Home > Niente di serio, Riflessioni > Informazione a pagamento? Sì ma prima fatela

Informazione a pagamento? Sì ma prima fatela

Pare che gli editori italiani, seguendo l’esempio del magnate dei media Murdock, vogliano vendere l’informazione online. Si lamentano, i poverini, che la gente faccia troppo copia e incolla su siti e blog.

Dice la Fieg, la federazione degli editori dei giornali, attraverso il suo presidente dal nome che è tutto un programma (Malinconico):

Si calcola che il prodotto editoriale incrementa del 30% circa la navigazione su Internet: di questo incremento si avvantaggiano tutti, motori di ricerca, aggregatori di notizie, fornitori di servizi telefonici, provider di Internet, tutti meno gli editori. Questa è vera e propria ingiustizia, in senso economico oltre che giuridico ed etico, che richiede l’intervento del legislatore e delle autorità di regolazione

E già, motori di ricerca… nome generico per dire Google. La solita miopia degli editori che non si rendono neppure conto che senza Google avrebbero metà dei contatti.

Ma il bello è nella frase di Malinconico che reclama soldi in cambio di news di qualità:

Occorre fare i conti con il luogo comune secondo cui l’informazione deve essere gratuita, dimenticando che per produrre i contenuti giornalistici i costi sono rilevanti. Senza risorse non c’é qualità

Ho copia-incollato dall’Ansa, la quale pare non azzeccare l’accento: si scrive infatti “c’è”, non “c’é”. Ma questo è davvero un dettaglio, in confronto agli strafalcioni che adesso leggerete.

Quali sarebbero questi “costi rilevanti” dovrebbero spiegarlo, i signori della Fieg, visto i giornalisti vengono pagati pochi euro a pezzo (e vedremo anche come la qualità ne risenta), i contratti non vengono rinnovati se non dopo anni dalla scadenza e il lavoro nero è la norma, non l’eccezione, nell’editoria.

A proposito di qualità dell’informazione online, vediamo cosa scrive oggi il Corriere della Sera online, riguardo la strana trovata di Hugo Chavez (presidente del Venezuela) che vuol chiudere i campi da golf.

Chavez: «Basta golf, è da borghesi»

Il presidente chiede la chiusura di due campi. E il governo minaccia di bloccare i laboratori della Pfizer

VENEZUELA – «È uno sport borghese»: è questa la motivazione fornita dal presidente Hugo Chavez, che ha imposto la chiusura nei prossimi giorni di due campi da golf.

Analizziamo la notizia. Nel sommario, sotto il titolo, si dice: “Il presidente chiede la chiusura di due campi”. Nel testo, invece, Chavez avrebbe “imposto la chiusura”. E il lettore già va nel pallone: Chavez cosa ha fatto di preciso? Ha firmato un decreto? Ha mandato la polizia e l’esercito? Ha sollecitato qualche autorità locale? Oppure si è limitato a “chiedere” che non si pratichi più il  golf? Non si sa, buio pesto. Non si capisce se quello di Chavez è un atto di forza o una generica richiesta.

Ma il peggio deve venire:

«Solo un piccolo borghese può giocare golf», ha precisato il leader venezuelano dopo le dichiarazioni fatte alla radio dal presidente bolivariano che ha preso le parti del direttore della federazione golf, Julio Torres: «se Chavez farà veramente quello che ha promesso, saranno in totale nove i campi da golf chiusi nel paese negli ultimi tre anni».

Rileggete queste righe più volte e provate a capirci qualcosa. Iniziamo col dire che “solo un piccolo borghese può giocare golf” non è corretto. Manca qualcosa: “può giocare a golf”. Oppure: “può giocare il golf”, forma meno comune ma più elegante.

Proseguiamo (e qui viene il bello). Il “leader venezuelano” citato nell’articolo, quello che dice “solo un piccolo borghese può giocare golf” è Chavez. Questo è chiaro. Però Chavez parla “dopo le dichiarazioni fatte alla radio dal presidente bolivariano”. Che è sempre lui! (il Venezuela si chiama “Repubblica bolivariana”). E questo “presidente bolivariano” addirittura “ha preso le parti del direttore della federazione golf”.

Quindi Chavez ha una doppia personalità: come “leader venezuelano” è contro il golf. Invece come “presidente bolivariano” prende le difese dei golfisti. E la frase tra virgolette, alla fine, di chi è? Di Julio Torres, di Chavez, del leader venezuelano o del presidente bolivariano? (Ormai Chavez è uno e trino…).

Ma non è finita:

L’annuncio del leader venezuelano arriva negli stessi giorni in cui il governo non esclude anche la possibilità di occupare temporalmente una delle fabbriche del gruppo farmaceutico Pfizer.

