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Cosa vuol dire “stabile” nel mondo Open Source

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Qualche giorno fa è stato scoperto un grandioso bug nel nuovo filesystem ext4, introdotto come “stabile” a partire dal kernel Linux 2.6.28. Il bug è legato alla nuova modalità di scrittura ritardata dei dati su disco che rende più efficiente il processo di scrittura. Accade però che molti programmi usino metodi non proprio standard di scrittura su disco e che un crash possa causare la perdita di dati. In pratica i dati vengono scritti in ritardo per non rallentare il sistema in fase di scrittura su disco, ma se nel frattempo accade un crash, i dati vengono persi.

Grande trambusto per questo problema e tanti utenti che in rete gridano allo scandalo.Tra questi il mio amico Telperion, persona che stimo e che merita una risposta al suo post in merito al problema, nel quale si leggono frasi come:

BELLA MERDA!

Attualmente nonostante gli svariati fs disponibili, solo ext3 con il journaling data=ordered è sicuro, il resto è solo MERDA.

Certo che fare test prima di rilasciare come “stabili” queste bombe sarebbe opportuno.
Ancora una volta linux non si smentisce. Come un noto gergo teatrale:

“Tanta merda!!!”

Unitevi tutti al coro:
“ma baff………….”

PS
non venite a scrivere le solite manfrine di alpha beta unstable
che mi arrabbio:
kernel con ext4 e utility di supporto “SONO” stabili.

A parte l’ossessiva ripetizione della parola “merda”, il post di Telperion è un’utile occasione per spiegare un concetto basilare dell’open source, cioè questo:

“stabile” non vuol dire che non crasha o che  non ha grossi difetti

In generale, nel mondo open source l’aggettivo “stabile” ha col tempo assunto il significato di “qualcosa che non viene modificato giornalmente o quasi oppure che non è previsto che venga rivoluzionato del tutto da un giorno all’altro, come invece accade nelle versioni di sviluppo”.

L’open source è un modello di sviluppo del software, ben spiegato nel saggio “La Cattedrale e il Bazaar” di Eric S. Raymond. Il principio fondamentale di questo modello è il seguente:

Rilascia presto, rilascia spesso

Scrive Raymond:

Elemento centrale del processo di sviluppo di Linux è la rapida e frequente distribuzione delle varie release. La maggior parte degli sviluppatori (incluso il sottoscritto) aveva sempre considerato negativa questa usanza per progetti appena più che minimi, poiché le versioni iniziali sono piene di bug quasi per definizione e non pareva il caso di far spazientire inutilmente gli utenti. […]

Questa ritengo che sia la differenza fondamentale tra lo stile a cattedrale e quello a bazaar. Nel primo caso la visualizzazione dei problemi relativi a programmazione, bug e sviluppo costituiscono fenomeni dubbi, insidiosi, complessi. Servono mesi di scrutinio ravvicinato da parte di più d’uno per poi sentirsi sicuri di aver risolto tutti i problemi. Da qui i lunghi intervalli tra le release, e l’inevitabile delusione quando le versioni così a lungo attese si rivelano imperfette.

Nella concezione a bazaar, d’altra parte, si dà per scontato che generalmente i bug siano fenomeni marginali – o che almeno divengano rapidamente tali se esposti all’attenzione di migliaia di volenterosi co-sviluppatori che soppesano ogni nuova release. Ne consegue la rapidità di diffusione per ottenere maggiori correzioni, e come positivo effetto collaterale, c’è meno da perdere se viene fuori qualche toppa raffazzonata.

Il modello di sviluppo a bazaar va avanti da anni così, rilasciando come “stabili” versioni di programmi piene di bug, a volte persino molto gravi come quello di cui si parla in questi giorni.

Questo concetto significa fondamentalmente una cosa: siamo tutti beta-tester, tranne chi usa alcune versioni (ne parlo più avanti). Anche quando un programma è rilasciato come “stabile” dagli sviluppatori in realtà è tutt’altro che privo di difetti.

Non si può fare altrimenti: come spiega Raymond, se non ci sono abbastanza utenti, i bug non si scoprono. E’ un fatto statistico, banale. Ciò induce sempre più spesso gli sviluppatori a uscire presto dalla fase beta, appena il programma non dà evidentissimi segni di instabilità, anzi a volte addirittura prima (è il caso di KDE 4.0). Questo perché i beta tester sono per forza di cose pochi e spesso troppo esperti da accorgersi di certi problemi o al contrario non abbastanza da contribuire realmente all’individuazione dei bug (quanti scaricano Ubuntu instabile e poi non fanno i bug report? Quanti hanno Debian Sid come sistema di uso quotidiano e non aprono manco una volta al mese il sito di Debian per segnalare i bug?).

