Home > GNU/Linux, Riflessioni > Stallman dice sì al dual-licensing (alla faccia di chi sostiene che è un estremista)

Stallman dice sì al dual-licensing (alla faccia di chi sostiene che è un estremista)

Il dual-licensing è un pratica utilizzata da alcune aziende che producono software libero. In pratica funziona così: l’azienda rilascia il programma sotto una licenza copyleft, come la GNU GPL. In base a tale licenza, il codice può essere incluso solo in programmi liberi. Poi però vende lo stesso codice a coloro che vogliono creare programmi proprietari. In questo modo chi volesse usare una libreria o un pezzo di codice per scrivere un programma non-libero, si trova a dover pagare una certa cifra.

E’ il caso, ad esempio, di MySQL o anche delle librerie Qt fino a pochi mesi fa.

Di fronte a ciò, i soliti detrattori del movimento del software libero e in particolare di Richard Stallman, immaginano chissà quali strali da parte di RMS contro questo “tradimento”.

E invece no.Anzi, Stallman non solo dice che va bene, ma addirittura consiglia e suggerisce questa pratica a quelle aziende che hanno dei dubbi sul rilascio pubblico del codice.

Il ragionamento di Stallman è semplice: noi accettiamo le licenze come BSD o come X11/MIT che permettono a chiunque, anche senza pagare, di usare codice libero in programmi proprietari. Non solo: abbiamo creato una licenza come la LGPL che permette di fare la stessa cosa, sia pure con vincoli maggiori, al fine di promuovere certe librerie ma anche di evitare il pericolo di una minore diffusione dei sistemi liberi.

E allora, se si accetta questo, non è logico negare il diritto di una azienda di vendere il codice da essa realizzato se, contemporaneamente, quel codice è disponibile anche sotto una licenza libera. Anzi, questo metodo va suggerito ogniqualvolta una azienda voglia continuare a guadagnare sul proprio codice ma contemporaneamente voglia anche avvantaggiarsi attraverso il rilascio del codice che permette di estendere il numero di sviluppatori e di utenti di un determinato software.

Insomma, è un buon compromesso.

Certo, spiega Stallman, la Free Software Foundation, che non è una azienda, che ha come missione il software libero e che non vuole trattare gli utenti in modo differenziato, non pratica il dual-licensing. Ma un’azienda può farlo. E, aggiungo io, in questo modo può anche guadagnare dei denari da investire proprio nel miglioramento del software libero.

La prossima volta che leggete cazzate sulla presunta chiusura mentale di Stallman, citate questo:

http://www.fsf.org/blogs/rms/selling-exceptions

  1. 8 gennaio 2010 alle 18:13

    Stallman è abbastanza intelligente per capire che l’estremismo in questo campo non porterebbe a nulla di buono!

  2. dario
    8 gennaio 2010 alle 18:22

    Ottima questa cosa del dual-licensing. Mi fa piacere🙂

  3. Alan
    8 gennaio 2010 alle 20:27

    Come è stato scritto nel piccolo articolo: “Insomma, è un buon compromesso.”

  4. 9 gennaio 2010 alle 0:37

    sì però bisogna anche vedere come vengono incluse le patch fatte da terzi..

  5. 9 gennaio 2010 alle 9:41

    Tutto questo é valido, presumo, se l’azienda che usa il codice open non apporta alcuna modifica alle librerie stesse. In questo caso questi ultimi dovrebbero essere, comunque, obbligati a rilasciare i sorgenti modificati. Se un’azienda ha dei dubbi sul software libero, come dice Stallman, potrebbe sempre ritenere inaccettabile una imposizione del genere ed evitare di esporsi. O no?

  6. Mattia
    9 gennaio 2010 alle 12:43

    Beh un fondo di giustizia c’è, tu sfrutti il mio lavoro per guadagnarci creando software proprietario? allora paga.
    Ma non ci vuole tanto a passare da una sponda all’altra, il primo passo sarà questo…..e il prossimo?
    Comunque qui si parla di aziende che sviluppano “software libero” o “open source”? perche è diverso….se un’azienda sviluppa “software libero” è un po’ un controsenso.
    Non vorrei che fosse il primo passo per la concretizzazione della paura che ho sempre avuto.

  7. Shishimaru
    9 gennaio 2010 alle 18:26

    a dire il vero… me l’aspettavo,non aveva bisogno di spiegarlo… tutto sommato,vedendo come è nato per lui il software libero… si capisce che gli vada bene così.

  8. alekseevic
    12 gennaio 2010 alle 15:10

    Lui comunque sin dall’inizio ha sempre detto che con il software libero si può guadagnare. All’epoca quelli della VA Linux Systems non fecero altro che applicare i suggerimenti di Stallman su come conciliare guadagno e free software.

  9. Conformista informatico
    13 gennaio 2010 alle 16:10

    Benissimo, ora vorrei propio vedere se FINALMENTE sistemi come Linux arrivino ad avere la stessa qualità e diffusione di Mac OS X.

  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: