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Guida per principianti a GNU/Linux: perché occorre montare gli hard disk

No, "montare" non in questo senso ;)

No, ''montare'' non in questo senso...

Una domanda che si fa spesso il newbie di GNU/Linux è:

Perché bisogna montare le partizioni degli hard disk? Windows le vede automaticamente e non mi chiede nulla

Ecco uno di quei casi in cui la domanda è sbagliata🙂

La domanda giusta è:

Come mai Windows non mi fa scegliere quali partizioni attivare? Come mai le vede come degli hard disk separati anche se sono solo partizioni dello stesso hard disk? Come mai non mi permette di vedere tutta la mia memoria di massa come un unico filesystem in cui ogni partizione è solo una directory il cui nome e posizione posso scegliere io? Come mai, insomma, funziona come MS DOS?

Ecco, queste sono domande interessanti. In fondo non vi è alcuna ragione per procedere come fa Windows. Avere C:, D:, E: ecc. è molto più scomodo che vedere tutto come un unico albero di directory. Inoltre non possiamo scegliere come e quando attivare certe partizioni piuttosto che altre. Con GNU/Linux (così come con gli altri sistemi di tipo Unix) invece possiamo.

Ma vediamo perché e come funziona il tutto.

In primo luogo ricordiamo come è fatto il filesystem di GNU/Linux: abbiamo un unico albero di cartelle una dentro l’altra, invece che lettere separate (C:, D:, E: eccetera). L’albero ha una radice (la directory “/” ) che contiene delle directory le quali a loro volta possono contenerne altre e così via. Anche con Windows è così, solo che, come dicevo, non c’è qualcosa che tenga tutto unito come appunto la radice.

Quando inseriamo una pendrive nel pc con Windows, dopo un (inutile) lavorio alla ricerca di qualche (altrettanto inutile) driver, il sistema ce la individua con una lettera.

GNU/Linux invece usa un altro meccanismo per gestire diversi hard disk e partizioni.

Prima di tutto ogni partizione è identificata da un file di dispositivo nella directory /dev. Noi non usiamo di solito questi file direttamente, perché essi ci restituirebbero semplicemente un flusso ininterrotto di byte poco utile se non in determinate circostanze (ad esempio la copia 1-a-1 di una partizione). Abbiamo bisogno di “montare” la partizione nel filesystem, ovvero di “inserire” in esso la partizione che ci interessa.

Questi file sotto /dev hanno dei nomi basati sulle caratteristiche della partizione. Di solito il nome è qualcosa tipo:

/dev/hdXY

oppure

/dev/sdXY

dove X è una lettera (a, b, c, d eccetera) che individua l’hard disk (“a” è il primo hard disk, “b” il secondo, ecc.) mentre Y è il numero della partizione (1, 2, 3, ecc.).

Ad esempio la prima partizione del secondo hard disk verrà vista come:

/dev/sdb1

Da un po’ di tempo quasi tutti gli hard disk, a parte i vecchi IDE, sono sempre individuati come sdXY e non come hdXY mentre prima la “s” era appannaggio dei dischi SCSI.

Vediamo la situazione pre-montaggio in questa figura:

Situazione prima del montaggio

Ciò di cui abbiamo bisogno è inserire ciò che è dentro sdb1 nel filesystem, da qualche parte. E’ importante notare, infatti, che /dev/sdb1 è visto come un file, quindi non contiene le directory “Pippo”, “Pluto” e “Paperino”, che non possiamo vedere (ecco perché le ho messe su sfondo grigio).

La “qualche parte” dove inserire l’albero delle directory della nuova partizione è chiamato “punto di mount”, potremmo anche chiamarlo “punto di inserimento” e, nel caso della nostra figura, useremo /mnt.

Ecco cosa dobbiamo ottenere:

Situazione dopo il montaggio

Situazione dopo il montaggio

In sostanza il filesystem contenuto in sdb1 verrà inserito (montato) come se montassimo dei pezzi di lego su una costruzione pre-esistente. L’importante è avere un punto di “attacco” ossia un punto di “montaggio”, nel nostro caso /mnt. Avendo scelto /mnt come punto di mount, avremo che “Pippo”, “Pluto” e “Paperino” saranno delle sotto-directory di /mnt.

Ci sono delle regole per scegliere il punto di mount?

No, nessuna. Possiamo scegliere qualsiasi directory (possibilmente vuota) anche nella nostra home. Ma, di solito, è preferibile creare una directory vuota dentro /media. Questo perché tale directory è “scandagliata” dai diversi ambienti desktop (GNOME, KDE, ecc.). Se usiamo una directory in /media come punto di mount, l’ambiente grafico si accorgerà del montaggio e farà comparire l’icona sulla scrivania.