A proposito, il bug dell’ext4 è stato scoperto proprio su Ubuntu e segnalato su Launchpad (ok, qualcuno lo usa in effetti🙂 )

Tutto ciò è un problema? Ha ragione Telperion nel dire che è tutto merda? No.

Vediamo.

Nessuno sano di mente si compila il kernel o qualsiasi altro programma da solo, tranne gli hardcore user come Telperion o Divilinux o il sottoscritto fino ad un annetto fa (adesso non più, mi sono tolto il vizio di compilare).

Da quando è nato GNU/Linux esistono le distribuzioni e sono esse a scegliere per noi. Vediamo cosa è successo nel caso specifico, che è un buon esempio per capire come funziona l’ambaradan:

  • Ubuntu Jaunty userà il kernel 2.6.28 (il .29 è ancora in sviluppo) che contiene ext4 come “stabile” ma non userà l’ext4 come filesystem di default, ma il vecchio ext3, nonostante i notevoli miglioramenti della nuova versione.
  • Fedora 11 – da notare che Fedora è una delle distro che tengono meno alla stabilità e più alle novità -aveva programmato l’uso di ext4 come default, ma adesso è tornata indietro (quindi prima del rilascio ufficiale)
  • OpenSuse 11.2, stesso discorso di Fedora.

Quindi nessun problema reale, nessuna perdita di dati. Ora quancuno potrebbe obiettare:

Ok, ma metti che il bug non fosse stato scoperto prima del rilascio delle distribuzioni?

Ottima obiezione, ma…. non è un caso che questo bug sia stato scoperto prima del rilascio delle maggiori distribuzioni. E’ che funziona proprio così.

Ubuntu, ad esempio, è sincronizzata con i rilasci semestrali di GNOME (visto che è la parte più importante del sistema per l’utente desktop). Ma non esce 2 o tre giorni dopo il rilascio di GNOME, ma dopo oltre un mese. GNOME 2.26 è in rilascio oggi 18 marzo, ma Jaunty uscirà solo il 23 aprile. E Ubuntu Jaunty non userà il kernel più recente al momento del suo rilascio, ma la versione precedente (patchata per risolvere il problema dell’ext4 che comunque, come dicevo, non sarà di default).

A questo punto sorge spontanea la domanda:

Allora, cosa dobbiamo considerare davvero “stabile” e cosa invece no?

Nel caso di GNOME ed Ubuntu dobbiamo guardare alla “point version”. Ad esempio GNOME 2.26 viene rilasciata oggi, mentre tra un mese uscirà la 2.26.1 che correggerà i bug riscontrati ma non introdurrà nuove feature. Successivamente, dopo che gli utenti di Ubuntu, Debian Sid e altre distro avranno usato per qualche mese la 2.26.1 allora uscirà la 2.26.2 e poi ancora la 2.26.3 che sarà davvero stabile e che vedremo magari come desktop di default nella prossima versione stabile di Debian, tra… forse un anno e mezzo o più. Basti pensare che l’attuale Debian Stable (Lenny) ha ancora GNOME 2.22.x ma alcuni pezzi sono persino precedenti, ad esempio nautilus e gnome panel sono nella versione 2.20.

Per ciò che riguarda Ubuntu, la versione da considerare stabile è (almeno) la prima point version della LTS corrente (Hardy).

Se si deve usare GNU/Linux a lavoro ed essere tranquilli con un sistema davvero stabile bisogna rivolgersi a Red Hat, Suse, Debian Stable, Ubuntu LTS. Tutto il resto (Intrepid, Jaunty, OpenSuse, Fedora, ecc.) è instabile per definizione, per sua natura. O per usare il termine preferito di Telperion: è merda.

Ma come diceva Fabrizio De Andrè, è dal letame che nascono i fiori.

  1. kico
    18 marzo 2009 alle 20:01

    semplicemente ti faccio i complimenti.

    Penso che hai spiegato in maniera molto semplice e chiara un fenomeno che la maggior parte delle persone fatica a capire (o fa finta di non capire).

