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Niente Google Voice sull’iPhone

Apple ha ritirato ogni applicazione legata a Google Voice, il servizio voip di Google, dall’AppStore, ovvero l’unica fonte tecnicamente abilitata ad installare programmi sul telefonino, in altre parole l’unico modo legale che gli utenti hanno per aggiungere applicazioni sull’iPhone.

Non a caso l’hack usato per rompere questa limitazione si chiama jailbreak, ovvero “breccia nella prigione”.

In precedenza anche altre applicazioni come Cooliris erano state bandite dall’AppStore.

Ancora una volta Apple decide cosa possono fare gli utenti, al loro posto.

E voi, vorreste finire in una prigione a forma di mela? Io no.

http://www.osnews.com/story/21903/Apple_Rejects_Official_Google_Voice_iPhone_App

  1. 28 luglio 2009 alle 22:21

    Io ormai punto all’HTC Hero. Con l’iPod Touch mi sono veramente rotto le scatole di dover stare sempre “sotto schiaffo” (cfr. il gioco del soldato).

  2. Gianni
    29 luglio 2009 alle 11:33

    Vero, adoro lavorare con i computer Apple e magari sono di parte. Ma sarei un folle a preferire le follie di Windows o i tecnicismi di Linux, e qui non ci piove.

    Però questo articolo sulla “prigione” è scritto nella peggiore maniera possibile.
    Non viene spiegato perché Apple non voglia distribuire Google Voice o Cooliris.
    Magari ha ottime ragioni.
    Apple da un lato tiene a che i suoi strumenti abbiano meno vulnerabilità possibile (evitando cattiva programmazione, o apertura di accessi potenziali ai dati dell’utente), dall’altra deve trattare con compagnie telefoniche che impongono alcuni diktat (per lungo tempo niente tethering, VOIP sudato, etc.).
    Nell’articolo si dice “Apple ha bocciato, quindi Apple è da condannare”.

    Per me dare notizie ha un altro significato. La comodità di un sito di distribuzione unico di software, ad esempio, la sua struttura migliore sotto tutti i punti di vista di qualsiasi alternativa sia per l’utente che per il programmatore, viene mostrato come un problema. Il Jailbreak come una soluzione. No, non è una soluzione, è una alternativa tollerata per chi non può proprio fare a meno di smanettare su macchine fatte per funzionare.

    Spiacente ma questo articolo per me è esattamente l’esempio di come NON bisognerebbe scrivere notizie.

    Gianni

    • 29 luglio 2009 alle 12:46

      Mi sa che non è chiaro un concetto. Qui non si tratta del fatto che Apple ha semplicemente tolto un’app dal suo store. Il fatto è che questo store è l’unico modo per installare qualcosa sull’iPhone. Quindi Apple ti impedisce di usare una certa app. E’ questo il punto.
      E’ del tutto legittimo che Apple decida di non vendere qualcosa. Non è tollerabile invece che mi imponga di non usarla, è del tutto diverso.
      Se Windows funzionasse così sarebbe già morto da un pezzo.

  3. Gianni
    29 luglio 2009 alle 13:08

    Bugia, e lo sai. Se non ti sta bene accettare il canale-monopolio e la censura Apple, usi Jailbreak e vivi felice. Ergo, Apple non ti impedisce nulla. Apple cerca di farti usare ciò che passa i suoi test, e qui puoi discutere su quanto siano validi questi test, ma devi riconoscere che la mole di software in iTunes è un numero esplosivo, oltre ogni immaginazione, rendendo meno validi ma non inutili questi test.
    Adoro che ci sia un’unica vetrina in cui cercare un applicativo: l’alternativa sarebbe cercare a lanterna per la rete, come accade per Windows. E per un programmatore, trovare una struttura già collaudata che si occupa di distribuzione e riscossione a prezzi onesti mi sembra niente male.
    D’altronde sai come funziona da prima di acquistare l’iPhone, no? Non si tratta di truffa né di presa in giro, neanche vedendo la cosa con occhio prevenuto come evidentemente ti accade di fare.

    Se acquisto una stampante HP, HP cerca di consigliarmi di usare il suo inchiostro. Se voglio posso usare quello riciclato o compatibile, ma ovviamente se lo faccio poi HP non mi garantisce che tutto vada bene. Il concetto, secondo me, è identico.

    • claudio
      29 luglio 2009 alle 14:10

      @Gianni: usare un metodo illegale non va bene, la Apple ti impedisce di installare quella applicazione a tutti gli effetti.

    • 29 luglio 2009 alle 19:03

      La differenza è che HP non ha messo un sistema di codifica o qualcosa di simile che obbliga all’uso delle sue cartucce.
      Non devo fare nessun hack per usare cartucce di concorrenza, semplicemente vado al negozio, le pago, e legalmente le uso.
      Se l’avesse fatto sarebbe finita nelle mani molto poco gentili dell’antitrust.
      Invece Apple l’ha fatto. E’ una differenza enorme.

  4. Daniele
    29 luglio 2009 alle 19:44

    C’è un indiscutibile un vantaggio, specie in termini di sicurezza, nell’avere un software blindato il cui codice non viene rilasciato su cui puoi installare solo le applicazioni che decide mr. Jobs (oppure procedere illegalmente) e, una volta installate, se sempre lui decide che non vanno più bene può disinstallartele a forza da remoto. Tale vantaggio si chiama sicurezza, perchè l’OS e tutte le applicazioni sono testate a fondo, e i bug fix arrivano in tempi record, tant’è vero che su iPhone cose del genere non accadono: http://www.tomshw.it/news.php?newsid=18995
    Ops…

    Ma ovviamente guiodic è di parte, avrebbe dovuto spiegare “perché Apple non voglia distribuire Google Voice o Cooliris.
    Magari ha ottime ragioni.” Avrebbe dovuto spiegare che tali ragioni (almeno dalle mie parti) si chiamano “pressioni degli operatori che guadagnano miliardi di $ con gli abbonamenti che se tutti usassero il Voip andrebbero persi”. Dalle vostre parti come si chiamano queste “ottime ragioni”?

    • 29 luglio 2009 alle 21:43

      Difatti alcune applicazioni sono state cancellate proprio per motivi (almeno dichiarati) di sicurezza, ben dopo la loro comparsa su AppStore. Il che vuol dire che non c’è alcun controllo preventivo. La sicurezza non interessa ad Apple: Apple è stata l’ultima a correggere un paio di settimane fa una grossa falla di java su Mac OS, più di 6 mesi dopo la sua correzione da parte di Sun.

  5. Daniele
    30 luglio 2009 alle 15:28

    Ormai c’è una nuova notizia al giorno sulle ombre proiettate dall’iPhone sui suoi utenti. Quella di oggi riguarda proprio chi, nei commenti qui sopra, parlava di jailbreak come “alternativa tollerata” e non osteggiata da Apple, visto che “Apple non ti impedisce nulla”: http://www.tomshw.it/news.php?newsid=19001

  6. Gianni
    30 luglio 2009 alle 15:38

    Sarò matto io ma a me piace leggere informazioni e poi trarne io le conclusioni.
    Leggere direttamente le conclusioni di parte accennando appena a un frammento di informazione lo trovo meno sano che seguire una compilation di editoriali di Emilio Fede.

    Passo e chiudo!

    • 30 luglio 2009 alle 15:50

      Ti ha risposto Daniele dimostrando che non è affatto come dici tu.
      Mi spiace.

  7. Gianni
    30 luglio 2009 alle 16:16

    Guiodic, Daniele ha ragione, anche se esagera dicendo che Apple ha il potere di disinstallare da remoto (può solo rifiutarsi di eseguire le applicazioni il cui nome è contenuto all’interno di una blacklist che anche tu puoi controllare, pur se aggiornata dalla Apple: http://www.iphoneitalia.com/la-apple-puo-eliminare-da-remoto-le-applicazioni-installate-sulliphone-4031.html ).
    In effetti non mi riferivo a Daniele nel mio giudizio, ovviamente.🙂

    Io non prendo una lira da Apple. Semplicemente per 25 anni ho lavorato all’helpdesk, per 10 anni ho gestito io un helpdesk di 11 persone e manutevamo 4500 PC con Windows. Dal 2006 sono passato per sfida ad Apple, storcevo la bocca sulla sua presunta superiorità, e se ora lo difendo gratuitamente permettimi di avere la presunzione di sapere quello che dico. Trovo la sua politica conveniente per utenti e programmatori, in 3 anni per vedere l’equivalente di una schermata blu ho dovuto scaricarla da Internet, e sì che sono uno smanettone che ha acquistato un Mac per metterlo alla prova.
    Non ho un iPhone, ho messo le mani su quello degli amici, e sinceramente ne sono strabiliato. Non conosco un palmare in grado di fare altrettanto con simile semplicità.
    iTunes Store ha se ben ricordo un milione di apps, molte gratuite e le altre con prezzi tra i 79 centesimi e i 5 euro. Ha Skype, il tethering, e quant’altro desideri. Ma appena Apple rifiuta una applicazione (magari per sicurezza, magari per pressioni commerciali dei partner telefonici) si grida al mostro.
    Niente di personale, ma mi pare che il tuo non è il tipo di fare informazione che io cerco, quindi grazie dell’ospitalità, lunga vita e prosperità, e goodbye.😉

    • 30 luglio 2009 alle 18:44

      può solo rifiutarsi di eseguire le applicazioni il cui nome è contenuto all’interno di una blacklist

      L’effetto è uguale, comunque con lo stesso meccanismo si può anche fisicamente cancellare l’applicazione, nulla lo vieta.

      Ma appena Apple rifiuta una applicazione (magari per sicurezza, magari per pressioni commerciali dei partner telefonici) si grida al mostro.
      Niente di personale, ma mi pare che il tuo non è il tipo di fare informazione che io cerco, quindi grazie dell’ospitalità, lunga vita e prosperità, e goodbye.

      Semplicemente a te non frega una mazza della tua libertà e dei tuoi diritti di utente, per cui per te è normale o comunque tollerabile che accada.
      Per me no.
      Io li porterei in tribunale.

  8. Gianni
    31 luglio 2009 alle 10:37

    Uff, e io che ci ricasco e rispondo promettendomi “per l’ultima volta”…😀

    -No. Blacklist e disinstallazione coatta NON E’ la stessa cosa. Come una blacklist di file virali non è la stessa cosa di un cancellatore di file: il primo si chiama antivirus, il secondo disastro.

    -Libertà e diritti ma de che aò? (il “ma de che aò” è il dono più grande che Roma abbia fatto al Mondo, lo trovo magnifico). Stiamo parlando di aria, di acqua, di pane o medicine? No: di un superfluo giocattolo costoso e tendenzialmente inutile, che sei libero di acquistare o meno, ma se lo acquisti ci sono istruzioni per l’uso da seguire; ti senti limitato con un milione di programmi disponibili, ne vuoi uno in più? Bene, hai persino il kit gratuito e perfetto per programmare app per iPhone, con corsi gratuiti e forum, alla faccia della tua libertà violata. Ma resta il fatto che stai parlando di un giocattolo che acquisti scientemente, non di un baluardo della libertà negata.

    -Molta gente non è scema, anziché spendere un mucchio di soldi per un iPhone “libero” ne compra a prezzo molto inferiore uno vincolato a una compagnia telefonica per due anni. Il che significa, toh, che come diceva Daniele magari scoraggiare l’uso dell’iPhone come apparecchio VOIP forse un senso ce l’ha.

    Che dici, la finiamo qui?😉

    • Daniele
      31 luglio 2009 alle 13:06

      Qui non si stava parlando della stabilità di MacOS o dell’intuitività della schermata dell’iPhone (e in generale i paragoni con le schermate blu di Winzozz su un blog che parla soprattutto di GNU/Linux han poco senso). L’iPhone può avere tutti i vantaggi che vuoi e non era intenzione di questo post sminuirli (IMHO). Il punto è semplicemente questo: abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che Apple decide cosa possono e cosa NON possono installare legalmente i suoi utenti, e tale decisione non si basa affatto su standard di qualità o sicurezza (es. Navigon Mobile Navigator è ora un ottimo software, ma fino a un mese fa vendevano a 100€ su AppStore un software SCANDALOSO, buggatissimo, manco fosse una beta; Google Voice è invece un software collaudato, stabile e sicuro) bensì sulla discrezionalità dei manager della mela, che giustamente ed ovviamente, curano gli interessi economici loro e dei loro partner, che come saprai sono agli antipodi con gli interessi degli utenti.
      Sono però d’accordo con te quando dici che tutto ciò è noto prima dell’acquisto, quindi l’acquirente decide abbastanza consapevolmente di sottomettersi a queste limitazioni. Però permetti che a molte persone possa dare fastidio. Persone che magari avrebbero anche acquistato un iPhone senza tali limitazioni. E permetti anche che guiodic possa usare il suo blog per esprimere il proprio dissenso e la propria avversione verso queste blindature: è un blog, è ovvio che non si limiti a riportare notizie in maniera oggettiva!

    • 31 luglio 2009 alle 13:30

      Stiamo parlando di aria, di acqua, di pane o medicine? No: di un superfluo giocattolo costoso

      No parliamo di uno strumento di lavoro. Che poi molti lo considerino un giocattolo è merito del marketing. Ma di per sé è uno strumento di lavoro che non mi permette di fare quello che tutti gli altri sistemi permettono, ovvero installarci ciò che serve a me non a Steve Jobs.

      Immagina Windows così che ti impedisce di installare un programma, magari guarda caso Google Talk. Non ti incazzeresti?

  9. 1 agosto 2009 alle 16:13

    L’FCC, l’ente americano che controlla le telecominicazioni, ha aperto un’inchiesta su Apple: http://www.osnews.com/story/21931/FCC_Investigates_App_Store_Policies_Google_Voice_Rejection

  1. 29 luglio 2009 alle 3:22

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