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Le major dei videogame vogliono il nostro sangue

questo gioco costa 16mila sterline

Attenzione: questo gioco costa 16mila sterline

Mi ha particolarmente colpito un articolo pubblicato da Repubblica on line. Le major dei videogame, Aari, Topware, Interactive, Reality Pump, Techland e Codemaster hanno intimato a 25mila famiglie britanniche di pagare un riscatto se non vogliono venire denunciate per “pirateria” (paura eh?). Non so come chiamare diversamente la “multa” di 300 sterline (circa 380  €) di cui parla l’articolo. Trecento sterline per giochi che in negozio costano 30-40 euro, al massimo 50. Il rischio per le 25mila persone “sgamate” è grosso, si va sul penale. Ad una disoccupata hanno addirittura chiesto 16 mila sterline per “Dream Pinball”.

Si dirà: le persone in questione hanno commesso degli atti illegali. Giusto. Ma chiedere 300 sterline per qualcosa che costa 30, con la minaccia allegata di galera, come si può definire? “Vile ricatto” va bene? E poi, come hanno fatto suddette major ad avere nomi e cognomi dei temibili “pirati”?

Purtroppo l’articolo di Repubblica risente dell’ideologia pro-copyright imperante nei media. Leggete:

Sei milioni di persone in Gran Bretagna scaricano da Internet, senza pagare, i videogiochi. Troppo per le grandi compagnie, che subiscono una perdita economica diventata insopportabile.

Perdita? Forse volevano scrivere “mancato guadagno”. Perché se scarico un gioco con e-mule non è che “tolgo” dei soldi a chi lo produce. Ed anche il mancato guadagno è tutto da dimostrare. Chi potrebbe mai credere che la disoccupata madre di due bimbi a cui hanno chiesto 16 mila sterline ne avrebbe spese 30 per comprare “Dream Pinball”? In realtà, come accade nel 90% dei casi almeno, chi scarica qualcosa da Internet non l’avrebbe comunque comprata.

Lo studio di avvocati che ha chiesto alla disoccupata 16mila sterline piange miseria:

Le grandi società di videogiochi – spiega Roger Billens, un avvocato della Davenport Lyons – sono esasperate dal livello a cui è giunto il fenomeno. Negli ultimi quindici giorni il videogame Dream Pinball 3D ha venduto 800 copie, mentre è stato scaricato illegalmente da Internet ben 12 mila volte

Brrr… devono essere proprio alla fame, queste società, se devono chiedere 16mila sterline ad una donna disoccupata. E invece no, perché continuando a leggere l’articolo si scopre che…

Il mercato dei videogames per il computer raggiungerà quest’anno, in Gran Bretagna, i 2 miliardi di sterline.

Ovvero, il mercato dei videogame (senza s!) è in crescita. Nonostante la “pirateria”. O forse grazie alla “pirateria”. Perché è indubbio che un videogame scaricato, seppur illegalmente, 12mila volte, riceve una pubblicità da 12mila persone. Si chiama viral marketing.

La prossima volta che giocate ad un videogame sparatutto, ricordatevi che non è un caso tutto quel sangue che schizza ovunque. I produttori di videogame sono vampiri e quel sangue è il vostro.

  1. sara
    22 agosto 2008 alle 18:59

    OT
    cazzo ha wordpress contro l’euro? Hai notato che non scrive il simbolo ma € (una lineetta) al suo posto?😀
    fine OT

    Probabilmente le major dei videogame stanno seguendo l'”onda verde” contro il p2p iniziata in altri ambiti. Si saranno detti: – meglio approfittare, no?
    Così poi i giornali scrivono… 2 mp3 oggi, 2 divx domani, un videogame dopodomani. Vi becchiamo tutti, prima o poi!
    Terrorismo mediatico: chi scarica *dovrebbe* sentirsi il fiato sul collo, cagarsi addosso e smetterla all’istante, chi non scarica pensa ad un’invasione di pirati malefici con tanto di benda all’occhio che stanno mettendo in ginocchio l’intera economia mondiale.