    Mi stupisce solo che persone che usano linux da molto tempo, lo conoscono e sono appassionati, a volte, rientrano tra quelli che non vogliono capire, quando invece dovrebbero essere tra quelli che insegnano…

    tutto IMHO

  2. sep
    18 marzo 2009 alle 20:18

    Sono d’accordo con te parzialmente …
    Anche la versione 1.0 di Vista o XP è stata venduta come stabile, meravigliosa ecc ecc.

    Specialmente per quanto riguarda Windows MIOPIA (opps) non mi sembra che fosse sta gran cosa, anzi!!

    La pecca del mondo linux è ancora quella di non essere alla “portata” di tutti quanto a facilità d’uso (nonostante i notevoli passi avanti).

    Nel mio caso mi ha aiutato il fatto che ho iniziato ad utilizzare il pc ai tempi del dos e sono abituato alla riga di comando.
    Molti utenti si spaventano e non usano linux per questo.

    Quanto all’assenza di errori nel software (commerciale o open che sia) beh rassegnati, ci sara sempre qualche baco, vermetto o altro animale schifezzoso che ti farà inc..zare!!

  3. 18 marzo 2009 alle 20:31

    Fedora non è ancora tornata indietro su niente. Hanno un “piano di contigenza”, ovvissimo: tornare ad ext3, eventualmente.

    Ma non s’è deciso niente: potrebbero anche shippare con un ext4 unpatched.

    O mi sono perso qualcosa?😀

  4. kico
    18 marzo 2009 alle 20:46

    @ sep.

    non so per cosa lo usi il terminale.
    Io lo uso in rarissime volte, se non per scelta.

    Faccio tutto da interfaccia grafica

  5. telperion
    18 marzo 2009 alle 20:54

    mancano le considerazioni chiave però:

    “Il punto “nevralgico” è
    può uno sviluppatore estraniarsi dal mondo reale e programmare un fs ottimo, che però nel mondo reale, non per colpa dello sviluppatore, ha dei seri problemi, senza prevedere una soluzione?

    E può il responsabile del kernel, avallare la cosa senza porre la questione?

    Che stanno a testimoniare il totale caos che regna sovrano e incontrastato nell’open source.

    Cioè ognuno fa i fatti suoi senza minimamente preoccuparsi del resto, cioè “il mondo reale”.

    1) Ext4 è perfetto? Bene, è stabile e lo inseriamo nel kernel.

    2) Le applicazioni sono ext3-compliant e con ext4 troncano i file in caso di crash?
    Gli sviluppatori del kernel sostengono che sia sinonimo di “programmate a cazzo”.
    Gli sviluppatori delle applicazioni rispondono per le rime.

    3) L’utilizzatore lo prende nel …

    Alla faccia della collaborazione …😀

    • 18 marzo 2009 alle 21:10

      lo so, sono lo stronzo di turno che non sà fare un cazzo, però riesco a pensare.
      Non sono capace di programmare(neancora), ma IMHO sono anch’io d’accordo con te.
      Non voglio ripetere cose già dette, ma agigiungere una cosa, la definizione di “stabile” dipende essenzialmente dall’umore del leader del gruppo di programmatori, perchè anche se no è riconosciuto come tale, si sà che è lui che decide le sorti dell’SW, Esempio:
      Crepa torvald, passeremo tutti a bsd, perchè in questo momento nessuno può prendere il suo posto.
      Quindi sono influenti anche situazioni di tiposociale o altro che influenzano l’andamento delle realease.
      Un pò come nella borsa.
      Ok, ho visto che non riesco ad esprimermi, quindi mi fermo.

      • 19 marzo 2009 alle 1:23

        Dubito che qualcuno non possa prendere il posto di Torvalds.

    • 19 marzo 2009 alle 1:16

      be’, penso che la dialettica tra developers sia un ottima cosa ed è bello anche potervi assistere. Magari accade lo stesso anche dentro Apple o Microsoft, ma non possiamo saperlo…
      Per l’utente cambia poco. I kernel “incriminati” non sono in nessuna ditro stabile.
      Cioè parliamo di un problema che nessun “utente medio” ha.
      E come ho cercato di spiegare, non è un caso che sia così.

  6. 18 marzo 2009 alle 22:57

    Impeccabile come sempre!

    Interessandomi al progetto Debian erano cose che avevo ben chiare e penso anche che sia un metodo di sviluppo ottimo!

  7. Jonky
    19 marzo 2009 alle 0:12

    Semplicemente magistrale!

  8. CDF
    19 marzo 2009 alle 0:50

    Guarda te il caso … sono a Genova, stavo sentendo “Via del Campo” e finisci il post (bello!) con questa splendida citazione!

