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Ubuntu, GNOME, Xorg e il futuro del desktop libero

Ho aspettato un po’ prima di commentare gli annunci delle ultime settimane fatti dal patron di Ubuntu e le reazioni – comprensibilmente piccate – del progetto GNOME e in generale della comunità FLOSS. Un paio di settimane in cui ho letto di tutto un po’, qualche cosa di ragionevole, ma anche tanta spazzatura. Quello che segue è un personale punto di vista, ma, almeno, basato sui fatti.

La crisi di GNOME

Nel luglio 2008 fu annunciato, all’annuale riunione del progetto GNOME (il famoso GUADEC) che la versione 2.30 sarebbe stata la prima del nuovo ramo 3.x. Il passaggio cioè da GNOME 2 a GNOME 3, un salto evolutivo che avrebbe dovuto portare molte novità: una nuova esperienza utente, nuovi linguaggi, nuove API, una specie di motore di ricerca desktop consolidato, più integrazione tra i vari moduli e le nuove GTK+.
Il passaggio fu rinviato poi a GNOME 2.32 e una seconda volta a GNOME 2.34 (cioè la prossima versione).
Questo anno aggiuntivo non depone molto a favore dell’immagine di un progetto tanto importante, ma in fondo sarebbe sopportabile se non fosse che molte delle novità di GNOME 3 sono, allo stato, ancora immature, poco o per nulla integrate e che ogni modulo sembra continuare a fare storia a sé, senza grande uniformità.
Una delle novità più attese era GNOME Shell. Una bellissima interfaccia grafica di nuova concezione, del tutto inedita, diversissima da qualsiasi interazione desktop attualmente in uso in qualsiasi s.o.
Dopo due anni di sviluppo GNOME Shell è ancora in uno stato indefinito. Continuano a rincorrersi vari mockup, i modi di interagire da parte dell’utente continuano a cambiare nei particolari (che sono la cosa più importante, alla fine) i pochi beta-tester non capiscono dove gli sviluppatori vogliano andare a parare.
Con GNOME Shell sembra essere diventato più difficile lanciare una applicazione o switchare da una app ad un’altra. Cioè banalmente, proprio quello che si richiede ad una shell.
L’altro grande pezzo di GNOME 3 sarebbe Zeitgeist, parola tedesca che vuol dire “spirito del tempo”. Zeitgeist è una specie di “documenti recenti” ma con gli steroidi, che dovrebbe permettere di accedere con facilità ai documenti, ai file, ai link, alle applicazioni e in genere agli oggetti che usiamo più frequentemente. Zeitgeist inizialmente avrebbe dovuto avere una sua interfaccia grafica, GNOME Activity Journal. La GUI fu sviluppata ma poi si decise, giustamente, che per le caratteristiche di questo nuovo framework sarebbe stato meglio che ogni applicazione, e il desktop stesso, lo sfruttassero al suo interno.
Uno dice: dove si dovrebbe integrare una cosa del genere in prima battuta? Be’ nel file manager ovviamente. Visto che da lì di solito si manipolano i file. E invece in Nautilus, Zietgeist non ci è mai arrivato ufficialmente, tranne che con patch di qualche developer di Zeitgeist stesso e poi di terze parti (Nautilus elementary) fino all’ultimo ritrovato: Sezen, ovvero un nuovo filemanager che però usa Zeitgeist.
La confusione regna sovrana. Nel frattempo un progetto davvero maturo e potente come Beagle, all’avanguardia anche rispetto ai concorrenti proprietari di Windows e Mac, è stato lasciato morire, mentre Tracker, che ha incominciato a funzionare, viene di fatto snobbato da GNOME e al massimo considerato dai singoli moduli. Nel frattempo quelli di Tracker hanno pippato troppa coca e hanno partorito una nuova GUI che in confronto a quella vecchia (che già non era un granché) è un passo indietro terrificante.
Insomma, GNOME rimane un bellissimo desktop e tante cose di esso mi piacciono e piacciono a tanti utenti, ma senza catastrofismi possiamo dire che manca una direzione di marcia e  una visione complessiva. Tristemente devo dire che mi sono ridotto a sperare, ad ogni nuova versione, che non siano state fatte troppe cazzate, piuttosto che aspettarmi visibili miglioramenti.

La risposta di Ubuntu

Di fronte a questa situazione, Ubuntu aveva diverse possibilità:

1. abbandonare GNOME per KDE;
2. aderire a tutto quello che fa GNOME, oppure
3. crearsi un “suo” GNOME.

La prima idea era da scartare a priori: passare dalla confusione “lenta” di GNOME a quella totale, vorticosa e rapidissima di KDE sarebbe stato come buttarsi dalla padella direttamente sui carboni ardenti. La seconda opzione avrebbe lasciato gli utenti di Ubuntu in balia dalla confusione di GNOME.
La decisione saggia è stata la terza. Ma non priva di contraddizioni. Troppe contraddizioni. Il “fork” di GNOME da parte di Ubuntu consta (o meglio consterebbe) di vari elementi:

  • gli indicator
  • le nuove notifiche
  • i windicator
  • Unity

Gli indicator hanno avuto un discreto successo. Molte applicazioni oggi usano un indicator invece della classica area di notifica. Il vantaggio è una maggiore uniformità e un’interazione più basata sull’attività dell’utente (messaggiare, ascoltare) e non sulla singola applicazione. Di contro però gli indicator sono carenti in fatto di comunicazione con l’utente: in pratica sono dei menu e quindi non danno informazioni sullo stato dell’applicazione, a meno che non sia il programmatore a volerlo, sfruttando una voce del menu per dare informazioni, con risultati pessimi in termini estetici.
Si dirà che lo stato può essere dato via notifiche, ma non tutti gli stati si adattano a questo tipo di comunicazione: va bene per comunicare un’informazione “spot”, molto meno per avere un controllo costante su quel che sta accadendo. Ad esempio è adatta per sapere se ci è arrivato un messaggio di Empathy, ma se voglio sapere a che velocità sta scaricando il mio client torrent, è davvero penoso dover cliccare e guardare una voce di un menu, magari in grigio.
Ben’inteso, sono cose risolvibili ed in effetti, ad esempio, sono state in parte affrontate nel sound menu, a costo di inventarsi pure una nuova librerie e delle nuove API che integrano le GTK, con tutto ciò che ne consegue in termini di ulteriore confusione. Ma vabè, queste son rogne dei programmatori, non degli utenti.