    Per dirne una sul caso TPB una televisione locale ha titolato
    “Brillante operazione della GdF di BG, arrestate 4 persone in Svezia!”
    Ma quando mai?

    • 25 maggio 2010 alle 15:35

      prova a ingrandire la pagina (CTRL+’+’) tre o quattro volte😉

  2. SimPE94
    22 agosto 2008 alle 19:03

    Che facciano costare meno i loro giochi. Dopo le persone sono sicuramente più stimolate a comprare il gioco piuttosto che attendere delle ore davanti al mulo.

  3. sid9477
    22 agosto 2008 alle 19:17

    “E poi, come hanno fatto suddette major ad avere nomi e cognomi dei temibili “pirati”?”
    Questo punto è molto interessante e bisognerebbe scoprirlo…

    @ sara
    “2 mp3 oggi, 2 divx domani, un videogame dopodomani.” l’hanno scritto sul serio? :O

  4. 22 agosto 2008 alle 19:39

    non c’è dubbio che sarebbe interessante venire a conoscenza di come hanno scoperto il nome delle persone accusate.

    comunque ragazzi, da videogiocatore posso assicurarvi che è giusto multare chi non paga i videogame e li scarica. concordo sul fatto che costino troppo e che la qualità dei giochi sia sempre in discesa ma cazzo le software house devono vivere! i developer devono essere pagati!

    non so quanti di voi conoscono bene il settore, ma avete la benchè minima idea di quanto costi un videogioco? soprattutto che chi sviluppa per piattaforme di cui non è proprietario… insomma, si meritrano di esser pagati senza dubbio ed è giusto che i giochi vengano comprati

    sia chiaro che anche io non sempre lo faccio, ma il giorno che mi multeranno me ne starò zitto perchè avrò fatto un torto a qualcuno…

    piu che altro mi sento in diritto (piu o meno) di piratare quelle migliaia di giochi che purtoppo non escono dal giappone (nemmeno localizzati per gli usa) che in verità sono dei veri cult!

    so che ora mi vorrete tutti insultare, ma è come se io venissi nel vostro negozio e vi rubassi i prodotti in vendita😉

  5. sara
    22 agosto 2008 alle 19:51

    @sid9477: no, non hanno scritto così, l’ho scritto io perché mi sembra quello il messaggio che vogliono farci arrivare.

  6. Bucky
    22 agosto 2008 alle 22:07

    credo anch’io che sia un “pizzo” richiesto dalle major, ma d’altra parte non si possono lasciare impunite sacche di illegalità così vaste.
    Oggi scaricare è la norma, ed il fatto che chi scarica non avrebbe comprato non è certo un attenuante nè una giustificazione.

    Si dovrebbero evitare invece limitare l’importo massimo da risarcire per legge alle major, rendendolo proporzionale al numero di opere scaricate fino ad un limite: non si possono chiedere milioni di euro perchè si hanno dei film illegali! ma scherziamo?! i igudici che infliggono condanne così pesanti si rendono conto di aver ROVINATO LA VITA di chi condannano?

    (vd. http://punto-informatico.it/2102661/PI/News/milano-beccati-uploader-p2p-multe-galattiche.aspx)

    se ci fosse un tetto ragionevole (tipo 2000 €…) la gente potrebbe far valere le proprie ragni in trbunale più a cuor leggero, senza il timore che saranno i loro pronipoti a pagare i loro errori.
    ed allora fioccherebbero anche le denunce di violazione della privacy, reato a mio avviso ben più grave, che andrebbe punito con pene (anche monetarie) queste sì adeguate… – tanto le major se le possono permettere – .

    Non prendiamoci in giro. Le major dei videogame vogliono il nostro sangue? A me sembra più un atteggiamento da sanguisuga quello di chi si scarica gratuitamente un gioco su cui della gente ha lavorato per mesi. Massimo rispetto (ed ammirazione) per chi concede i programmi gratuitamente e in modo open, ma rispettiamo anche chi la pensa diversamente.
    in fondo sono giochi e film:si può vivere senza. O sono solo io lo scemo che si accontenta di giocare con WoP, openarena e si affitta i film da blockbuster?