    CDF

  9. Montblanc
    19 marzo 2009 alle 1:23

    In pratica “stabile” vuol dire “stabile fino a prova contraria”😛

  10. itjad
    19 marzo 2009 alle 3:31

    Io ho riscontrato il bug 5 minuti dopo aver installato ubuntu 9.04…..
    il bello è che il sistema crashava proprio durante gli aggiornamenti sputtanando tutto, mi ci sono voluti 20 minuti buoni da riga di comando per riportare la situazione alla normalità!
    Ovviamente con l’aggioranmento del giorno dopo ero punto e da capo😦

  11. telperion
    19 marzo 2009 alle 12:35

    Il punto che “dell’utente medio” a me “importasega”.
    Io parlo per ME nel mio blog, ed esprimo le MIE consuderazioni.
    Quelle del MIO utente, cioè IO.

    Difendere a tutti i costi la “merda” non è nei miei interessi.
    Quando si fanno “cagate” io lo dico.
    Questo non sposterà nulla di una virgola, ma almeno non è ambiguo.

    All’ “utente medio” IT probabilmente di linux manco importa nulla.

    Quando fa comodo le cose ancora “sulla carta” vengono spacciate come “grandi rivoluzionei”, quanto una cosa viene rilasciata e crea GRAVI problemi, allora è instabile e devi aspettate che pretendi …

    Bell’esempio di ipocrisia e paraculismo.

    No grazie.

    • 19 marzo 2009 alle 13:32

      Scusa telperion, se parli di te stesso non sei giustificato comunque. Tu ti compili i kernel per conto tuo, usi gentoo, ecc. quindi sono cazzi tuoi se qualcosa non va, inutile che te la prendi con qualcuno…
      Conosci i rischi e te li devi assumere: tu, tu in prima persona, punto e basta.
      Io non mi lamento se mischiando i repository di debian multimedia a quelli di ubuntu poi succede un bordello, nè mi lamento se usando kdenlive “stabile” da questi repository mi accorgo che crasha una volta ogni tanto… che cazzo devo pretendere già è un miracolo che parte e che APT non mi abbia sfanculato.

      Alla mia ragazza ho installato un sistema davvero “stabile”, mica le ho messo arch…

  12. telperion
    19 marzo 2009 alle 15:39

    No non ci capiamo, per me le varie distribuzioni, distribuiscono i software, non lo creano.

    I software li creano i rispettivi autori.

    Se un kernel viene rilasciato stabile, mi aspetto che non provochi gravi danni al filesystem, e poco mi interessa se la tal o l’altra distribuzione fa cosi o cosa.

    Quindi o siamo seri oppure no, non ci sono vie di mezzo.

    E se si fanno inclusioni alla leggera, visto che non si tratta di bug nel caso di ext4, ma di strategia di scrittura, che se analizzata rivelava immediatamente la sua debolezza con le attuali applicazioni etx3-compliant, beh allora io mi incavolo e ribadisco che è una inclusione fatta molto male, dopo mesi di test con devext4.

    Ora o questa gente programma fs e kernel senza usarli realmente, oppure sono “pirla”.

    Sei il primo a parlare di libertà e poi fai il pecorone delle distribuzioni?

    Magari è stabile il kernel di ubuntu con i suoi 3000 aggiornamenti del tubo che una volta su 3 sminchiano qualche cosa?

    Oppure ubuntu con i suoi soft bacati che ne hanno sempre una, e le mille acrobazie per far funzionare le cose?
    Maddai su.

    Io non uso solo gentoo ma anche archlinux debian sid e ubuntu, e tutte hanno il kernel vanilla visto che quello è il kernel, le patch che aggiungono i distributori non mi interessano ne le gradisco, quelle che ritengo utili le aggiungo da me.

    Questo è “opensource”,
    scaricare soft precompilato è come usare windows, scarichi installi usi. Fine.

    • 19 marzo 2009 alle 19:00

      No non ci capiamo, per me le varie distribuzioni, distribuiscono i software, non lo creano.

      I software li creano i rispettivi autori.

      Detta così è una banalità, ma nasconde un concetto basilare del modo di operare dell’ecosistema Gnu/Linux: (quasi) nessun autore distribuisce il suo software in un formato “usabile”.
      Non è che il kernel team o la FSF, o la Xorg Foundation ti fa i pacchetti precompilati. Non funziona proprio così. Ci sono molti programmi che proprio non vanno se non li patchi. Compreso il kernel.

      e tutte hanno il kernel vanilla visto che quello è il kernel, le patch che aggiungono i distributori non mi interessano ne le gradisco, quelle che ritengo utili le aggiungo da me.

