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Abbiamo vinto. Adesso chiedete scusa

The Pirate Bay ha vinto. In Italia tornerà accessibile. Ma non ha vinto solo la baia.

Ha vinto lo stato di diritto: l’inibizione dei DNS era chiaramente illegittima.

Ha vinto Internet: gli stati non possono decidere sul futuro della Rete.

Ha vinto la libertà: non si può censurare un sito che non compie attività illegali.

Hanno perso le major. Hanno perso coloro che vogliono uccidere la Rete. Hanno perso coloro che vogliono usare la galera contro chi condivide.

Adesso chiedete scusa. Chiedete scusa per aver voluto usare lo Stato e le Istituzioni. Chiedete scusa per aver favorito un provvedimento illegittimo.

  1. Alanparly
    26 settembre 2008 alle 15:52

    Già, ma quanto durerà?

  2. Vongoloid
    26 settembre 2008 alle 16:37

    Mi spiace deludere, ma come puoi leggere da Minotti, non ha vinto ancora nessuno. Il dissequestro potrebbe dipendere anche solo da questioni di forma (notifiche non arrivate ecc.) quindi, a quanto se ne sa, TPB potrebbe essere oscurata anche da domani.

  3. 26 settembre 2008 alle 16:52

    Alla grande🙂

  4. 26 settembre 2008 alle 17:09

    Confermo che il dissequestro della Baia è stato effettuato ad opera degli avvocati della difesa: http://www.lastknight.com/2008/09/26/the-pirate-bay-dissequestro-perizia-matteo-flora/

  5. 26 settembre 2008 alle 19:30

    Sottoscrivo quanto detto da Vongoloid, aspettiamo di sapere se si tratta di formalità oppure è stato creato un precedente.

  6. 26 settembre 2008 alle 20:35

    @Vongoloid:be’, tutto è possibile, ma spero che la motivazione dia risposte sostanziali.

  7. Conformista informatico
    26 settembre 2008 alle 21:30

    aspetta e spera….che qualcuno chieda scusa per questo😉

  8. sid9477
    26 settembre 2008 alle 22:03

    😀 alla faccia di Berlusoni, Mancusi e tutti gli altri che hai citato nel altro topic su TPB🙂

  9. 27 settembre 2008 alle 8:56

    Bene, anche se non si sanno le motivazioni, e ora si indaghi su i dati che le major prendevano attraverso il reindrizzamento del sito.

  10. 28 settembre 2008 alle 9:57

    ….tiepidini, mi aspettavo un pò più di entusiasmo.

    Guido ha posto l’accento sui punti fondamentali. Questi dinosauri vanno censurati con forza, abusano della legge per difendere in modo obsoleto concetti da scardinare(o comunque rivedere alla radice) come il “diritto d’autore”. Ma diritto de che?

    Esistono le licenze CC, anche artisti legati alle major come Radiohead o NIN iniziano a rendere disponibili per il download libero i loro ultimi CD, è questa la strada e non c’è alternativa…. qui parlo di musica, ma qui ne va della libertà di diffusione della cultura in generale, e come osserva Tiziano, dei dati sensibili di migliaia di utenti della rete.

  11. 28 settembre 2008 alle 20:55

    il diritto d’autore è sacrosanto, qui si sta parlando di censura di siti web, che non è minimamente tollerabile.

    quello che non è sacrosanto che il diritto di autore venga esteso a chi autore non è, cioè a figli e nipoti per 70 dopo la morte.

    se mio nonno fosse stato il più grande compositore di tutti i tempi: per quale motivo dovrei ricevere dei soldi io???

    questo è assurdo e da combattere: diminuire i termini del diritto d’autore e non aumentarli…

  12. 29 settembre 2008 alle 13:47

    ..bè, il termine sacro-santo mi pare eccessivo, parliamo di “leggi”, stabilite da esseri umani, fallibili.

    è materia opinabile, abbiamo idee diverse, entrambe rispettabili; dico solo che sono ben lieto che tanti, come me, rinuncino agli eventuali vantaggi economici di questo supposto diritto, nell’arte come in altri campi

    ..pensa al SO che stiamo usando, senza pagare un cent: è il frutto del lavoro di tanti che hanno rinunciato alla “proprietà intellettuale” per condividerla e diffonderla.