Ora, capito il perché esiste questo (apparentemente astruso) concetto di mount, nel prossimo post vedremo come si monta una partizione nella pratica.

  1. punkadiddle
    27 agosto 2008 alle 20:49

    beh, devo ammettere che sai come attirare l’attenzione..🙂

  2. Giulio2
    27 agosto 2008 alle 20:56

    Io avrei una domanda su Windows… Ho sempre avuto dispositivi chiamati da C ad H… Ma A e B che fine hanno fatto?O_o

  3. 27 agosto 2008 alle 21:14

    @Giulio2:
    Su Windows le lettere A e B venivano usate per identificare i floppy. Con l’avvento di nuovi supporti, e la conseguente scomparsa dei floppy dalla maggior parte dei computer, sono cadute in disuso anche le due lettere.

  4. 27 agosto 2008 alle 21:14

    A e B sono i floppy …

    anche se hai un solo drive per floppy, B c’è lo stesso e serve per poter copiare un floppy con lo stesso drive. Se da dos dai:

    copy A: B: (spero di ricordare bene)

    il sistema legge il floppy poi ti chiede di metterne uno nuovo e ti fa la copia.

  5. nakki
    27 agosto 2008 alle 21:19

    A: di solito è per il disco floppy e B: sinceramente non so….penso per i vecchi dischetti enormi (non mi ricordo da quanti pollici) ma è una supposizione…

  6. 27 agosto 2008 alle 22:55

    confermo la storia dei floppy, a causa di hp ancora mi capita di usarli xD

    poi fino alla Z si possono assegnare a scelta…

    comunque bell’articolo, in realtà poi è piu facile a farsi che a dirsi, se il post sul mounting verrà scritto bene si potrà completare l’opera…🙂

  7. 27 agosto 2008 alle 23:56

    I miei complimenti per il post, veramente intelligente e molto molto chiaro. Certe cose proprio non le sapevo, pur essendo linux user da un bel pò😀

  8. Takky
    28 agosto 2008 alle 0:20

    Una motivazione molto pratica del perché montare i dischi l’ho avuta quando ho dovuto modificare interamente il partizionamento del mio Drive Principale: in Windows ho dovuto riavviare (No?? Riavviare in Windows?? Ma va’ là!) solo per cancellare due partizioni dal suddetto disco.
    Linux una volta smontati tutti i dischi e fermato l’utilizzo della partizione di Swap ho potuto modificare a piacere qualsiasi Partizione senza dover riavviare nulla (addirittura spostando la partizione contenente lo stesso Ubuntu, non chiedetemi come). Modificando fstab poi ho potuto rimontare il tutto senza alcun problema.

    Il tutto senza dovermi scollegare da Internet e senza dover rinunciare ad utilizzare il PC.
    Questo è un sistema intelligente!

  9. 28 agosto 2008 alle 0:57

    @Fradeve: grazie per i complimenti, doppiamente apprezzati visto che vengono da un pugliese come me😉
    @Takky: già, i riavvi di Windows. Mai capiti. In teoria avendo un “finto” microkernel non dovresti riavviarlo mai o quasi. Solo che alla Microsoft non so come riescono a fare belle teorie e pessime pratiche.

  10. Meglio Non Esplicitare.
    28 agosto 2008 alle 9:01

    Gran bell articolo.

    Non ero mai riuscito a capire sta storia del /dev/hda1 e robe cosi. Aspetto la pratica🙂

    Grazie.

  11. 28 agosto 2008 alle 9:32

    Bell’articolo. Aggiungerei che la versatilità del file system virtuale unix è senzazionale. Recentemente ho scoperto di poter montare addirittra cartelle remote di server ftp:\\ e navigarmele allegramente con Nautilus.🙂

  12. CDF
    28 agosto 2008 alle 11:28

    A voler tornare ancora più indietro, quando non esistevano gli hd (per quei fortunelli che avevano due lettori floppy) in A: caricavano il sistema operativo (MS-DOS) e B: lo usavano per caricare le applicazioni e i dati.

    Chi invece aveva un solo lettore doveva di volta in volta togliere il disco col sistema operativo da A:, mettere il disco con l’applicazione in A:, caricare l’applicazione, togliere il disco dell’applicazione e mettere il disco con i dati in A:, ecc. ecc. Una volta usciti dall’applicazione veniva chiesto all’utente di rimeterre in A: il disco con il sistema operativo per continuare.