      Il kernel vanilla non esiste come “prodotto” è una base per i kernel delle distro. Non devi proprio manco considerarlo, non esiste, è una roba per smanettoni matti che perdono ore tra slab e slub e si fanno le seghe per un microsecondo di boot risparmiato.
      Fatelo voi, tu e i matti, io uso i kernel precompilati delle mie distribuzioni, quello che si inventa Torvalds sono cazzacci suoi, non miei.

      Il ruolo delle distribuzioni è di intermediario tra l’autore (l’upstream) e l’utente. Non è previsto, non è utile, non è opportuno che l’utente “normale” faccia questo proprio perché i software vanno prima testati dalle distribuzioni. Questo dovresti saperlo. Tu non sei un utente normale, quindi fai quel che fai a tuo rischio e pericolo.

      Sei il primo a parlare di libertà e poi fai il pecorone delle distribuzioni?

      Io scelgo di fare l’utente normale perché il pc lo uso per lavorare non per compilare il kernel vanilla del signor Torvalds, a me la vaniglia non piace e tengo invece di kernel cioccolato del signor Shuttleworth.

  13. 19 marzo 2009 alle 16:53

    Volevo solo fare i complimenti per il post!!!

  14. 19 marzo 2009 alle 17:22

    La questione di fondo è sempre la stessa utente (di che cosa) e stabilità(di che cosa)

    Un utente che manipola il kernel e lo usa in determinati contesti, vede ext4 stabile è indotto a pensare che ext4 sia stato testato a sufficienza per essere dichiarato tale (altrimenti sarebbe EXPERIMENTAL).

    Un utente “normale” non usa il kernel o per lo meno non solo quello e si aspetta che un sistema stabile non gli faccia grandi danni.

    Nel primo caso c’è stato inequivocabilmente un errore nel dichiararlo stabile (presupponendo che le parole non abbiano un senso arbitrario).
    Nel secondo caso, non c’è stato nessun errore perché nessuna distro stabile ha adottato ext4.

    Ovviamente tutta “stabilità relativa”, perché anche una distro stabile non dà nessuna garanzia di esserlo (vedi Mandriva e firmware di cdrom) e poi non tutte le stabilità sono uguali: un conto usare un’applicazione instabile, un altro è usare un kernel instabile.

    Poi è dimostrato scientificamente che il “4” porta sfiga e che una cosa che funziona in teoria non è detto che funzioni in pratica.

  15. iteand
    19 marzo 2009 alle 19:10

    un commento veloce su una citazione “be’, penso che la dialettica tra developers sia un ottima cosa ed è bello anche potervi assistere. Magari accade lo stesso anche dentro Apple o Microsoft, ma non possiamo saperlo”
    si succede e basta vedere le mailing e i blog degli sviluppatori…

    • 19 marzo 2009 alle 19:24

      vabe’ è nulla… io parlo di veri scazzi come la famosa e-mail di Bill Gates che smerdava non ricordo quale versione di Windows.

  16. Lucazanna
    19 marzo 2009 alle 22:13

    Io sto a metà: secondo me è stata una cazzata includere ext4 nel ramo stabile del kernel. Tuttavia dico questo perché è stato trovato questo bug che, grazie al sistema di sviluppo sw descritto da guiodic nel suo post, non ha avuto conseguenze sulla quasi totalità degli utenti linux, e che ora invece conosce questo bug e sa come difendersi (non installando ext4 nella partizione dove si tengono gli irrecuperabili album de Les Rallizes DéNudés).
    Ad ogni modo, non credo che ci volesse tanto a capire che un “sw” delicato come un fs non debba essere installato appaena rilasciato laddove perdite di dati risulterebbero una grave seccatura.

    Un piccolo appunto: KDE 4.0 non era considerato stabile nemmeno per gli sviluppatori: è stato chiamato così perché non volevano dover cambiare nome alle varie librerie nel corso del suo sviluppo.

  17. LUMIN
    20 marzo 2009 alle 14:35

    bon… dopo aver leggiucchiato sto articolino

    vi dico che sono su kubuntu 9.04 con ext4

    ho avuto cosi tanti crash all inzio che non li conto piu :

    mai perso una bella sega.