  7. sid9477
    22 agosto 2008 alle 23:24

    “se ci fosse un tetto ragionevole (tipo 2000 €… ;)” sbaglio ho letto ragionevole?

  8. sid9477
    22 agosto 2008 alle 23:24

    scusate ma non ho riletto… sbaglio o ho letto ragionevole?

  9. Bucky
    23 agosto 2008 alle 10:47

    @ sid9477
    si, hai letto bene! (comunque ci si mette meno a guardare che a scrivere due post…)
    la faccina era involontaria, ho fatto una combinazione di caratteri con le parentesi, ma – damn it – non posso modificarla.

    certo non puoi dare 50 € di multa a chi ha tera e tera di mp3 illegali! è ovvio che la multa deve essere superiore al costo legale del prodotto/servizio, altrimenti si incita all’illegalità!
    un dvd di un film costa almeno 30 €: non ti pare ragionevole 2000 € per chi delinque possedendo molti film (conosco gente che ne ha un centinaio)?
    Se i controllori ti beccano senza biglietto il costo della multa va dalle 50 alle 100 volte il costo del biglietto.
    se la multa ti costasse quanto il biglietto ci sarebbero ettari di foresta amazzonica in più, ti assicuro…

  10. Bucky
    23 agosto 2008 alle 10:49

    argh! ma perchè continua a venire la faccina? prima della parentesi non metto nulla di particolare! basta la parentesi?

  11. 23 agosto 2008 alle 11:31

    quoto bucky, se per un cd che costa 50 euro rischio una multa di 60 bè, allora mi butto, tanto la probabilità che non mi sgamino è alta, al massimo ci perdo 10 euro in piu🙂 sarebbero tutti a piratare il doppio di ora…

    comunque la situazione è molto accentuata soprattutto in italia, in paesi come il giappone e la spagna c’è il culto del gioco originale, scaricano tutti sì, ma hanno anche l’originale (diciamo che non tutti vogliono sbattersi per le copie di backup)…

    sapevate che nintendo ha proibito la vendita di flashcard solo in italia? vi siete mai chiesti perchè?

    esageriamo sempre in ogni cosa😉

  12. sid9477
    23 agosto 2008 alle 11:39

    bè per un cd che costa 50 euro (come si fa il simbolo dell’euro?) la multa potrebbe essere di 150-200 euro ma non una cifra a 3 zeri…

    “i igudici che infliggono condanne così pesanti si rendono conto di aver ROVINATO LA VITA di chi condannano?”

    non tutti si possono permettere una multa di 2000 euro ad alcuni basta questa per rovinarsi la vita…

  13. sara
    23 agosto 2008 alle 12:17

    @spillo: cos’è flashcard?😳

  14. 23 agosto 2008 alle 13:24

    @ sara: ciò che permette di sfruttare appieno un nintendo ds😉
    http://www.gbarl.it/index.php?showtopic=35871

  15. Davide
    23 agosto 2008 alle 20:32

    Io son del parere che chi viene trovato con materiale piratato debba pagare il prezzo di ogni CD col valore che ha al momento in cui viene rilasciato il verbale dalla polizia postale..
    Nè più nè meno perchè dovrebbero guadagnare sulla pelle degli altri? (che poi sono sempre i più poveri..)

  16. 23 agosto 2008 alle 22:06

    spillo dice “i developer devono essere pagati!”

    Mi sembri Ballmer: “developers developers developers”. Forse non hai letto cosa ho scritto: il mercato è in espansione, non c’è crisi del settore. Quindi la “pirateria” non danneggia un bel nulla.

    Bucky dice: “Oggi scaricare è la norma, ed il fatto che chi scarica non avrebbe comprato non è certo un attenuante nè una giustificazione.”

    Perché no? Se la smettiamo di concepire il diritto d’autore come un “sacro e inviolabile diritto umano”, ma come un semplice “contratto”, se contravvengo al contratto merito una multa, ma proporzionata.

  17. 24 agosto 2008 alle 0:29

    è normale che il mercato sia in espansione, eccetto il wii nessuna console next gen permette di usare le copie di backup😉

    io da ex mod di gbarl.it ne ho viste di tutti i colori, te lo assicuro😉 La pirateria danneggia eccome! se spendo (numeri ipotetici) un milione di dollari per produrre un videogioco, lo vendo a 30 dollari a copia, ne vendo 20000 copie perchè tutti gli altri piratano, puoi capire benissimo che vado in perdita… e nel milione di dollari non ho contato gli stipendi degli sviluppatori, le tasse per mantenere su un’azienda… insomma, se vado in un negozio a rubare un cd e mi beccano finisco in caserma, rischio anche multe salate nonchè la fedina penale a puttane…

    tra l’altro il videogame non è cibo, si vive anche senza, quindi se te lo puoi permettere bene, altrimenti rimani senza!

    piuttosto che cercare di combattere delle punizioni ad azioni che sono effettivamente reati, perchè non ci si muove per la riduzione dei prezzi, che sono esageratissimi e per un miglioramento generale? perchè non ci si lamenta del fatto che in italia arrivano metà dei giochi usa e jap?

    finchè si compiono reati si è in torto😉

  18. 24 agosto 2008 alle 0:40

    Ma dai, non mi dire che questi piangono miseria su. Non raccontiamo balle.

  19. 24 agosto 2008 alle 0:52

    vallo a dire a SEGA, oppure a Nintendo qualche anno fa, con N64 e Game Cube…😉

  20. 24 agosto 2008 alle 10:59

    bah… io vedo che se la passano bene. anche in italia le aziende piangono miseria, poi vai a vedere le statistiche e scopri che hanno avuto guadagni immensi negli ultimi 10 anni.

  21. 24 agosto 2008 alle 11:15

    SEGA ormai non è piu nessuno, sta in piedi per miracolo e altri 20 anni non vive… Nintendo si è salvata grazie al GBA e al DS, se il wii non avesse avuto successo non esisterebbe piu questa azienda, visti i risultati delle consolle che ho citato su…😉

  22. 24 agosto 2008 alle 11:38

    Be’, ma che discorso è? E’ come dire che se l’IBM avesse continuato a fare solo mainframe sarebbe fallita. E’ ovvio, il mercato cambia e le aziende cambiano con esso. Chi non cambia muore, non ci vedo nulla di strano. E’ il capitalismo, funziona così.

  23. Hyu
    24 agosto 2008 alle 23:07

    Riguardo la pirateria, ritengo siano le software house a sbagliare. Oramai la pirateria è un fenomeno conosciuto e praticato da quasi tutti i possessori di un pc, tanto praticata che pochi la percepiscono come reato e metà di quelli che gridano “è un crimine” lo hanno commesso almeno una volta nella vita. E’ la dimostrazione che un certo modo di commercializzare il prodotto non funziona. E invece di cambiare strategie di mercato cosa fanno le major? Fanno le vittime, riducono in mutande qualche capro espiatorio. Invece di pensare a nuove prospettive e nuovi modi di concepire il prodotto.

    Con questo non intendo giustificare la pirateria: danneggia l’utente ed il software libero e gratuito(oltre alla solita frase fatta “è un reato”, la storia è piena di reati e pratiche proibite che adesso sono legalizzate e diritti irrinunciabili).

  24. 25 agosto 2008 alle 2:18

    E’ la dimostrazione che un certo modo di commercializzare il prodotto non funziona.

    Giustissimo. Lo dimostra anche il successo di iniziative come la musica senza DRM.

  25. 27 agosto 2008 alle 10:44

    Faccio solo 2 note…

    – – – NOTA 1 – – –

    >> Perdita? Forse volevano scrivere “mancato guadagno”.
    >> Perché se scarico un gioco con e-mule non è che “tolgo”
    >> dei soldi a chi lo produce.

    Questo e’ totalmente sbagliato.