I winindicator, invece, avrebbero dovuto servire proprio ad interagire con la singola applicazione, anche qui all’insegna dell’uniformità, sostituendo anche la vecchia status bar. Bell’idea, peccato che non è stata tirata giù neppure una riga di codice e che questo cambiamento avrebbe comportato uno stravolgimento dell’attuale modo in cui le finestre vengono “decorate”, ovvero chi deve disegnare e gestire la cornice: il window manager o il toolkit grafico in modo trasparente, o l’applicazione stessa come fa ad esempio Google Chorme.

Infine, ed è l’annuncio più recente, l’introduzione dell’interfaccia Unity al posto di GNOME Shell. Solo un paio di mesi fa, Mark Shuttleworth spergiurava che Unity non era un concorrente di GNOME Shell e che sarebbe stato relegato solo alla versione netbook di Ubuntu. Poi si vede che Mark ha provato GNOME Shell e ha cambiato idea🙂
Unity è un bel progetto: in sostanza è la dock di Mac OS X. Non solo perché con essa puoi lanciare i programmi ma anche perché, come per la dock Apple,  puoi interagirci. Ad esempio puoi cliccare sull’icona di Gwibber nella dock ottenendo l’elenco degli ultimi messaggi di social network o impartire ad esso dei comandi.
E qui i più furbi avranno già capito l’inghippo: e gli indicator? Non è una duplicazione di funzioni? Sì, è una duplicazione. E l’usabilità è spesso nemica della ridondanza. Non voglio due modi di fare una cosa, ne voglio uno solo che sia semplice e che sia nel posto dove, intuitivamente, dovrebbe essere.
Il passaggio a Unity, che avverrà con Ubuntu Natty a marzo prossimo, segnerà anche l’abbandono del mai decollato nuovo window manager di GNOME, chiamato mutter. Una disgrazia ambulante, lento, scattoso, poco configurabile. Al suo posto il caro vecchio Compiz che tutti davano per morto(!!!), nella sua versione 0.9.x, totalmente riscritta in C++, che ha un piccolo vantaggio rispetto a mutter: funziona.

Wayland al posto di Xorg?

Mark Shuttleworth ha annunciato che Wayland sostituirà gradualmente Xorg. Cos’è Wayland? E’ un sistema grafico alternativo a X che sfrutta le nuove tecnologie presenti nel kernel Linux come il Kernel Mode Setting (KMS), il Direct Rendering Manager (DRM) e il Graphic Execution Manager (GEM), tutte tecnologie sviluppate soprattutto da Intel per migliorare le performance delle sue schede con Linux e Xorg.
Wayland è nato come esperimento di uno sviluppatore di Red Hat che lavora a Xorg per provare a creare un sistema minimale che non implementasse tutte le funzioni di Xorg ma solo quelle strettamente necessarie per avere un sistema grafico a finestre con compositing. Insomma qualcosa utile per tablet, cellulari, o anche come un mini server X da far eseguire all’interno di un vero X (oggi lo si fa con Xnest e Xephir) oppure al contrario come “contenitore” leggero di varie istanze di Xorg. Ma non è nato per sostituire Xorg.
Wayland è attualmente sviluppato da una sola persona, nel tempo libero, e quando non lavora a DRI2 su Xorg. Immaginate quanto può essere solido un progetto del genere. Inoltre esso richiederebbe nuovi backend per i vari toolkit grafici (GTK, QT) e anche  patch a diverse applicazioni. In sostanza, allo stato attuale, l’unica applicazione pronta per Wayland è… un terminale. E, cosa ancora più importante, nuovi driver per quelle schede che usano driver proprietari (nessun problema invece per driver opensource Intel, Nouveau e Radeon). Ve l’immaginate la ATI che già non riesce a mantenere decentemente i suoi driver per Xorg che si mette a fare driver per Wayland? E Nvidia? Neppure Intel ha detto di essere interessata a Wayland. L’unico nome di peso che vorrebbe usare Wayland è Nokia in MeeGo, ma MeeGo ha ben altri grattacapi oggigiorno e l’altro partner, cioè Intel, come già detto non è interessata a Wayland.
L’idea di usare Wayland in modalità “X compatibile”, avanzata da Shuttleworth, semplicemente significa non usare Wayland, ma un’istanza di Xorg che gira dentro Wayland. E il vantaggio quale sarebbe? Semmai avremmo un desktop più lento e una marea di problemi di riconoscimento hardware, il tutto perché Wayland prometterebbe, in teoria, un desktop 3D più “fluido”.
I problemi di fluidità nell’esperienza desktop, che peraltro non sono molto comuni in realtà, derivano principalmente o dai driver video e dall’implementazione OpenGL, oppure dal toolkit. Riguardo i primi, c’è poco da fare se sono proprietari. Se sono quelli open source, basta lavorare a migliorarli, ma i problemi non si risolvono cambiando server grafico, semmai se ne introducono di nuovi.
Riguardo invece i toolkit, la transizione a OpenGL per l’accelerazione hardware del 2D è già in corso, con il passaggio delle GTK all’uso di Cairo e di Cairo stesso all’uso di un nuovo backend OpenGL.

