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Chiude Skypecast: ecco le conseguenze del software e dei protocolli proprietari

Personalmente non faccio un grande uso di Skype e non mi interessano le funzioni avanzate presenti nel client per Windows e assenti in quello per GNU/Linux. Tra queste c’è Skypecast, in sostanza una sorta di multichat video, ospitata dai server di Skype.

Una feature interessante e utile, tant’è che molti hanno trovato il modo di usarla per cose serie, oltre che per divertimento.

Ad esempio gli Amici di Beppe Grillo – sostenitore dalla prima ora di Skype – ci hanno costruito dei “meeting virtuali”.

Altri l’hanno utilizzato come piattaforma di didattica remota.

C’è chi l’ha usato per creare conferenze sul futuro del Web.

Chi per commentare le partite di calcio in diretta.

Insomma, usi “seri” e professionali e usi di socializzazione.

Bello.

Solo che adesso non c’è più. Come si legge nel comunicato ufficiale di Skype, da ieri, il servizio è stato cancellato.

Secondo Skype era una feature con diversi problemi di cui molti utenti si lamentavano. Quindi l’hanno eliminata. Invece di migliorarla o magari di lanciare un “concorso di idee” per trovare una soluzione ai problemi riscontrati, hanno scelta la via facile: no Skypecast, no problem.

E gli amici di Beppe Grillo? E i docenti dei corsi on-line? E i conferenzieri? E i Bruno Pizzul in erba? Ma sì, chi se ne frega.

Essendo Skype un protocollo proprietario, sul quale funziona un solo client proprietario, non c’è più nulla da fare. Il servizio non esiste più, punto e basta.

Immaginate se domani Microsoft decidesse di eliminare la multichat su MSN. Molte aziende che basano la loro comunicazione interna su questa feature si troverebbero bloccate da un giorno all’altro, con perdite di denaro inimmaginabili.

Ovviamente nessun problema del genere si pone per il software libero e i protocolli aperti.

Riflettiamoci.

  1. Hyu
    2 settembre 2008 alle 15:48

    Un azienda che basa la comunicazione interna su msn è semplicemente folle:
    a) Se il server di msn da problemi (cosa che capita) l’azienda non comunica.
    b) Le loro informazioni passano costantemente ai server microsoft che sono noti per i filtri che applicano “per la sicurezza dell’utente”
    c) Necessita di una rete collegata verso l’esterno. Se per qualche problema ciò non è possibile saltano le comunicazioni.

    Chiaramente questi tre problemi non si pongono usando jabber e un server interno. Non mi dilungo sul fatto che le stanze di jabber per un azienda sono molto più comode e leggere di una multichat di msn.

  2. /V
    2 settembre 2008 alle 19:04

    Il libero mercato esiste proprio per questo:

    1) L’azienda fa una scelta volta a seguire le richieste di certi utenti (quelli che si lamentavano) a scapito degli altri

    2) Gli altri passeranno a un altro prodotto, qualora la percentuale di altri sia elevata l’azienda avra’ fatto una pessima scelta di mercato e ne paghera’ le conseguenze.

    Non mi pare ci sia chissa’ quale scandalo dietro. se quelli di skype han fatto uan cavolata ne pagheranno le spese. se non esiste una vera alternativa o nessuno vuole abbandonare skype, eh beh, allora vuol dire che sono ben liberi di fare cavolate senza conseguenze.

  3. 2 settembre 2008 alle 19:13

    @Hyu: hai ragione al 100%, ma ti assicuro che tantissime aziende usano msn per la comunicazione interna. Fessi loro…

    @/V: i costi di passaggio possono essere molto elevati. Li paghi tu?

  4. markon
    2 settembre 2008 alle 19:28

    Purtroppo che vuoi fare quando i protocolli liberi nessuno li usa?
    Sei costretto ad usare quelli che usano loro. E così invece di crearti 20 account, per dire, te ne crei uno solo e usi quello.
    Voglio dire, se un domani msn verrà tolto di mezzo, per me sarà un problema perchè gli amici che ho sono testardi e preferiscono usare msn piuttosto che un qualsiasi protocollo open, come ad esempio Jabber.
    Pazienza.

