su tutti i piani ma semplicemente offrire ai propri utenti quello di cui hanno bisogno.

    2)Il fatto che Macintosh sia ottimizzato su poche macchine non è di certo un vantaggio ma semplicemente una limitazione. Si si…
    Se la Apple decidesse, per scelta aziendale, di non supportare una tecnologia(chiamiamola pure hardware) che in futuro si rivelasse veramente innovativa voi-noi mac user non potremmo usarla finché la Apple non decida per noi.. sembra una cosa impossibile? Beh non tanto…

    3)Mac fa cose strabilianti si…. Ma le fa a modo suo.. e questo va bene finché non si hanno esigenze particolari(e allora ti accorgi che devi uniformarti alla massa e non DEVI pensare con la tua testa)

    4)Credete veramente che Mac OS X(e spero sapete quella X che significato ha…) sia veramente solido e utile senza applicativi come iLife?

    5)Sicurezza!!! è importante per un sistema operativo e devo dire che mac eccelle.. se.. se non fosse solo per il fatto che bisogna stare pure attenti a dire che ii SO è immune da virus ecc ecc. andate a leggere la definizione che Mac ha di virus e forse vi accorgerete che l’immunità è una parola un po grossa. Anche l’insistenza sull’installazione di software certificato fa riflettere.

    Non voglio offendere nessuno né denigrare Mac che uso o lodare ubuntu che uso quasi sempre. Semplicemente volevo dire la mia visto che conosco veramente i due sistemi operativi. Poi cose da dire ce ne sono moltissime ma in fin dei conti credo che il sistema operativo vada scelto soggettivamente.

    Infine volevo rispondere a chi dice che ubuntu deve fare tanta strada, cambiare direzione ecc ecc che andasse a guardare la storia di Mac e di Ubuntu e constatare la differenza di età di nascita e considerare il fatto che una decade informatica corrisponde a secoli terrestri(vedete in quanto poco tempo ubuntu si è sviluppato?); considerate inoltre il fatto che Ubuntu oltre ad essere open è anche non a pagamento quindi deve pure fare i conti con la disponibilità economica.

  26. martin
    29 marzo 2015 alle 21:36

    Scusate, ma quale I MAC OS…. sono giorni che provo a modificare la risoluzione del monitor su xubuntu: ho seguito decine di guide su internet, scaricato driver proprietari, modificato file di configurazione da terminale… ho anche cambiato distribuzione … niente: tutti i tentativi falliti, la risoluzione non si schioda dai 1024×768, ed in certi casi dopo le modifiche è scesa a 640×480…

    c’è ancora molta strada da fare a mio parere!

  1. 7 agosto 2008 alle 2:08
  2. 14 maggio 2015 alle 2:58

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