    Chi produce, sia software che altro fa dei piani di investimento.
    – Prima investo (quindi spendo) X soldi e tempo per la progettazione, lo sviluppo, la promozione ecc…
    – poi con le vendite prevedo di coprire questi costi entro Y tempo…
    – poi comincio a guadagnarci veramente.

    Se tu scarichi un gioco illegalmente e ci giochi stai togliendo
    ricarvi all’azienda. E se questa non ha ancora coperto i costi di sviluppo/promozione/ecc non solo e’ un mancato guadagno,
    ma e’ proprio una perdita.

    – – – NOTA 2 – – –

    >> Perché è indubbio che un videogame scaricato, seppur
    >> illegalmente, 12mila volte, riceve una pubblicità da 12mila
    >> persone. Si chiama viral marketing.

    attenzione… con il viral marketing non si coprono i costi.
    bisogna sempre guardarla nell’ottica degli investimenti fatti.

    – mettiamo che io stimo un mercato potenziale di 1000 utenti.
    – investo X e lo vendo
    – in 200 lo comprano e in 800 lo scaricano illegalmente.
    – con il “viral marketing” lo comprano in altri 200

    quanto ho venduto? solo 400!
    a fronte di 1000 stimati inizialmente!

    in questo scenario il viral marketing non e’ servito ad una cippa dal punto di vista aziendale. E l’azienda non ha venduto manco la meta’ di quello che era il potenziale bacino di utenza.

    In poche parole…

    I conti vanno fatti.
    Non si puo’ dire solo “c’e’ il viral marketing”…
    perche’ il marketing garantisce la conoscenza del prodotto,
    non la sua vendita (e quindi i ricavi aziendali)!!!

    – – – CONCLUSIONE – – –

    Sono d’accordo che alcuni giochi costano forse troppo per quello che offrono.

    Ma la cosa giusta e’ non giocare!

    Non e’ piratare “a prescindere” e lamentarsi se cercano di rivalersi.

    Due torti non fanno una ragione.

  26. 27 agosto 2008 alle 11:43

    E se le case produttrici di videogame sono così malvagie noi eviteremo di giocare con i loro giochi. Mi pare un ragionamento giusto.

    Se davvero vogliamo vedere le cose cambiare, la pirateria non è di certo la mossa giusta, anzi è un modo abbastanza codardo non solo di accettare la pietosa situazione, ma anche di trarne vantaggio. Quindi è codardo e ipocrita.

    Credo che di multone dovrebbero essercene molte di più, così forse la gente vedrebbe chi è che comanda, e che la strada giusta non è di certo quella della pirateria.

    Se non ci piacciono questo tipo di licenze, promuoviamo attivamente le licenze libere per un mondo migliore.

  27. 27 agosto 2008 alle 11:54

    finferflu: non sono convinto che la forte repressione della condivisione di file coperti da restrizioni sia il modo migliore per convincere la gente a passare al software libero.
    Io sono per la libertà di scelta, non per la costrizione.

  28. 27 agosto 2008 alle 12:48

    Non sei libero finchè certe licenze esistono. E la gente deve rendersene conto. Questo è il mio punto.

  29. punkadiddle
    27 agosto 2008 alle 18:08

    ma il discorso è sempre lo stesso, i beni immateriali dovrebbero circolare liberamente e non essere soggetti a restrizioni, così è stato fino a qualche secolo fa, poi il contesto storico è cambiato ed è stato introdotto il copyright come INCENTIVO per la produzione di modo che la COLLETTIVITÀ ne trasse beneficio. punto.
    con l’era digitale lo scenario è mutato moltissimo e la legislazione in materia di copyright andrebbe rivista e mutata radicalmente.

    ste benedette major ci perdono a causa della “diffusione incontrollata” dei loro prodotti (mi rifiuto di chiamarla pirateria) si o no? rischiano il fallimento si o no? se tutti scaricassero da internet ci sarebbero meno videogiochi in circolazione si o no? se la risposta è si il copyright si può mantenere ma andrebbe ridotto e i prezzi diminuiti, e i trasgressori puniti ma con multe proporzionali.
    se la risposta è no potete immaginare..