  5. 2 settembre 2008 alle 20:04

    anche io, volente o nolente, sono costretto ad usare msn e skype. Ma uso anche pidgin+XMPP/jabber che è poi il protocollo che usa googletalk (da cui provengono i miei contatti).

  6. 2 settembre 2008 alle 20:18

    citato /V:
    se non esiste una vera alternativa o nessuno vuole abbandonare skype, eh beh, allora vuol dire che sono ben liberi di fare cavolate senza conseguenze.

    Senza conseguenze…PER LORO!
    nei due casi:
    1)se gli utenti decidono che non vogliono abbandonare skipe, in parte per i motivi che diceva anche markon, come si dice in gergo: cazzi loro!
    Ovvero l’azienda di turno, Skipe, non ci perde niente dal punto di vista di mercato e gli utenti hanno fatto una loro “libera” scelta.

    Però *tutti*, anche i potenziali utenti futuri (quindi anche io che non uso skipe attualmente), perdono una _libertà_ (il servizio in questione) che con un approccio se non free almeno open avrebbero mantenuto (e ripeto: *TUTTI*, non solo gli utenti attuali!)

    2)se non esiste un alternativa…beh, sembra quasi una presa in giro parlare di “libero mercato” non credi?!
    O come sempre: “libero” per le aziende…e solo per loro!

    La logica del “libero mercato” nel migliore dei casi è un utopia, nel peggiore (a cui ci si avvicina giorno dopo giorno) un INCUBO!

    _Non pensare come Brunetta_

    redcat

  7. cristian_c
    2 settembre 2008 alle 21:17

    volevo fare una domanda,Guiodic:

    esiste un protocollo alternativo a skype?
    E se non esiste,perche’ non e’ stato sviluppato un progetto open a riguardo?

  8. 2 settembre 2008 alle 21:22

    più che altro è Skype ad essere “alternativo” ad un protocollo (SIP) standardizzato e utilizzato praticamente da tutti i servizi VoIP (compresi quelli commerciali).

  9. telperion
    2 settembre 2008 alle 22:44

    Mah io credo che il servizio di videoconferenza semplicemente consumasse troppa banda a fronte di poco/nessun guadagno, Skype probabilmente ha colto al volo la prima occasione per tagliarlo e destinare la banda alle conversazioni audio che solo il suo business.
    La nuova tendenza negli USA sembra ora limitare la banda anzichè incrementare le infrastrutture. Probabilmente la crisi economica si fa sentire.
    C’è da dire che in internet gli unici che prendono soldi sicuri (almeno il grosso della torta) sono i provider per la connessione, a tutti gli altri vanno le briciole, anche se forniscono servizi utili.

  10. 2 settembre 2008 alle 22:50

    @telperion: Possibilissimo che sia come dici. Allora, piuttosto che eliminare il servizio, avrebbero potuto modificarlo creando una versione p2p dello stesso.

  11. viki
    4 settembre 2008 alle 1:54

    voglio le skypecast di nuovo!!!alcune erano veramente interessanti!!! facciamo una petizione!

  12. 11 settembre 2008 alle 17:01

    è una vergogna, rivoglio le skypecast

  13. casuk
    18 settembre 2008 alle 14:50

    cavolo sì è vero!
    QUELLE BELLE SKYPECAST UTILI DI NEONAZISTI E RINTRONATI DI TURNO!!
    FIRMIAMO LA PETIZIONE, SIIII’!
    E SOPRATTUTTO..IO ORA COME FACCIO A CONOSCERE LE VARIE DONNINE DI TURNO CHE POI MI PORTAVO NELLE STANZE D’ALBERGO?!😦

  14. Josiah
    27 settembre 2008 alle 10:33

    Strano. Perché togliere un servizio libero, punto di forza dell’azienda, di socializzazione per gli utenti e anche interessante laddove c’erano persone interessanti che parlavano di situazioni sociali in modo pacato e serio? Non sarà per caso che a qualcuno fosse venuto il timore che stesse crescendo uno strumento di aggregazione e di comunicazione difficile da controllare? Poi le motivazioni le avete lette?