    Bello vero?😀

  13. nicomede
    28 agosto 2008 alle 12:09

    Interessante il post ma un po’ macchinoso. Certo non e’ un argomento facile da spiegare, ma diciamo che ti sei soffermato sul “come funziona” ma hai glissato bellamente sul “come si fa” (ossia i comandi da dare per il mount) e soprattutto sul “perche’ si fa” (ossia dei casi pratici in cui e’ conveniente montare le partizioni a manetta).
    Nel mio caso ho 3 partizioni: xp, ubuntu, linux mint. Uso principalmente mint e per accedere alle varie partizioni apro nautilus, ci clicco sopra e me le monta, ci riclicco e accedo al contenuto. Appena ho tempo faro’ in modo di montarle in automatico all’avvio, ma non capisco l’utilita’ di tenerle “in sleep”.

  14. Vongoloid
    28 agosto 2008 alle 12:26

    @guiodic #4
    secondo me era:
    diskcopy a:, forse diskcopy a: b: se avevi 2 drive(?). forse eh, era tanto tempo fa!

  15. 28 agosto 2008 alle 14:18

    @ thek3nger
    anche con explorer si può fare ed è anche piu veloce😉

  16. 28 agosto 2008 alle 14:21

    Il sistema di montaggio che all’inizio per chi viene da win non è chiaro in realtà lo trovo utilissimo.

    Proprio nei giorni scorsi ho creato un dvd di alcuni video come immagine ISO, e prima di metterli su un DVD per non sprecarli, ho motanto il file ISO come se ci fosse un dvd inserito nel lettore, ho guardato tutto il video per vedere se era come dicevo e solo dopo l’ho stampato.

    Il montaggio è davvero ottimo, aggiungo a quanto scritto da Guiodic che se invece della directory /media ne scelgo un’altra posso togliermi dal desktop le icone delle partizioni montate se non voglio vederle.

  17. Hyu
    28 agosto 2008 alle 14:46

    “Da un po’ di tempo quasi tutti gli hard disk, a parte i vecchi IDE, sono sempre individuati come sdXY e non come hdXY mentre prima la “s” era appannaggio dei dischi SCSI.”

    Ho notato che questa cosa dipende dalla distribuzione in uso, gli stessi hard disk che ubuntu chiamava sda, sdb ecc. su debian sono chiamati hda, hdb.
    Gli hard disk in questione hanno attacchi PATA (la scheda madre ha 6 anni…)

  18. 28 agosto 2008 alle 14:52

    sì dipende dalle impostazioni del kernel…

  19. 28 agosto 2008 alle 15:56

    @nicomede… sul come si fa io leggo:

    Ora, capito il perché esiste questo (apparentemente astruso) concetto di mount, nel prossimo post vedremo come si monta una partizione nella pratica

    😉

  20. luimors
    28 agosto 2008 alle 19:25

    vedo che non sono l’unico che viene dal dos…

    il primo pc era uno Z80 senza hd e con 2 lettori floppy da 5″ con 160kb

    il dos era su 2 dischi 1 di avvio, poi si inseriva il secondo “operativo” e il drive b: si utilizzava per il lavoro.

    questo sui pc “ibm compatibili” mentre olivetti utilizzava unix…

    poi arrivò windows e tutti si adeguavano al nuovo sistema…

    complimenti per le spiegazzioni molto chiare, si impara più dal tuo blog che da tanti manuali.

  21. 28 agosto 2008 alle 20:23

    @nicomede: eh, come ho scritto lo spiegherò in un altro post. Questo serviva a spiegare la logica che usano i sistemi Unix, la pratica la spiego dopo

    @luimors: non ricordo degli olivetti con Unix… però ho letto qualcosa da qualche parte. Cmq anche Olivetti faceva pc con il dos.

    @Hyu: come dice spillo, dipende dalla versione del kernel

    @spillo: non mi sembra… l’ftp con explorer non lo puoi montare, solo condivisioni locali. Tant’è che per montare dischi remoti via Internet ci si serve di programmi aggiuntivi.

    @volgoloid: forse hai ragione… ma mi pare che diskcopy copiava tutto il disco 1-a-1 mentre con copy copiavi comunque i file. O forse ricordo male, è passato un bel po’.

    @cdf: immagina che io, in quel modo c’ho fatto un esame di programmazione, switchando i dischi da 5 pollici del DOS e del Pascal. La prof. pretendeva persino che usassimo edlin (un editor a linea singola tipo “ed” di Unix) ma io mi rifiutavo e usavo wordstar…

  22. luimors
  23. 28 agosto 2008 alle 22:48

    ah, ok, ma non si tratta di pc, ma di minicomputer. Tutti i produttori di minicomputer fornivano una qualche versione di Unix prima dell’avvento di windows nt.

  24. luimors
    28 agosto 2008 alle 23:40

    alla fine degli anni ’80 in una ditta in cui lavoravo c’era un pc olivetti (forse M 20 o 24) in cui girava non so che versione di unix poi sotituito con uno con windows 3.10 (orrore!!!) che partiva in dos poi lanciando il comando “win” partiva windows (non sempre, era più piantato di una carota).Allora si diceva che unix era un sistema vecchio e che windows era molto meglio…

  25. 29 agosto 2008 alle 0:16

    be’, allora è come dici tu.

  26. 29 agosto 2008 alle 8:26

    guiodic io lo uso l’ftp di explorer, per questo ho detto che è possibile🙂 non credo che si possa montare come in GNOME in modo che si veda come fosse una qualsiasi periferica, ma si può usare come l’ftp di nautilus🙂

  27. 29 agosto 2008 alle 10:53

    ah, questo sì. In relatà entrambi i sistemi agiscono in modo simile.
    Con explorer puoi navigare in un sito ftp. Non solo: puoi usare le “cartelle web” (che però funzionano al 100% solo con server microsoft e protocollo http, attraverso webdav).
    Lo stesso puoi fare con nautilus (“connetti al server”)
    Ma tramite FUSE hai una possibilità in più: montare una directory ftp (o anche webdav, samba o quel che ti pare) come se fosse *davvero* una unità locale. Così prescindi da gnomevfs o altri marchingegni e vedi la condivisione remota esattamente come se fosse una directory locale. Cosa che Windows non permette a meno di usare programmi esterni, di solito legati ad un solo servizio.
    Alcuni stanno anche studiando la possibilità di “montare” l’intera Internet!

  28. 29 agosto 2008 alle 16:35

    sì ecco manca la possibilità del montaggio, su questo non ci son dubbi ^^

  29. Vongoloid
    2 settembre 2008 alle 22:21

    @guiodic eh sì, hai ragione, diskcopy faceva la copia 1:1… troppo tempo! così tanto che anche io mi ricordo di aver avuto più tardi win 3.11 che come dice luimors, si avviava lanciando il comando win dal dos…. ora basta amarcord😉

  30. aleida
    6 settembre 2008 alle 14:31

    A proposito di montare le partizioni (molto eloquente l’immagine che hai scelto, gh!), con Ubuntu e Kubuntu nessun problema, ma con Debian il discorso cambia…
    Ho una lebby (testing), e non riesco a montare nemmeno partizioni dati nè in fat32 e nemmeno in ntfs. Figuriamoci quella di windows o degli altri 2 sistemi linux!
    So che c’è di mezzo una questione di permessi, fatto sta che non riesco a montarle in nessun modo.
    Hai qualche indicazione da darmi per caso?

  31. aleida
    6 settembre 2008 alle 14:32

    scusa, volevo scrivere lenny (ops)

  32. 6 settembre 2008 alle 18:00

    @aleida: è uguale, tramite fstab.
    Per avere lettura e scrittura su ntfs devi però installare ntfs-3g

  33. sperug
    16 settembre 2008 alle 17:48

    Grazie per la pazienza e la chiarezza!
    Poi ho lo stesso problema di aleida, nonostante abbia configurato fstab e installato ntfs-3g, la partizione ntfs di winxp il mio debian non la vede proprio… Non che sia una gran perdita, ma vorrei capire…

  34. sperug
    16 settembre 2008 alle 18:28

    Scusa, ho risolto da solo, era solo che la partizione era riservata per root. Grazie ancora.

  35. Scugnizzo
    29 gennaio 2009 alle 16:03

    Ma per vedere partizioni ntfs mica è necessario installare ntfs-3g?
    Non credo che si installi da solo durante l’installazione io cmq nel mio fstab ho inserito nel type la stringa “ntfs” e non “ntfs-3g” come letto da altre parti e me le vede.
    Uhmm quasi quasi chiamo le due partizioni “mora” e “bionda” eheheheh (battutaccia delle 15.02)🙂

  36. 29 gennaio 2009 alle 20:22

    ntfs-3g è preinstallato (in ubuntu)

  37. superlex
    20 settembre 2009 alle 15:21

    Cavolo, dovrebbero mettere dei link alle tue guide nei live cd di ubuntu🙂
    Complimenti come sempre🙂

  38. Aris
    3 febbraio 2010 alle 18:59

    Ma porca miseria è mai possibile perdere una giornata per cercare di rinominare le partizioni? se vado su computer mi trovo le mie 4 partizioni, faccio tasto destro, rinomina e non me le fa rinominare! “Impossibile rinominare Operazione non supportata dal backend” ma se è un sistema operativo libero e modificabile perchè non me le fa rinominare come dico io? non mi sembra una grande pretesa scegliere come chiamare una cosa.

  39. Giusi
    12 giugno 2010 alle 21:03

    Seguo questo blog da un pò di tempo, trovando spesso utili informazioni. Trovo l’immagine di questo post è un bel pò fuori luogo, per quello ci sono tanti siti porno…..

  1. 1 settembre 2008 alle 18:30
  2. 8 ottobre 2008 alle 1:51

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