Xorg non è vecchio

Una delle tiritere che girano in rete è che Xorg sia “vecchio”, “lento” e non so che altro. Ogni volta che leggo queste critiche mi prendo lo sfizio di chiedere perché, e di solito le risposte sono sbagliate. Ad esempio c’è chi dice che Xorg è lo stesso di 25 anni fa. Sbagliato. E’ il protocollo X11 che è lo stesso, così come sono rimasti pressoché immutati i protocolli Internet TCP/IP. Lo stesso vale per una marea di altre cose: il C++ è persino più vecchio di Xorg, eppure è tutt’ora il linguaggio di programmazione largamente più usato per le applicazioni, soprattutto quelle desktop, “importanti”, nonostante gli assalti linguaggi più “evoluti” come Java e C#. Ci sono robe ancor più vecchie. Ad esempio la pipeline è un vetusto modello di scambio dati nato con Unix ben 40 anni fa. Ebbene, le pipeline sono oggi alla base del funzionamento dei media framework dei moderni sistemi operativi, come Window Media Foundation (Windows) o Gstreamer (*nix) o QuickTime (Mac OS X).
Negli anni ‘90 i kernel monolitici erano dati per spacciati, ma al giorno d’oggi non esiste nessun sistema operativo di largo uso che sia basato su un vero microkernel. E gli esempi potrebbero continuare.

Ma torniamo al nostro X Window System. Xorg ha una struttura modulare ha permesso di aggiungervi funzioni nel corso degli anni. Oggi (in realtà da diversi anni) Xorg comunica con l’hardware in modo veloce tramite la Direct Rendering Infrastructure (DRI), permette in compositing con AIGLX e un sacco di altra roba. Basta scorrere i test di Phoronix per scoprire che le prestazioni dipendono in larghissima parte dai driver. Xorg su schede Nvidia di fascia alta risulta più performante di quei sistemi grafici che, dicono i bene informati, sarebbero moderni, come quello di Windows 7 o Mac. Perde invece con altre schede, ma è ovvio che questo non dipenda da Xorg in sé, ma appunto dai driver di quelle schede, altrimenti perderebbe sempre e non solo in alcuni casi.
In fondo Xorg è un po’ come Apache il quale è nato dal vecchissimo httpd ma oggi accoglie una marea di moduli che permettono di fare gran parte di ciò che chiamiamo Web 2.0. Alla faccia del fatto che abbia ben 15 anni di onorato servizio alle spalle, oggi è il webserver di gran lunga più usato in assoluto, con una quota di mercato quasi tripla rispetto al suo maggiore concorrente, Microsoft IIS.

Xorg è pronto per il futuro

Al contrario di Wayland, che non implementa la trasparenza di rete, Xorg è invece capace di visualizzare applicazioni remote in esecuzione su altri computer, comunicando via rete. Ed è così da 25 anni. Nessun altro sistema grafico ha questa capacità. Solo recentemente Windows 7 ha introdotto qualcosa che si avvicina (ma in realtà dovrebbe essere tecnicamente più rozzo), forse in vista della creazione di apposite applicazioni “cloud”.
Pensiamoci: oggi si fa un gran parlare di cloud computing. Xorg è “cloud” sin dalla nascita e potrebbe essere facilmente sfruttato per far interagire l’utente con applicazioni che in realtà stanno dall’altra parte del mondo. Questo già accade ogni giorno, da 25 anni, nelle reti locali oppure anche via Internet per tanti power user, amministratori di sistema, ecc. ma potrebbe diventare anche un vero e proprio business di applicazioni e cicli di CPU in “affitto”, senza dover riscrivere intere applicazioni in Javascript per farle girare in un browser.

Conclusioni

E’ normale che il possibile avvento di massa di GNU/Linux sui desktop, che tutti da anni auspichiamo, crei una situazione difficile e confusa, in cui è complicato definire una precisa direzione di marcia. Per cui non è il caso di scoraggiarsi.
L’open source è un ubriaco che barcolla guidato solo dalla selezione darwiniana. Vince chi è capace di cambiare non perché lo dice Mark Shuttleworth o Red Hat o la moda del momento. Come in Natura, vince chi è capace di sopravvivere ai mutamenti dell’ambiente, patchando il suo codice, introducendo nuovi geni ma anche ripescando quelli sottoutilizzati.
In tutto questo capitano mutazioni anche distruttive, errori e orrori, ma questo non piega l’evoluzione: questo è l’evoluzione.

 

EDIT: come volevasi dimostrare.

  1. Leo
    7 novembre 2010 alle 10:50

    stiamo attenti perchè l’evoluzione ha anche tagliato i rami secchi e lo 0,67% di mercato nel mondo (mi pare sia questa la percentuale) è un ramo morto da un po.

  2. Gianfranco
    7 novembre 2010 alle 11:06

    Come al solito sei in grado di spiegare cosa c’è dietro all’argomento che affronti e non ti limiti a dire soltanto: a me questo non piace e quest’altro sì.

    Complimenti!

    Rimango in attesa di un aggiornamento del corso di programmazione che avevi cominciato.

    Saluti

  3. 7 novembre 2010 alle 11:48

    Ottimo articolo, ti leggo sempre volentieri.
    Ma non capisco però questo accanimento su Wayland… per definizione (come tutte le architetture client-server) Xorg è “poco” performante (sempre meglio che avere tutto nel kernel, Windows docet) e questo è innegabile!
    Secondo me Wayland è un ottimo compromesso, soprattutto in ambito Desktop e nulla vieta di far coesistere i due sistemi.

    http://wayland.freedesktop.org/architecture.html

    Mi tocca però concordare che è un progetto ancora giovane, forse troppo per spostare la distribuzione linux più utilizzata al mondo… ma se ci pensi Ubuntu ha raggiunto questa diffusione perché Mark ha sempre rischiato… staremo a vedere.