  30. nome
    28 agosto 2008 alle 16:54

    Ho mac OSX a casa: quando ho dovuto pensare alla Suite per scrivere (si chiama iLife) che costava circa 80 Euro non ho avuto dubbi… l’ho COMPERATA.

    Ho un PC in ufficio che ahimè monta WinZoz : quando ho visto il prezzo di OFFICE (completo) sono INORRIDITO e sono stato davvero in dubbio se infrangere la legge oppure no…

    secondo voi ho la suite office originale ?

    ciauz

  31. 28 agosto 2008 alle 17:01

    nome ha detto:
    secondo voi ho la suite office originale ?

    Certo che no. Hai scaricato OpenOffice.org, vero?

    Dove si può scegliere un programma libero e gratuito non vedo perchè infrangere la legge.

  32. Sara
    28 agosto 2008 alle 17:01

    @nome: OpenOffice no?

  33. 28 agosto 2008 alle 20:13

    @nome: io non prenderei Office o iLife neppure se costasse 10 euro. Non perché io sia un talebano, ma perché
    1. uso un altro s.o.,
    2. openoffice è superiore;
    3. non voglio sottostare ai loro controlli sull’autenticità tipo wga et similia

  34. 4 settembre 2008 alle 23:15

    riguardo alla presunta “perdita” subita dalle varie aziende che producono software/videogames/CD musicali … vi posso assicurare che NON sono in perdita e le vendite NON sono in crisi.

    (non sono un oracolo, tranquilli..)
    però c’è una regola economica che, in caso di scarse vendite, porta le aziende ad abbassare i prezzi per stimolare la domanda. capita spesso che molti prodotti vengano venduti addirittura sottocosto pur di liberare i magazzini e fare un minimo di guadagno..

    bè.. quando i CD di musica pop, anziché costare 18 €, costeranno 8 € significherà che c’è crisi
    ma fino a quel momento…

  35. 4 settembre 2008 alle 23:17

    Ottima osservazione. E anche gli Oasis sembrano essere d’accordo con te🙂

  36. eternauta
    15 novembre 2008 alle 0:41

    se pirato un gioco che comunque non avrei comprato, che danno faccio?
    scusate l’ignoranza, ma tante volte vedo pubblicità interessantissime di film che sembrano bellissimi. poi vado al cinema e torno a casa con le balle che girano perchè il film non mi è piaciuto. mi risarciscono?
    i pochissimi giochi e film che mi piacciono veramente, li possiedo in originale (anche i dischi di musica),ma poi ci sono tante cose che non valgono la pena di essere acquistate. certo, fa parte del sistema. tanto quanto la pirateria quando diventa strumento di difesa.

  37. 10 gennaio 2009 alle 1:42

    Devo dire che a volte la pirateria non solo è sopportata ma E’ AVALLATA DALLE MAJOR. Fa parte del marketing. L’esempio lampante è AutoCad: c’è chi dice (secondo me a ragione) che nei primi anni AutoCad fosse reso facilmente reperibile illegalmente (e crackabile) di proposito. Di fatti è plausibile dato che la vorticosa diffusione che ha avuto questo software ha reso il suo formato (proprietario) uno standard. Adesso nelle università su fanno i corsi di AutoCAD e gli studi di architetti lo utilizzano tutti, nonostante ci siano anche valide alternative.
    A mio avviso anche win se non fosse così semplice da reperire e crackare non avrebbe la stessa diffusione.

    Pensate se milioni di persone non avessero avuto questa possibilità a portata di mano. Credo che il mondo avrebbe parlato linux almeno 10 anni fa.

    Nonostante io sia contro la pirateria, devo dire che i produttori in un certo senso devono ringraziare i “pirati”.

  38. 5 marzo 2014 alle 18:22

    What’s up, yeah this article is actually nice and I have
    learned lot of things from it concerning blogging.
    thanks.

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