  18. 20 marzo 2009 alle 15:24

    Guiodic, ti faccio i complimenti per questo post. Hai spiegato con molta chiarezza il metodo di sviluppo del modello open source, che è talmente innovativo che ancora molti non l’hanno capito, evidentemente.

    Tra l’altro nessuna distro usa ext4, anche la versione alpha di Jaunty usa ext3 di default, ma allo stesso tempo permette in modo semplice di installare in ext4: libertà di scelta per chi vuole sperimentare (e sa di farlo, non ci nascondiamo dietro un dito!) o pure, semplicemente, il miglior fs che esiste (ext3, TUTTO sommato, “un c’è mosche!”), meglio di così…

    ciao

    • 20 marzo 2009 alle 17:54

      che è talmente innovativo che ancora molti non l’hanno capito, evidentemente.

      Macchè, Telperion queste cose le sa benissimo, solo che lui è un accanito sperimentatore, non sa stare fermo con le mani🙂 ma vuole stabilità e pacchetti recenti(ssimi), cosa che non si può avere, Debian insegna.

  19. mad
    21 marzo 2009 alle 12:13

    Faccio i complimenti a Guiodic per l’analisi puntuale ed accurata.Tuttavia, allo stesso tempo capisco anche Telperion, perhè, se è vero che non si può volere la “botte piena e…”, è anche vero che sarebbe meglio etichettare come stabile software esente da bug di questa portata. Attenzione, non voglio dire senza difetti, ma quantomeno non così grossi.

  20. Ikitt
    21 marzo 2009 alle 14:42

    Bug? Se le specifiche e gli standard contano ancora qualcosa (domanda retorica, ovviamente) non e` un bug. Non di ext4.

    Dice Theodore T’so:

    “So, I’ve been aware of this problem, and have been working on a solution, but since I’m not subscribed to this bug, I wasn’t aware of the huge discussion going on here until Nullack prodded me and asked me to “take another look at bug 317781″. The short answer is (a) yes, I’m aware of it, (b) there is a (partial) solution, (c) it’s not yet in mainline, and as far as I know, not in an Ubuntu Kernel, but it is queued for integration at the next merge window, after 2.6.29 releases, and (d) this is really more of an application design problem more than any thing else.”

    • 28 marzo 2009 alle 14:23

      Una domanda per telperion:
      hai idea di che organizzazione ci sia dietro il kernel?
      Hai idea di quante migliaia di persone ci siano?
      Come osi dire che è tutto disorganizzato e che non si pensa al mondo reale?
      E che cavolo, eppure – da quello che ho letto – sei uno che testa software e kernel etc etc. Lo dovresti sapere meglio di me.

      Per quanto riguarda la questione bug o no:
      Ikitt hai dimenticato di incollare la parte migliore della risposta:
      So, what is the problem. POSIX fundamentally says that what happens if the system is not shutdown cleanly is undefined. If you want to force things to be stored on disk, you must use fsync() or fdatasync(). There may be performance problems with this, which is what happened with FireFox 3.0[1] — but that’s why POSIX doesn’t require that things be synched to disk as soon as the file is closed.

  21. 21 marzo 2009 alle 14:51

    Grande articolo, complimenti! Secondo me tutti questi malintesi comunque, derivano da un uso differenziato della parola “stabile” all’interno di diverse culture del software. Alla fine tutto sembra essere un problema linguistico e culturale. Se uno proviene dal mondo del software proprietario, dove il software appunto è il prodotto di un team di sviluppo chiuso, il rilascio in versione stabile di un programma coincide con il rilascio pubblico nel momento in cui ci si aspetta che il software sia effettivamente “pronto” per l’utente finale e quindi “stabile”. Oltre vent’anni di software e sistemi operativi proprietari hanno comunque dimostrato che anche nel caso degli applicativi proprietari nulla è da considerarsi stabile fino al rilascio del primo pacchetto di aggiornamenti (SP), e questa è una lezione che gli amministratori di sistema conoscono bene. Ciò non toglie che nel mondo dei software proprietari “stabile” trasporta con sè il significato di “pronto per l’utente” cosa che nel mondo FOSS, e quindi anche di GNU/Linux differisce in modo sostanziale.

    Come tu spieghi bene, l’utente tipo non si mette a costruirsi la propria distribuzione assemblando pezzi di sistema operativo a destra e a sinistra. Di solito il punto di partenza è una distribuzione che fa appunto da interfaccia tra il mondo degli sviluppatori e il mondo degli utenti.

    Dato che ci sono diverse tipologie di utente esistono diverse distribuzioni, ma è interessante vedere come la differenza tra le distribuzioni consista proprio nell’approfondimento del testing e nel grado di automatizzazione dei processi.

    Un utente come Telperion, Divilinux ecc, si rivolge a gentoo perchè è quella che gli consente la maggiore libertà di scelta e personalizzazione. È sottointeso che gentoo per rilasciare subito un programma in portage non conduce approfonditi test prima di rilasciare un prodotto.

    Un utente più mainstream ma comunque interessato a scoprire le ultime novità sceglierà magari ubuntu, perchè fornisce un isolotto più o meno stabile da cui si può poi partire sperimentando versioni non testate di programmi (usando i repository ppa).

    Un utente che invece vuole la sicurezza e la stabilità a tutti i costi, probabilmente rinuncerà ad avere software aggiornatissimo e sceglierà debian, ubuntu LTS, CentOS ecc.

    È dunque vero secondo me, che sono le distribuzioni a suggerire all’utente cosa è veramente “pronto per lui”, a seconda del proprio target d’utenza. Probabilmente ext4 è alla portata di uno sviluppatore o di un utente veramente hardcore ed è dunque disponibile in distribuzioni come gentoo. Il team di Gentoo probabilmente ritiene che le aspettative di un utente gentoo consistano nel poter avere le ultimissime versioni immediatamente dopo il rilascio come stabile in upstream. La disponibilità immediata è più importante che la stabilità effettiva.

    In ubuntu invece si rilascia un programma dopo averlo testato ed eventualmente patchato, pur ammettendo che forse non sarà tutto solido come una roccia (per quello bisogna aspettare le LTS).

    Insomma dato che sto scrivendo un romanzo, secondo me le cose stanno esattamente come dici tu. Sono le distribuzioni a decidere cosa è veramente pronto per l’utente. Se nessuna distro usa ext4 come fs di default, questo significa che anche se il supporto esiste, se si vuole stare sicuri è meglio aspettare.
    🙂

    • lumin
      21 marzo 2009 alle 19:56

      utente hardcore?
      ma dove?

      sono sulla alpha di kubuntu con ext4 zero problemi. velocita’ razzo per il copy paste. Boot a bomba anche quello.

      per il resto non ci sono problemi tranne qualche mimetype fanculizzato con kde ho anche parlato con il developer e mi ha detto che su kde4.2.2 sara’ fixato.

      qualche problemino minimo minimo qua e la. crash ne ho visti ma di perdite dati manco l’ombra.

      Detto questo io ho dati sensibili solo sulla mia pennetta usb da 16 giga che è la cosa che fanno tutte le persone sagge. video e foto su hardisk esterno.

      • 21 marzo 2009 alle 23:36

        buon per te.
        comunque capirai che correre il rischio di perdere la propria collezione di porno è terrificante!🙂

  22. SimPE94
    21 marzo 2009 alle 23:58

    Uno degli articoli migliori, complimenti a Guoidic che ci dona sempre piccole gocce della sua sconfinata conoscenza.😀

  23. Gnulinux86
    22 marzo 2009 alle 20:32

    Ciao Guiodic, volevo dirti che anche se EXT4 non sarà il file system di default di Ubuntu 9.04, il problema è stato risolto:

    https://bugs.edge.launchpad.net/ubuntu/+source/linux/+bug/317781

  24. UBUNUTU-F3SG
    27 marzo 2009 alle 19:47

    mha dai non esagerare,”intrepid mèrda” dici,io personalmente mi trovo molto bene con intrepid.

    riguardo questo ext4 naturalmente tu fai le tue dovute precisazioni ma non vogliamo certo biasimare l’utente telperion che giustamente è scocciato da questa brutta sorpresa,diciamo che in campo informatico a ochi piacciono le sorprese xD

    COmunque vorrei chiederti,ma è vero che ext4 è più frammentabile di ext3? ciao

  25. 28 marzo 2009 alle 22:24

    Ottimo post, complimenti: sei stato molto politically-correct.

    Io come stabile intendo qualcosa come debian stable.

    Purtroppo l’ego a volte non si riesce a controllare e si sparano dei giudizi “coloriti”!

  26. Franky
    8 aprile 2009 alle 16:57

    Ho seguito diversi blog, passando anche dal tuo amico Telperion. Francamente non mi resta che complimentarmi per l’OTTIMO punto della situazione in ambito distro, cultura dell’open source e del development in generale, per ignoranti che “ignorano” tanti principi in questo senso (considerando me primo della lista, possiamo dire Noefita del Free Software).

    Voglio fare le opportune riconoscenze anche a Neff perchè nonostante abbai scritto un “romanzo”, bhè ha colto GRAN PARTE del problema.. ovvero: Questione di intesa.

    Questione di intendere “STABILE” e non. E oltre che una questione di conoscenza, nasce anche da una forma di “nascita informatica”. Se sostanzialmente esci fuori da sistemi proprietari, che campi ed esperienze hai esplorato.. ecc…

    Ciao a tutti.

    Testate le distro. Vedete ciò che va bene per voi. E se nulla va bene. Fatevelo. Punto.

    Benvenuti nel VERO software libero.

  27. larkitetto
    29 maggio 2009 alle 16:30

    bel post, e bei commenti.

    aggiungo che io ho la mia home sotto ext3 su una partizione (reduce da una 8.10) e il kernel su ext4 (installando la 9.04 ho decido di provare così) – ho piallato non per il cambio di versione, bensì perchè avevo io (mea culpa) sminchiato a dovere il kernel.

    finora mi son trovato bene: nessun crash, nessuna perdita di dati, prestazioni “solite” di ubuntu (lo uso dalla 8.04 STABILmentE). ext4 è buggata? lo sappiamo già? basta risolvere, si troverà sempre una soluzione.

    per quanto riguarda la terminologia da usare, quello è un fatto puramente “culturale” (alludendo al significato che si può dare in base al contesto) e anche di “strategia” (quanti scaricano la beta e quanti aspettano la stable, pensando “la testino gli altri, io mi metto al sicuro”?); dubito fortemente che si rilasci un sf stable fatto a cavolo, e cmq tutti sappiamo che il sf (anche se stable) più si usa, più bug si trovano (ed è pura statistica), è normale.
    è normale rilasciare anche i fix per correggere.

    non piace il prodotto rilasciato? fa veramente schifo? non ha soddisfatto le proprie aspettative? bene, rispondo citando Franky (qualche comment più su): “Testate le distro. Vedete ciò che va bene per voi. E se nulla va bene. Fatevelo. Punto”.

    ^^

  28. 23 settembre 2009 alle 9:56

    Ottimo. Azzeccatissima la citazione deandreana finale.
    A mio avviso sei andato dritto nel segno. Chi disapprova questo post, disapprova la legge di base dell’open source che si basa come hai scritto, banalmente, sulla statistica. Questo perchè più ci sono beta-tester e meglio è. L’instabilità è la normalità per l’open source, le versioni stabili e definitive vengono fuori solo dopo lunghe “cernite” dei progetti.

    Non voglio assolutamente entrare nell’ambito politico, però purtroppo ho come l’impressione che l’open source sia come la democrazia in Italia: la grande maggioranza vuole il cambiamento, ma lo vuole stabile, forte e duraturo, e soprattutto senza muovere un dito. Così nell’open source: i sistemi proprietari hanno abituato la grande maggioranza ad applicativi standard e duraturi (le “cattedrali” di Raymond). Tuttavia al primo bug, oppure quando si scopre che si potrebbe migliorare di molto, si vuole il cambiamento immediato e si passa a sistemi Linux pensando di trovare stabilità, efficienza, durevolezza, ecc., ignorando però le basi che sono totalmente diverse, infatti implicano PER DEFINIZIONE il coinvolgimento dell’utente a rendere migliore il sistema.

  29. 14 luglio 2013 alle 10:33

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  32. 24 settembre 2014 alle 6:41

    What can be the ideal Joomla template for a magazine or feature wire service?

  33. 30 settembre 2014 alle 19:43

    I am not experienced with joomla but I want to use to make a website. My only trouble right now is getting it installed on Yahoo hosting I don’t know what to do.. . Can anyone direct me to a site or forum for this or tell me how do it? Greatly appreciated, thank you..

  34. 13 ottobre 2014 alle 17:14

    I have got a web template but I want to customize it using joomla. Is it possible. Please let me know..

  35. xxx
    17 luglio 2016 alle 3:56

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  1. 19 marzo 2009 alle 16:54
  2. 17 novembre 2009 alle 19:22
  3. 20 aprile 2012 alle 19:17
  4. 2 marzo 2015 alle 8:51
  5. 7 marzo 2015 alle 12:35
  6. 7 marzo 2015 alle 19:33
  7. 15 marzo 2015 alle 5:46
  8. 15 marzo 2015 alle 15:32

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