Occupare “temporalmente”? In che senso? Il governo venezuelano vuole fare un salto temporale e occupare la fabbrica? Oppure vuole tenerla occupata temporalmente nel senso che funzionari del governo andranno a far perdere tempo ai lavoratori dell’azienda, in modo che non riesca a produrre?

O forse volevano scrivere “occupare temporaneamente”?

Ciliegina sulla torta:

La decisione di Chavez è stata al centro di una dichiarazione ironica a Washington, dove un portavoce del dipartimento di Stato ha commentato che «ancora una volta, il presidente è andato “fuori dai limiti”»

Ora, voi capite dove sta l’ironia? No, non la capite perché non conoscete il golf. Ma il Corriere non si preoccupa di spiegarvelo. “Out of bounds” (fuori dai limiti) in gergo golfistico vuol dire che la pallina è finita oltre i confini del campo di gioco. Da qui il doppio senso. Ma se uno non lo sa, può solo intuirlo.

E io dovrei pure pagare per fare il lavoro che doveva fare il giornalista, ovvero spiegare il senso della frase?

Insomma, cari editori, va anche bene se vi fate pagare per l’informazione online. Ma se questa è la qualità, forse siete voi che dovreste pagare il lettore.

  1. juhan
    13 agosto 2009 alle 15:51

    Poi ti sospendono: “Guiodic torni giovedì prossimo accompagnato dai genitori!”
    E ti è andata ancora bene, potevano farti scrivere 100 volte “Non devo correggere chi è più grande di me”, senza usare un ciclo o copiancollare.

    • 13 agosto 2009 alle 18:29

      Guarda, sinceramente credo che il problema sia complesso e meriti una discreta attenzione. Ho lavorato nella redazione di un giornale online e posso assicurarti che la mole di lavoro è enorme, anche quando si tratta di semplicemente prendere e rielaborare un’agenzia. Spesso, nella giungla dell’informazione online, i giornali tendono a pubblicare notizie “al chilo”. tutti i giornali sono iscritti alle stesse agenzie, quindi giocoforza certi tipi di notizie (in genere quelle internazionali) saranno simili o identiche su tutti i giornali in competizione. Da un giornale online ci si aspetta un’informazione quasi in tempo reale, per questo la tendenza è quella di pubblicare in fretta e subito e mentre si elaborano notizie può capitare che qualche strafalcione finisca comunque in pagina.
      Sono d’accordo con te che la cosa sia triste e che un giornalista professionista debba essere in grado sempre di pubblicare un articolo con un senso compiuto e soprattutto in italiano, ma gli editori delle testate non investono molto nello strumento internet perchè è quello che rende di meno dal punto di vista economico. Per questo tengono i giornalisti migliori a lavorare sui magazine e sui quotidiani a pagamento in edicola e relegano al web tutti i praticanti o gli aspiranti giornalisti che prima di accedere al mondo della carta stampata devono farsi le ossa sul web.

      Il discorso di Murdock ha quindi senso: se si vuole portare le firme importanti sul web, bisogna che diventi redditizio. Come renderlo tale è un punto aperto. Pagare un abbonamento? Questa è una delle possibilità. Certo è il fatto che l’informazione su internet come è fatta oggi è molto triste, soprattutto perchè le potenzialità della Rete non vengono veramente sfruttate fino al momento in cui non si raggiungerà un ragionevole livello di qualità.

      • 14 agosto 2009 alle 11:46

        Neff, anche io lavoro nel campo dell’informazione. So come funziona una redazione: ho fondato ben due giornali on-line (gratis🙂 )
        Nessuno più di me è solidale con i poveretti sottopagati che lavorano per 4 lire, ma davvero 4. E questo l’ho scritto.
        Ma l’idea di questi editori è proprio quella di mettere a pagamento le news che fanno audience: gossip e cazzate varie.

        Perché i contenuti di qualità, quelli che richiedono studio e approfondimento, quelli sono già in buona parte a pagamento. Ad esempio il Sole24ore, ma lo stesso Corriere o Repubblica, non mettono tutti i contenuti in forma gratuita.
        Il meglio è già for fee.

  2. dario
    13 agosto 2009 alle 18:41

    già potrebbe avere senso quello che dice Murdock. Ma l’idea del pagamento sinceramente mi fa incazzare. Che lo facciano pure, che problema c’è, creiamo un giornale libero e gratuito con wordpress, con gli articoli da stampare in pdf. Che ne dici guiodic? Lo facciamo se dovesse succedere questa cosa dell’informazione a pagamento?

    • 14 agosto 2009 alle 12:22

      Credo che l’iniziativa degli editori sia destinata a fallire per come è stata pensata. Comunque nel caso non andasse così, la tua sarebbe una buona idea.

  3. luimors
    13 agosto 2009 alle 19:36

    Bravo Guido sempre chiaro e preciso.
    Purtroppo il giornalismo vero non esiste più da tempo, ma solo gente che racconta (malamente) un “punto di vista” che ci fa passare per verità…

    Mi dispiace che ti abbiano sospeso dal forum di ubuntu, ma almeno hai più tempo da dedicare al tuo blog…

    • 14 agosto 2009 alle 10:53

      Cosa significa “Giornalismo vero”? A sentire certe affermazione viene da chiedersi cosa pensiate che sia il giornalismo. L’informazione oggettiva, spogliata di qualsiasi commento o interpretazione della realtà non è giornalismo, è un’agenzia è un telegramma, una fonte che tra l’altro di solito va verificata. Le notizie che vengono raccolte e trasmesse dalle agenzie di stampa sono spogliate di tutto e il lavoro di buona parte dei giornalisti consiste nel prendere una notizia e svilupparla, intervistando una delle persone coinvolte nella notizia, interpretarla, problematizzarla approfondirla. Fare giornalismo significa molto di più che “comunicare la notizia” ed è un lavoro estremamente impegnativo (e notoriamente sottopagato) che richiede una conoscenza della materia e la voglia di “scavare” nella realtà. Per me giornalismo di qualità significa avere le risorse e il tempo per non limitarsi a pubblicare agenzie rielaborate. Credo inoltre che l’opinione del giornalista – quando questa non viene confusa con i fatti – sia un elemento di valore aggiunto per un articolo. Pensate all’opinione di Guiodic su argomenti di tipo informatico. È indiscutibile che sia la sua interpretazione dei fatti sia ciò che tiene incollati i lettori al suo blog e non tanto la comunicazione dei fatti stessi.

      Infine, vorrei sottolineare ancora una volta che un conto è voler essere critici sulla qualità della stampa (e ci manceherebbe), un altro è riconoscere che le persone che si occupano di informazione debbano essere pagate per il proprio lavoro, proprio perchè è un lavoro duro, che spesso viene sottovalutato e incompreso. Trovare un modo per ripagare queste persone per il loro impegno è un semplice fatto di giustizia.

  4. 14 agosto 2009 alle 15:16

    Esatto. Se le notizie sono quelle “al servizio” del potere che danno anche i telegiornali allora altro che notizie a pagamento…

  5. luimors
    14 agosto 2009 alle 18:24

    Io penso che un cittadino leggendo una notizia da un giornala non debba porsi il problema di interpretare quello che ha letto; la tendenza politica del direttore, l’interesse secondario che puo avere la notizia espressa in una forma piuttosto che in un altra.
    A volte sentendo due telegiornali locali della stessa citta, sembra che parlino di citta differenti.
    Quando hai partecipato ad un evento e il giorno dopo leggi il giornale ti chiedi se stanno parlando della stessa cosa che avevi visto il giorno prima.
    Questo non è giornalismo io lo chiamo politica…

  6. luimors
    14 agosto 2009 alle 19:47

    @ Neff

    Purtroppo il giornalismo di cui parli è secondario, sappiamo tutti che i giornalisti più pagati sono quelli che enfatizzano al meglio le opinioni dei loro direttori, fregandosene della qualità e della verità.
    Questi personaggi sono quelli che “fanno carriera” e che arrivano a dirigere bravi giornalisti malpagati che si credono di poter scrivere nei loro giornali la verità nel modo più chiaro possibile.
    A questo punto a questi bravi giornalisti non rimane che “adeguarsi” alle volonta dei loro direttori oppure andarsene sperando di trovare giornali “liberi” dove poter scrivere nel miglior modo. (utopia)
    Oppure accontentarsi di scrivere servizi meno compromettenti come la ricetta del giorno o la moda negli asili nido, ma sempre che non vada contro le direttive dei direttori e DEI SUOI SOSTENITORI FINAZIATORI.
    Io sono convinto che ci siano ottimi giornalisi come dici tu e che il loro lavoro sia splendido, ma vengono messi in condizioni di non poter lavorare.

  7. 16 settembre 2009 alle 11:45

    Io ho un giornale online, in particolare un video periodico con cadenza settimanale. La raccolta pubblicitaria arranca, anzi è inesistente. Speriamo proprio che si diffonda la pratica, nelle grandi testate nazionali, di pagare i servizi giornalistici. Secondo il mio modesto avviso è un bene anche per i lettori, sborsando dei soldi pretenderanno qualità e attendibilità. Finirà l’era dei contenuti dozzinali e della superficialità (che ha mangiato quel politico o la casalinga di voghera compra Sgnap pulito). Nascerà il famoso Senso Critico per via dell’esborso di denaro.

    • 19 settembre 2009 alle 2:09

      il giornale più venduto in Italia e la gazzetta dello sport… maddai…

  8. 30 settembre 2012 alle 9:33

    I am really impressed along with your writing skills and also with the layout in
    your weblog. Is that this a paid subject or did you customize it your self?
    Anyway stay up the nice quality writing, it’s rare to see a great weblog like this one these days..

  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: