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Chi copia i DVD ruba?

Chi copia i DVD ruba. Anche se il DVD è suo. Anche se lo fa con un programma rilasciato da una grande software house e non da qualche hacker anarchico. Anche se lo scopo è solo fare una copia di sicurezza.

Questo è il parere della MPAA, la Motion Picture Association of America, ovvero la potente lobby delle major di Hollywood.

L’incriminato è RealDVD, un programma che tra le altre cose permette di copiare i DVD protetti, ma senza sproteggerli. Il DRM viene copiato così com’è, a differenza dei vari software di ripping che tolgono la protezione e poi copiano. No, RealDVD è “onesto”, non fa il furbo. Eppure le major non lo vogliono e hanno fatto causa alla RealNetworks che, per adesso, si è vista costretta a ritirare il prodotto in attesa dell’esito della causa intentatale dalle case cinematografiche.

Secondo la MPAA, RealDVD andrebbe chiamato “RubaDVD“. Ma come? Ruba cosa? Io il DVD l’ho comprato e ho il diritto di copiarlo. Secondo loro no e la legge, anche in Italia, dà ragione alle major.

E’ illegale nel nostro paese rimuovere le protezioni, anche se a scopo di accedere al diritto di copia. Secondo la legge, i produttori dovrebbero consentire “almeno” la copia analogica, ma nei fatti neppure questa sarà possibile grazie ai nuovi connettori per l’alta definizione.

Sono loro i ladri di diritti, altro che RubaDVD!

A volte mi capita di rispondere, a chi chiede se su GNU/Linux funzionano i file protetti da DRM, che “per fortuna no, non funzionano”. E spesso non vengo capito.

Adesso credo sia più chiaro, no?

I DRM vanno boicottati. E’ l’unico modo per non farci togliere i nostri diritti di utenti. Non comprate musica da iTunes e altri negozi on line che vendono contenuti protetti, non abbonatevi alle partite e non scaricate film protetti da DRM. Scegliete solo brani o film senza protezione. Per la musica è facile trovarne perché i discografici si sono resi conto che quelli con il DRM non vendevano. Deve accadere lo stesso anche per i film. Basta dire no.

Se ne volete saperne di più sui DRM:

http://defectivebydesign.org/

  1. 6 ottobre 2008 alle 16:29

    Mi è capitata solo una volta di avere a che fare con un DVd protetto e dovevo farne una copia alla proprietaria perchè non voleva portarsi al lavoro quello originale; (Brunetta non ti adirare il DVD non faceva parte del divertimento ma era parte integrante del lavoro) beh in GNU/Linux c’è un programma che fa la copia senza problemi ma a ‘sto punto non lo dico🙂 visto che si sono permessi di fare causa alla Real…

  2. 6 ottobre 2008 alle 16:42

    Vidi in giro una vignetta che illustrava il concetto di copia e di furto. Nel caso del furto il ladro rimuove l’originale, mentre nel caso del cosiddetto pirata esso eseguite solo una copia ma lascia intatto l’originale. Purtroppo è il concetto di possedere un film o una canzone che va rivisto… In puro spirito open source il sapere è di tutti. Quindi anche l’opera è di tutti. Però alla fine come fanno a guadagnare gli autori? Nel caso dei musicisti con i concerti, ma nel caso dei registi e attori? Solo nei cinema?

    Comunque per la questione del DRM è una limitazione della libertà. Purtroppo l’industria vuole le opere artistiche come i software proprietari. Non vieni in possesso della canzone o del film, ma solo nella licenza di riprodurlo secondo le modalità del produttore. E questo deve cambiare.

  3. 6 ottobre 2008 alle 17:51

    @DnaX: “solo” con i cinema non è poco. Una volta non esistevano cassette o dvd ma il cinema ha prodotto gradi capolavori🙂
    E poi la realtà è che si va più al cinema ultimamente (lo dice la Siae) e si comprano sempre meno cd e dvd. Io penso che fra 5-6 anni il dvd rimarrà un prodotto di nicchia, usato più che altro per i regali ai compleanni.

  4. 6 ottobre 2008 alle 19:30

    Infatti… anche per i film comerare un dvd per me non ha senso, un film lo guardo, o al cinema di gran lunga preferito (direi che sono quasi dipendente dal grande schermo🙂 ) oppure al viedo nolo, un paio di euro per vedermi un film li pago volentieri, mi sembra un prezzo onesto… 10/20/30 euri per _comperare_ un dvd non li spenderei mai, poi mi prende spazio a casa e mi accumula solo la polvere.

    Se in un lontano futuro in Italia arrivasse banda larga a sufficienza per un servizio di streaming video di qualità li pagherei volentieri 2/3 euro per vedere un film.

    Detto questo boicottare i drm mi sembra il minimo… non facciamoci prendere per il naso, oltretutto esperienze di piattaforme drm chiuse e utenti con file inservibili sono già state fatte… e questo è tutto un dire sulla correttezza di questo strumento.

  5. Sara
    7 ottobre 2008 alle 0:34

    Le major devono semplicemente sparire. Fanno male al pubblico e fanno male agli artisti stessi.
    Se ne stanno accorgendo pure loro.
    http://punto-informatico.it/2428018/PI/News/musica-artisti-uk-vogliono-affittare-brani-alle-major.aspx

    Non hanno più motivo di esistere.

  6. Takky
    7 ottobre 2008 alle 0:43

    Quello che alla MPAA non vogliono capire è che se io mi copio un DVD per tenermene una copia pirata a loro i 20€ per il DVD originale non li avrei mai dati!!
    Quindi, cosa ho rubato e a chi? A loro? Non credo proprio visto che i miei soldi non li avrebbero comunque visti; a chi mi ha concesso l’originale per la copia? Non mi sembra, lui il suo FILM (non supporto, FILM) ce l’ha ancora; All’artista? Per quanto ne so tutti gli attori/artisti in genere vengono pagati prima ancora che il film/disco finisca in sala/scaffale.

    Quindi, a chi Rubo?
    Se un film mi piace lo compro! Se non lo compro non lo comprerei in ogni caso!
    Sono solo dei grandi Squali affamati di soldi. Ma a tanta fame corrisponde una ancora più grande ignoranza. Il problema è che il loro potere supera quello della Giustizia e dei Diritti!

  7. mimmozzo
    7 ottobre 2008 alle 10:32

    quando Stallman è venuto alla mia università ha detto:

    “ogni americano spende all’anno in media 20 dollari per comprare musica. Di questi 20 dollari, 19 vanno alle major, 1 agli artisti. Allora perchè non istituire una tassa da un dollaro l’uno e condividere la musica come si vuole?”

    mi meraviglio che nel mondo d’oggi un pensiero cosi semplice e basato sul buonsenso scateni un pandemonio… d’altronde gli uomini sono piu’ interessati a far soldi che non a vivere con gli altri.

  8. 7 ottobre 2008 alle 11:41

    @mimmozzo: hanno parlato dei profitti della “music industry” anche i KoЯn, in un video poco trasmesso in TV.
    Il brano è “Y’all want a single”, ed è consultabile qui: http://it.youtube.com/watch?v=RoNPqtznoXk

    Anche a chi non piace il genere, consiglio di vederlo lo stesso [magari anche con l’audio al minimo], quello che conta sono le scritte “sopra in pensione” [in sovraimpressione].

    Riporto qui alcuni dei passaggi interessanti:

    one corporation own the 5 major video channels in the US [is that ok?]

    last year the big 5 records label together sold about 25 billion dollars of music

    90% of releases on major labels do not make a profit

    britney spears last vieo costs 1.000.000 dollars – this korn vieo costs 150.000 dollars

    the music “industry” releases 100 songs per week, only 4 songs are added to the average radio “playlist” each week

    hit songs on top40 are often repeated over 100 times a week – is that all you want to hear?

    why is a song worth .99¢? – do you download songs? – steal this video, this is a single

    two radio conglomerates control 42% of listeners

    the record company wanted us to change this video. we didn’t

    90% of all singles get to “the hook” within 20 seconds

    98% of all #1 singles are less that 3.30 seconds long – does this seems like a formula to you?

    Per chi è a corto di anglofonia, ecco la traduzione:

    una sola corporazione è proprietaria dei 5 maggior canali video degli stati uniti – è giusto questo?

    lo scorso anno le più grandi etichette americane hanno fatturato circa 25 billioni di dollari di musica

    il 90% delle produzioni delle etichette maggiori non danno profitto

    l’ultimo vidoe di britney spears è costato un milione di dollari – questo video dei korn è costato 150.000 dollari

    l’industria musicale produce 100 canzoni alla settimana, e solo 4 di queste sono aggiunte alla playlist settimanale delle radio

    perché una canzone costa 99 centesimi? – tu scarichi canzoni? – ruba questo video, questo è un singolo

    due radio messe insieme controllano il 42% degli ascoltatori

    la compagnia di registrazione voleva che cambiassimo questo video. non l’abbiamo fatto

    il 90% di tutti i signoli raggiungono il ritornello entro 20 secondi

    il 89& dei singoli numero uno delle hitlist sono più brevi di 3 minuti e 30 secondi – non ti sembra una specie di “formula”?

    Inoltre, non ricordo la fonte, ma mi informai anche io sui profitti che vanno agli artisti e quelli che vanno alle etichette.
    Solo il 15% del prezzo di un album va all’artista, il resto è spartito tra etichetta e SIAE. La fonte di guadagno maggiore degli artisti sono, ovviamente, i concerti.
    E quelli non si rippano😀

    Scherzi a parte: ho riportato qui le frasi del video dei KoЯn per rendervi ulteriormente consapevoli di quanto in realtà l’industria musicale [e quella video] siano dei meccanismi così redditizi per chi li manovra, e di certo il DRM è uno strumento di controllo per questi ultimi.

  9. 7 ottobre 2008 alle 14:04

    Avevo letto su un giornale della SIAE (quindi fonte certa🙂 ) che, in sintesi, se alla SIAE entra 100, 23 va alla SIAE, il resto a valle agli autori/editori.

  10. sid9477
    7 ottobre 2008 alle 21:45

    Esistono ancora i dvd senza drm?😮

  11. Armin
    12 ottobre 2008 alle 1:36

    Speriamo che i tempi della giustizia a stelle e striscie non somiglino a quelli della sua omologa tricolore, sennò stiamo freschi.
    Nel frattempo non compero più materiale protetto di sorta, ed ho imposto ai miei figli di fare lo stesso.
    Se lo facessimo tutti, ma proprio tutti, sapete dove dovrebbero ficcarseli i loro DRM del Menga?

  12. Antonio
    27 settembre 2010 alle 22:29

    basta originali!

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