    • 7 novembre 2010 alle 12:27

      come vedi da quella stessa pagina che hai linkato, anche wayland è una architettura client/server, la differenza è che vengono “tagliati” alcuni passaggi. Tuttavia buona parte dei passaggi pesanti al giorno d’oggi sono gestiti con la Direct Rendering Infrastructure, per cui i vantaggi prestazionali dovrebbero essere minimi. Come ho spiegato, del resto, Xorg non ha prestazioni peggiori dei suoi concorrenti.

      • 7 novembre 2010 alle 18:14

        Se taglia il passaggio al compositore (e di conseguenza un context switch) non può che essere più veloce! E qui torniamo al punto di partenza, Wayland è ancora troppo giovane e non si possono fare ancora paragoni… anche se IMHO, le prestazioni su linux sarebbero di gran lunga superiori a tutti i sistemi operativi già così com’è, è solo una questione di driver.

  4. ArTaX
    7 novembre 2010 alle 11:57

    Da lettore vi chiedo: per favore ignorate i troll, se la discussione rimane in ambito tecnico ha ottime potenzialità, non vorrei che degenerasse nella solita guerra tra fanboys…

  5. aury88
    7 novembre 2010 alle 11:58

    attendevo con interesse un tuo commento riguardo le “novità” annunciate da Shuttleworth.
    personalmente non sono poi così contrario all’idea di un passaggio a wayland sopratutto se effettuato progressivamente, e solo se supportato in maniera adeguata dall’hardware ed il software in circolazione.
    comunque sia concordo al 100%: Xorg può dare ancora tantissimo,
    Un miglioramento delle sue prestazioni si potrebbero ottenere semplicemente, continuando, con l’ottimizzazione del suo codice e/o facendo sfruttare anche a lui “le nuove tecnologie presenti nel kernel Linux come il Kernel Mode Setting (KMS), il Direct Rendering Manager (DRM) e il Graphic Execution Manager (GEM)” (se è possibile).
    alcuni commenti che ho letto in rete parlano persino di integrare direttamente in Xorg un compositor ma su questo sono ancora meno fiducioso
    Grazie per il bellissimo articolo😉

    • 7 novembre 2010 alle 12:17

      aury, come ho scritto, quelle tecnologie sono già da tempo sfruttate con Xorg, anzi sono nate per migliorare proprio le performance grafiche con xorg.

      • aury88
        7 novembre 2010 alle 12:44

        sorry, errore mio😉
        stranamente in rete ho letto che wayland fosse così innovativo e performante rispetto Xorg proprio perchè , “a differenza di quest’ultimo”,integrava queste tecnologie; a quanto pare su questo argomento circolano parecchie idee confuse (ne approfitto per ringraziarti di aver chiarito la faccenda).
        una domanda: a detta di alcuni non sono solo i driver grafici, ma anche i programmi con interfaccia dovrebbero essere riscritti…questo almeno è giusto?

        • 7 novembre 2010 alle 14:15

          riscritti no, modificati. Sicurmente molti programmi funzioneranno anche solo compilandoli con le qt o le gtk modificate, quindi senza una modifica al codice del programma stesso, ma ci saranno una serie di altri programmi, in particolare quelli che sfruttano opengl, che avranno bisogno di interventi particolari.

  6. Hyu
    7 novembre 2010 alle 12:04

    A tal proposito, per capire la storia di X11 e alcuni problemi che cci sono dietro, consiglio questo articolo uscito su planet debian qualche tempo fa:
    http://julien.danjou.info/blog/index.html#Thoughts%20and%20rambling%20on%20the%20X%20protocol

  7. 7 novembre 2010 alle 13:08

    “L’open source è un ubriaco che barcolla guidato solo dalla selezione darwiniana”

    no, non è tanto guidato da quello, piuttosto dalla solita conformità come ogni cosa, in particolare in informatica.😉

    • nomenomen
      11 novembre 2010 alle 12:22

      Concordo in pieno. Tuttavia il nostro mondo ha un insieme di regole che stabiliscono il recinto entro cui l’evoluzione può continuare: la forza di gravità, per esempio, ci impedirà sempre di evolverci in uomini volanti.

      Il mondo dell’open source si muove nel recinto della licenza GPL che garantisce, nonostante l’ubriachezza, i personalismi e i conformismi, che esso possa evolvere secondo leggi di equità che avvantaggiano tutti.

      La GPL, senza voler fare il marxista perchè non lo sono mai stato, è una proiezione nel futuro della nostra società a quando questa si sarà accorta che ciascun individuo nasce identico agli altri e che i software, così come le risorse e tutto il resto, saranno a disposizione di tutti e non solo di chi può comprarle.

  8. 7 novembre 2010 alle 13:10

    Bello il parallelo fra opensource e evoluzione!
    Pienamente azzeccato!
    @ Leo:
    se quella percentuale aumenta (anche se lentamente) non è un ramo secco…ma cresce.

    • 7 novembre 2010 alle 14:20

      non è mio il paragone ma di Bruce Perens.

    • Leo
      7 novembre 2010 alle 19:59

      hai ragione, il ramo è in crescita, ma se dopo tutti questi anni non c’è ancora un negozio che venda pc con linux preinstallato nei dintorni di casa mia è un segno evidente. vivo nella provincia di reggio emilia, in 20 km di raggio da casa mia ci sono 3 comet, 2 mediaworld, 2 unieuro e una 20ina di negozietti di informatica al dettaglio. solo alcuni di questi ultimi (se glieli ordini) ti procurano pc con linux preinstallato o senza SO.
      una settimana fa ho chiesto alla System76 (http://www.system76.com/) se fornivano pc con la tastiera italiana e presa elettrica italiana; mi hanno risposto che non spediscono oltre il canada ma che si stanno organizzando per avere una filiale a londra e sopperire alle esigenze europee.
      capirai che con queste premesse diventa lunga raggiungere una quota anche solo del 5%

      • 7 novembre 2010 alle 20:18

        quindi?