    “Nell’osservare l’uso del prodotto e dal feedback ricevuto, ci siamo resi conto che le Skypecasts non hanno soddisfatto le nostre attese né gli standard che ci eravamo prefissati per mettere in contatto e divertire la comunità Skype”.

    Quali attese bisognava soddisfare? A quali standard bisognava omologarsi? Il Feed Back di chi? Certo, se qualcuno non è stato un campione di “Netiquette” – le teste di c…. non mancano mai – c’erano gli strumenti di segnalazione. Se qualcuno stesse usando il servizio per fini lesivi, razzisti, terroristici o di reati in genere (personalmente non mi ci sono mai imbattuto) avevano i mezzi per bloccarlo. Forse qualcuno ha iniziato a parlare di cose di cui non si doveva? Il “Signoraggio Bancario Internazionale” di cui anche i signori Grillo, Travaglio, Di Pietro & Company hanno bannato dai loro Blog e dai rispettivi vocabolari? Forse sarà stato questo a far tremare la terra sotto i piedi di qualcuno?

    Poi perché accennano al servizio come strumento di divertimento? A me piaceva ascoltare argomenti interessanti.

  15. 23 gennaio 2009 alle 18:00

    io credo che più che certi argomenti sensibili, una buona parte l’abbia giocata il fatto che le skypecasts erano intasate da siti di telemarketing di dubbia affidabilità (compra case, servizi dentistrici in romania, ecc…) fuffa, fuffa, fuffa…

    peso che sia stata la proliferazione di iniziative commerciali di bassissimo profilo a screditare le skypecasts come strumento di aggregazione. molto più che le questioni del signoraggio ecc…. che restano comunque un capitolo importante.

  16. 23 gennaio 2009 alle 18:03

    tra parentesi: sono anche io per un servizio libero e il software o.s. niente controllo centralizzato, niente censura, niente capricci del mercato! fan***o al software proprietario!

  17. ALBERTO
    10 marzo 2009 alle 1:19

    bellissima questa discussione!
    mi ritrovo in moltissimo in quello che è stato detto , dal software libero ai motivi probabili per cui è stato chiuso.. in effetti tra delle interessantissime skypecast(anche per imparare lingue che un 17enne come me amava moltissimo!), c’era gente che faceva telemarketing o voleva vender/pubblicizzare roba..
    anch’io ho creduto che le abbiano chiuse anche per mezzo di informazione troppo potente!
    concordo in pieno con necroclerico

    però il giorno che mi son visto in faccia: ci dispiace non sono + disponibli le skypecast sono rimasto di stucco!!
    infatti m’ero abituato a parlare in inglese, anche con nativi, tipo 2orette a settimana, con insegnanti volontari!
    l’avrei fatto anche io per un inglese! giuro mi stavo mettendo!
    e invece finita tutta questa fantasia.. un bel peccato
    alberto zanchetta treviso

  18. MAX
    21 giugno 2009 alle 18:19

    L’unica arma che si ha è quella di boicottare skype.
    Il potere lo abbiamo noi che usufruiamo dei servizi. se tutti mandassimo a f****lo quelloc he non va, le cose cambierebbero. Tanto ormai c’è facebook che ha catalizzato l’attenzione del web, e skype ha perso sicuramente tanto!

  19. hypercube
    27 settembre 2009 alle 23:09

    però diciamo la verità, internet stesso è uno strumento potentissimo per la comunicazione. quindi non credo che le skypecast siano state chiuse xchè qualcuno ne faceva un uso “scomodo” in quanto di alternative per fare informazione di massa ce ne sono tante. credo semplicemente che siano state sospese perchè il servizio, almeno negli ultimi tempi era pessimo in fatto di stabilità. chi come me ne faceva un uso massiccio se ne sarà sicuramente accorto. spero che tornino presto.

  20. 12 novembre 2015 alle 20:00

    It’s going to be ending of mine day, except before end I am reading this fantastic article to increase my knowledge.

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