    …e cmq hai ragione, il discorso è un pò OT, effettivamente il tema principale è quello della censura, sul quale per fortuna siamo tutti d’accordo

    cordialmente🙂

  13. 30 settembre 2008 alle 14:33

    Sì, hai ragione, sacrosanto è eccessivo.🙂

    Ti faccio però notare che le licenze free non comportano una “rinuncia” alla proprietà intellettuale, tutt’altro!

    Rinunciare alla proprietà intellettuale significa rilasciare il proprio lavoro in PD, invece chi utilizza le CC GnuGPL e consorelle, vuole proteggere il proprio lavoro da utilizzi impropri.

    Io contribuisco a diversi progetti wiki e devo dire che il rispetto del diritto d’autore altrui (copyright) è grandissimo, proprio perchè si vuole che gli altri rispettino i nostri diritti d’autore (copyleft).

    La differenza è grandissima, da una parte si chiude e dall’altra si apre, ma si tratta pur sempre di diritti d’autore, riflettiamoci.

    Ciao!

  14. 30 settembre 2008 alle 18:35

    Eh sì, hai ragione, mi sono espresso male, rinuncia ai possibili vantaggi economici e rinuncia alla proprietà intellettuale sono due cose ben diverse.

    Infatti, a ben riflettere, anch’io sarei mooolto contrariato se qualcuno facesse un uso improprio della mia musica o, peggio ancora, non mi riconoscesse il merito.

    Speriamo che in futuro siano sempre di più quelli che “aprono”… io sono fiducioso.

    Ciao

  15. 30 settembre 2008 alle 21:25

    Per favore, non usiamo il termine “proprietà intellettuale”. E’ un termine propagandistico. Non esiste nessuna “proprietà” sulle opere dell’ingegno, solo monopoli legali (come copyright e brevetti) che con la “proprietà” non hanno nulla a che spartire.

  16. 1 ottobre 2008 alle 15:50

    Credo che, al di là dei termine in questione [vedi?, non l’ho usato ;-)] i nostri pensieri fossero abbastanza chiari.

    Non a caso lo avevo scritto tra virgolette, pensando che fosse un modo improprio di esprimere il concetto…mi pare che qui si entri nella terminologia legale, con la quale non ho dimestichezza.

    Quindi anche le licenze CC, o quelle con le quali si rilasciano i SO open source sono monopoli legali?

    E poi, se tu scrivi una modifica fondamentale ad un SO, o io compongo e suono un brano musicale (entrambe definibili come opere di ingegno, credo), non ne siamo proprietari, OK, ma qual è il termine da utilizzare per definire il concetto che “le abbiamo fatte noi?”

    Giusto per non sbagliare la prossima volta🙂

  17. 1 ottobre 2008 alle 15:55

    OT: non è venuto fuori il wink, nel primo rigo del mio precedente intervento; è perchè ho messo la quadra subito dopo?

  18. 1 ottobre 2008 alle 17:39

    @cluedo: il copyright nasce come monopolio legale. Tuttavia il monopolista (l’autore) può decidere di cedere tutti o alcuni dei diritti, a certe condizioni. Non è obbligato a tenerseli per sé.

    Riguardo al “le abbiamo fatte noi” è un diritto che si chiama “paternità”. Nel diritto europeo continentale è un diritto morale e non è possibile cederlo, mentre in quello anglosassone sì.

  19. 3 ottobre 2008 alle 18:40

    grazie guiodic per la precisazione, di solito utilizzo l’italiano “diritto d’autore” in vece dell’inglese “copyright” (non sono certo che siano esattamente equivalenti)… in ogni caso sono concetti diversi da quello di “proprietà”.

    ciao

  20. Sara
    7 ottobre 2008 alle 14:35

    Arrivano le spiegazioni dell’annullamento del sequestro

    http://punto-informatico.it/2429313/PI/News/bergamo-ecco-perche-pirate-bay-accessibile.aspx

    Ma l’aria che tira è sempre quella…

  21. Sara
    13 ottobre 2008 alle 3:09
  1. 10 agosto 2015 alle 5:24

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