        • Leo
          8 novembre 2010 alle 0:43

          quindi rischiamo che l’evoluzione elimini noi pinguini (per la teoria dei rami secchi).

          piccolo OT: in Natty verrà utilizzato openoffice o libreoffice?

          • 8 novembre 2010 alle 1:20

            be non credo proprio, da android a google os, molte cose si muovono, comunque Unix nelle sue varie incarnazioni, Linux compreso, è sopravvissuto per 40 anni, anche perché nel suo codice genetico esistevano già quei geni che lo rendevano adattabile ai nuovi ambienti.

  9. 7 novembre 2010 alle 13:13

    Non concordo, e già lo sai, sulla storia di Wayland, se non altro perchè GTK3 e QT4 già ci girano e lo supportano, quindi…😛
    Comunque ti ripeto, Canonical ha tutta l’intenzione IMHO di mettere qualcuno in più a svilupparlo😉

  10. Ipnorospo
    7 novembre 2010 alle 13:49

    Aspetto che passi Telperion a leggere questa “strenua” difesa di Xorg per vedere cosa ne pensa…LOL
    cmq solo io vedo wayland+uTouch+unity=Tablet?

    • 7 novembre 2010 alle 14:22

      sì per i tablet capirei… però perché non sfruttare xorg per eseguire, sui tablet, applicazioni troppo cpu bound per andare con un processore ARM?

  11. Zoff
    7 novembre 2010 alle 14:37

    Bell’articolo! Concordo con gran parte delle affermazioni.
    Xorg però non lo trovo tutto “rosa e fiori” o meglio è un ottimo progetto ma personalmente vedo affievolita la sua “spinta allo sviluppo” .
    Seguo i suoi agigornamenti tramite Phoronix (che sembra parteggiare per Wayland in un certo senso) e sinceramente non vedo attività veramente interessanti.
    Una scelta bellissima e intelligente che hanno fatto è stata di buttare tante risorse nello sviluppo dei driver opensource (intel, radeon, nouveau) con visibili risultati, così facendo però mi sembra che sia stato un po’ trascurato il progetto principale.

    Tu che ne dici?

    • Zoff
      7 novembre 2010 alle 14:40

      Aggiungo che Wayland (almeno per come è descritto su Phoronix) sembra molto meno acerbo e piu’ maturo di come lo presenti quì.
      Non che sia pronto per la produzione ma non è neanche così indietro.

      • 7 novembre 2010 alle 15:01

        scrive phoronix: While I may be a strong proponent of Wayland, I find it rather optimistic that even with Ubuntu 11.10 they would switch to Wayland by default.
        While I’d love to see Wayland out there on the desktop ASAP, in reality I would be surprised if it’s achieved by Ubuntu 11.10. Unless, of course, there is a very good fall-back system in place for unsupported configurations. It would likely not be done with Ubuntu 12.04 since that will be the next Long-Term Support (LTS) release, which would then make the Wayland release as Ubuntu 12.10, or the release to come in October of 2012.

        Cioè parliamo di 2 anni da oggi… suvvia.

        • Zoff
          7 novembre 2010 alle 15:22

          Beh questo perché c’è il fattore LTS della 12.04, potrebbe tranquillamente arrivare nei repo per quella release e già diventano 18mesi e non 2anni…
          Prima mettono su un PPA per il testing e piu’ probabile è un boost delle sviluppo.

          Prima di un anno ovviamente non mi aspetto niente ma se non si comincia mai ci saranno sempre 1-2anni di sviluppo da affrontare… Soprattutto perché, come hai fatto notare, il progetto è portato avanti da una sola persona.

          Io non lo schiferei del tutto, è questo che volevo dire. Un po’ di sana competizione non fa male, soprattutto all’utente.

          • 7 novembre 2010 alle 15:33

            sono d’accordo e infatti è ciò che scrivo alla fine dell’articolo. Se questo annuncio servirà ad esempio a spronare lo sviluppo di un nuovo backend opengl per Xrender, tanto di guadagnato.

    • 7 novembre 2010 alle 15:02

      non saprei ben dire cos’è il progetto principale… Xorg è un sistema modulare fatto di una marea di cose, a cui peraltro vanno aggiunti elementi formalmente esterno ma fondamentalmente legati ad esso a doppio filo come Cairo.

  12. Danielsan
    7 novembre 2010 alle 14:49

    Marco sta giocando di astuzia, consapevole di quanto è in grado di condizionare l’opinione pubblica meno informata su GNU sta cercando di agitare le acque per smuovere un po’ la situazione.

    Da quando ha dichiarato di passare a Unity il progetto di Gnome-Shell ha improvvisamente fatto un salto da gigante.

    Con Wayland sta cercando di mettere “prescia” magari agli sviluppatori dei driver Ati e Nuaveau per spingerli a rilasciare al più presto driver funzionanti e completi in ogni loro aspetto.

    • 7 novembre 2010 alle 15:03

      può darsi, comunque onestamente sono piuttosto stufo di annunci senza seguito o con seguito solo molto parziale.

      • Danielsan
        7 novembre 2010 alle 22:14

        Ma tu la sai già la risposta, non è vero Neo?

  13. Gianka
    7 novembre 2010 alle 15:36

    Guido for president of Canonical ltd. subito!!!!!

    • 8 novembre 2010 alle 18:33

      Concordo… magari avesse i fantastiliardi anche lui…….

  14. 7 novembre 2010 alle 20:10

    Ciao Guiodic ti leggo sempre volentieri, non a caso sei tra i link in osservazione nel mio (neonato) blog (sul quale sei ovviamente il benvenuto). E lì, a differenza tua, ho giusto messo un articolo per nulla tecnico nè professionale riguardo alla mia perplessità sugli ultimi movimenti di Ubuntu.
    Bè, le tue argomentazioni sono ben formate, io mi limito al ‘non credo’ o ‘non mi piace’. Tuttavia non ho capito un paio di cose:
    – perchè Ubu non avrebbe potuto adottare come DE principale KDE? In fondo Kubuntu è rinomato tanto quanto Ubu nelle serie *buntu (o no?)
    – ma solo a me Unity fa ca…re? Davvero nessuno ha avuto l’impressione di un colpo mediatico, iphonnoso e poco sensato su un calssico computer desktop?
    – in generale, non condivido la politica di togliere, ma semmai integrare. Anche la confusione è relativa, non concordo sul fatto che si debba andare in un’unica direzione, altrimenti avremmo un’unica distro punto e basta. L’open source non è bello (anche) per la possibilità di scegliere?
    Grazie e ancora complimenti^^

    • 7 novembre 2010 alle 20:20

      perchè Ubu non avrebbe potuto adottare come DE principale KDE? In fondo Kubuntu è rinomato tanto quanto Ubu nelle serie *buntu (o no?)
      Direi proprio di no.
      ma solo a me Unity fa ca…re? Davvero nessuno ha avuto l’impressione di un colpo mediatico, iphonnoso e poco sensato su un calssico computer desktop?
      Io non ne ho ricavato una cattiva impressione, comunque sia, meglio unity di gnome shell.
      L’open source non è bello (anche) per la possibilità di scegliere?
      Quoto.

  15. 7 novembre 2010 alle 20:14

    Mi complimento per il buon senso. Pur non concordando su tutto, riconosco che il tuo post chiarisce tante cose e sono d’accordo quando dici che Xorg non è vecchio. Fa un po’ ridere come ora tante persone stiano dicendo “oooh non vedevo l’ora di cambiare Xorg” ecc ecc… Non capisco come un’utente normale possa percepire X. Se mai uno può lamentarsi del DE ma X non lo vedi ne ci interagisci, a meno che uno non sia uno sviluppatore.

    Piuttosto io mi chiedo:
    Sarà la volta buona che Canonical inizierà a fare codice in upstream? e quindi a condividere di più? forse in futuro altre distribuzioni potranno usare Wayland grazie agli sforzi di Canonical? Evviva. Oppure il Shuttleworth ha fatto queste dichiarazioni per smuovere le acque e giocare a “l’ho vista prima io”, aspetteranno che Nokia faccia il lavoro sporco e applicheranno qualche patch prendendo il resto già fatto?

    • 7 novembre 2010 alle 20:16

      probabilmente la seconda che hai detto, ma ancora più probabilmente, tra un anno, questo apparirà come l’annuncio dei winindicators…

      • 7 novembre 2010 alle 20:29

        Avrei un’altra domanda che mi preme… mettiamo che Wayland prometta meglio di quel che prospetta ora:
        – Prima di fare questo “gran salto” passeranno anni, ovvero Wayland sarà pronto. Dirlo con tutto questo anticipo serve? Non credi che, quando arriverà il momento, questo “gran salto” sarà un “piccolo passo” che in realtà potrebbero fare tutti?

        • 8 novembre 2010 alle 1:21

          secondo me no, cioè ci accorgeremo tra due anni che Xorg è ancora la scelta migliore per molti motivi.

  16. Paolo
    8 novembre 2010 alle 9:30

    Si potrà decidere di installare quel che si vuole? Tipo, ho unity ma voglio gnome in tutto e per tutto? Ho wayland, ma dato che ho un’istanza di X che gli gira dentro, perché non usare direttamente X e basta?

    Comunque potevano anche scegliere KDE volendo e lavorare solo sulla compatibilità fra KDE e ubuntu (magari non mettendo ogni volta le ultime versioni di KDE ma rimanendo sempre un pelino indietro). Solo Kubuntu è un sistema operativo inusabile, altre distribuzioni con KDE sono stabili.

  17. 8 novembre 2010 alle 10:23

    Si potrà decidere di installare quel che si vuole? Tipo, ho unity ma voglio gnome in tutto e per tutto?

    Questo sicuramente sì.

  18. 8 novembre 2010 alle 12:01

    a proposito di beagle, non c’è modo di farlo funzionare su maverick?
    Ho installato i pacchetti di lucid, in quanto non è più presente nei repo, ma il demone non indicizza nulla, è fermo…
    Tracker è ancora palesemente indietro a beagle…

  19. lorenzo
    8 novembre 2010 alle 12:04

    Davvero non ho mai capito perchè sia stato interrotto lo sviluppo di Beagle.

    • 8 novembre 2010 alle 12:56

      crisi economica di Novell. Hanno dato priorità a roba come mono su iphone…. proprietaria.

  20. Joshua Dunamis
    8 novembre 2010 alle 12:44

    Purtroppo Kubuntu presenta molti problemi perché Canonical se ne sbatte completamente. Eppure, dire che è inusabile è assurdo. Sto scrivendo da Kubuntu 10.10 che devo dire in termini anche di fluidità ha fatto (nel mio caso) notevoli passi avanti.

    • Paolo
      19 novembre 2010 alle 17:04

      Che Kubuntu sia inusabile era, ovviamente, una semplificazione estrema. Però ci sono due cose che devo dire a parziale sostegno della mia affermazione:
      1- io ho usato kubuntu 9.04 e davvero era inusabile: un crash dopo l’altro, lento e macchinoso (anche dopo delle reinstallazioni). Per carità amarok batteva esteticamente iTunes 4-0, però se ti si pianta il sistema..
      2- avevo installato kubuntu ad un mio amico da sempre utente windows. Dopo due giorni m’ha chiamato abbastanza alterato chiedendomi “cos’è questa m*rda che mi hai installato: non si riesce ad usare è incasinata e non fa quello che gli dico”. Piallato KDE, installato gnome, il mio amico è tornato un angioletto e tutt’ora usa ubuntu.

      Sono quasi due anni che non uso KDE, magari adesso la compatibilità con ubuntu è migliorata. E credo che sia indubbio che altre distribuzioni vanno a nozze con KDE.

  21. alex.diste
    8 novembre 2010 alle 16:44

    Guido una domanda,

    unity a quanto ho capito metterà i lanciatori in una dock per cui con uno (o due click) si potrà eseguire un programma, ma lo stato del programma (aperto/chiuso) ed eventuali notifiche come verrano gestite?

    A me piace l’ approccio di windows 7 a questa cosa, in una barra (o pannello) ci sono tutte le icone dei lanciatori, cliccandoci apri il programma ma non solo in modo chiaro ti dice se è aperto o no e se ci vai sopra ti da un preview in tempo reale. Tu hai detto che unity è simile a cairo- dock e che quindi replica anche gli indicator, no?

    Sarà quindi facilmente capibile cosa è aperto e cosa no e swithcare facilmente da un processo all’ altro?

    Mi spiego in GNOME c’ è già questa possibilità, nel pannello superiore puoi metterci quanti lanciatori vuoi e nel pannello inferiore si vede cosa è aperto e con un click lo selezioni ma mi piace più l’ approccio alla cairo dock, lanciatore e indicatore assieme, unity serve per questo no?
    Se è così a me non pare tanto male, anzi sotto il punto di vista di usabilità la vedo comoda

    • 8 novembre 2010 alle 17:01

      Ho detto che è simile alla dock di Mac OS X. Come in mac os x le applicazioni aperte hanno una freccia sotto ed è possibile interagirci (e ovviamente anche rimassimizzarle se sono state minimizzate).

      • alex.diste
        8 novembre 2010 alle 17:14

        Non conosco molto MAC OSX, molto di più windows.

        Quindi in un solo spazio avremo due indicazioni (aperto/chiuso) e lanciatore (quindi collegamento ad un file eseguibile)?

        Se è così lo trovo comunque funzionale e usabile

        • telperion
          8 novembre 2010 alle 18:13

          Io uso dockbarx da tempo che è un’ottima sintesi lanciatori/elenco-finestre senza bisogno di stravolgere gnome con shell allucinogene.

  22. telperion
    8 novembre 2010 alle 18:08

    Qualche altra nota tecnica qui:
    http://tinyurl.com/247rzgb

    Quanto a Ubuntu

    gli indicator
    le nuove notifiche
    i windicator
    Unity

    mi sembra muoversi verso la direzione

    pc = grosso smartphone per utenti bimbominkia
    direzione forse commercialmente valida, ma per un utilizzatore di pc come strumento di lavoro oltre che di cazzeggio, di vecchia data come me, del tutto inaccettabili.

    PC != grosso smartphone per cazzeggiare, messaggiare, vedere flash, sentire musica.

  23. archlinux64
    8 novembre 2010 alle 19:51

    Sembrerebbe che Nvidia abbia detto picche a wayland : http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&px=ODc2Mg

  24. aytin
    9 novembre 2010 alle 12:15

    Pienamente d’accordo.
    In particolare il paragrafo: Xorg è pronto per il futuro
    E’ una feature da paura, altri SO riscopriranno la ruota che appartiene a gnu/linux da 25 anni. Il pensare a Xorg in ottica cloud lo farebbe schizzare in orbita.
    Concentrarsi su Xorg pare così brutto?

  25. 9 novembre 2010 alle 18:10

    Spero di non ripetere qualcosa di già detto nei commenti (sono troppi, ma giuro che ho provato a leggerli tutti!).
    Non so se o quando avverrà l’adozione di Wayland o se X sarà usato per altri 30 anni, tuttavia il buon “Marco Degno Di Trasporto” dovrebbe fare attenzione a non perdere di vista il motivo del successo di Ubuntu, che ne ha fatto a tutti gli effetti “la” distribuzione che ha sdoganato Gnu/Linux sul desktop: Ubuntu è facile da usare e funziona “out-of-the-box” (nella maggioranza dei casi, secondo la mia modesta esperienza).
    Quindi mai e poi mai ci si può permettere una regressione nelle prestazioni o nelle funzionalità, soprattutto per un componente come X (o Wayland, se questo è il futuro) che non viene “percepito” dagli utenti medi.
    La differenza la può fare l’interfaccia (Gnome -> Unity), un software installato, i bottoni a sinistra, addirittura lo sfondo di default. Ma la maggioranza delle persone non sa che esiste X che è responsabile di tutto ciò.
    Se il pc non funziona o va lento, “Ubuntu fa schifo”. Punto.
    Introdurre la novità solo per dire “Cellò” non è una cosa che porta vantaggi. Guardate ad esempio cosa è successo con il passaggio da KDE 3 a 4: introdotto “a forza” per poter dire di avere un nuovo DE fighissimo, ma di fatto inusabile.
    Per favore, Mark, non fare ca***te: sto appena appena ambientandomi con *ubuntu, non vorrei dover cambiare distro al prossimo rilascio!😉

    • nowardev
      18 novembre 2010 alle 19:03

      io sono passato da kde 3.5.10 a kde 4.2.2 visto che nelle note di rilascio avevano scritto per tester trovato benissimo le note di rilascio vanno lette per esempio io non ho aggiornato a 10.10 perché la mia scheda intel era tra quelle che non andava bene eppure era il rilascio finale .

  26. nomenomen
    11 novembre 2010 alle 11:56

    Il C vive da 40 anni? Benissimo. La Pipeline pure? Fantastico. Ma che cosa c’entra? X11 ha avuto un X10 che lo precedeva, quindi perchè non può esserci un X12?

    L’implementazione di X11 negli anni è migliorata. Ora è più snello e supporta molte feature in più rispetto al passato recente ma questo non significa che il suo disegno originale non possa essere outdated. Un esempio per tutti sono i notebook con due chipset grafici. I sistemi operativi concorrenti supportano già da un pezzo lo switch da un chipset all’altro senza riavviare il server grafico. Con Xorg questo non è possibile a meno di un grande lavoro di ridisegno del sistema (parole di Keith Packard).

    Se arriva Kristien Hoes-come-si-chiama e da solo riscrive un server grafico che funziona meglio di Xorg a me sta benissimo, è una ricchiezza, un valore aggiunto per noi che in GNU/Linux crediamo e che ne condividiamo i principi di libertà che lo hanno accompagnato dal *94* ad oggi (scusa, la data è solo propedeutica al riferimnento politico… non ho resistito).

    Come comunità sarei molto più felice se ci concentrassimo a combattere la nuova moda del software closed che sembra stia dilagando ultimamente (vedi omgubuntu che invoca un porting della suite Adobe su Ubuntu). Sono queste le cose mettono a rischio il futuro del Pinguino e che ci allontana -non solo cronologicamente- dai suoi principi ispiratori, non certo un nuovo server grafico libero.

    • 11 novembre 2010 alle 14:50

      Riguardo la nota finale sono d’accordo. Riguardo il resto, invece, ho diverse perplessità anche poiché ho visto che quasi tutto ciò che negli ultimi anni è stato proposto come “più veloce” o “migliore” in alternativa ai software tradizionali, alla resa dei conti ha mostrato di non esserlo o di portare vantaggi talmente risicati e insignificanti che non vale la pena dannarsi tanto per uno switch.
      Mutter contro Compiz è solo l’ultimo esempio, il più eclatante. Ma ci sarebbero altri.
      Riguardo X12… bene. E’ un evoluzione di X, come ad esempio in un caso particolare lo è NX. Non è un’altra cosa che con la promessa di rendere più fluidi gli effetti desktop (cosa ripeto tutta da dimostrare e che dipende solo in minima parte da Xorg in quanto tale) ti fa gettare all’aria decenni di sviluppo di un oggetto, Xorg, che è tra i più avanzati software esistenti, liberi e non.
      Vogliono usare Wayland sui tablet e sui cellulari? Facciano. Sarebbe come un sostituto del vecchio Xvesa per pc poco potenti. Ma per i PC “veri”, ragazzi, non scherziamo.

      • nomenomen
        11 novembre 2010 alle 15:19

        Concordo su diversi punti. Sarebbe bello se tutti gli sforzi di sviluppo fossero orchestrati e andassero nella stessa direzione e, riguardo wayland, anch’io penso che il lavoro di un solo sviluppatore non possa portare alla realizzazione di un prodotto usabile al di fuori di un ambito “controllato” (leggi il pc di chi lo sviluppa). L’enfasi mediatica che si è registrata intorno al progetto dimostra però che c’è un diffuso malcontento intorno a X di cui magari è opportuno capire le ragioni.

        Non ti avevo ancora fatto i complimenti per l’articolo, te li faccio adesso

        • 11 novembre 2010 alle 20:51

          c’è un diffuso malcontento intorno a X di cui magari è opportuno capire le ragioni.
          L’ignoranza, certi blogger che sparano cazzate ma anche il fatto che lo sviluppo di Xorg solo recentemente ha acquisito una certa linearità. Certe componenti sono rimaste abbandonate. Se lo sviluppo di Xorg fosse stato in passato più organico oggi avremmo sicuramente un software in cui tutti i moduli sarebbero all’avanguardia.

          • nomenomen
            19 novembre 2010 alle 23:34

            Visto che sei interessato all’argomento e che (come me) diffidi delle cazzate lette su internet, ti suggerisco questo articolo:
            http://lwn.net/Articles/413335/
            in cui si riporta un intervento tenuto pochi giorni fa al Linux Plumbers dal principale teoreta e sviluppatore di Xorg. Troverai parecchie controargomentazoini alle tue osservazioni (anche sulla trasparenza di rete).

          • 21 novembre 2010 alle 0:38

            @nomenomen: grazie per il link, è molto interessante. Aspetto però di leggere il discorso originale o almeno delle slide.
            Del resto molte delle considerazioni riportate nell’articolo sono facilmente contestabili, bisogna vedere cosa ha detto di preciso.
            Detto ciò, come vedi anche nel commenti molti sostengono le mie stesse tesi.

  27. Alex
    11 novembre 2010 alle 16:01

    “passare dalla confusione “lenta” di GNOME a quella totale, vorticosa e rapidissima di KDE sarebbe stato come buttarsi dalla padella direttamente sui carboni ardenti”

    ma sei pazzo, o fingi di non vedere? Cos’è, sei rimasto a kde 4.1 beta?

    Di vorticoso e rapidissimo in KDE ai giorni d’oggi c’è semmai proprio lo sviluppo, tutt’altra cosa rispetto allo stagno maleodorante e perennemente immobile in cui versa gnome da tanto tempo ormai.

    Lo sviluppo è velocissimo, KDE viaggia come un treno, evolve in continuazione e migliora ad ogni release, esattamente il contrario di quello che fa (o non fa) gnome, che ad ogni release invece scatena la paura negli utenti per ciò che di funzionante sarà stato in grado di rompere o per le idiozie che avrà tentato di introdurre.

  28. Tufano Michele
    12 novembre 2010 alle 13:51

    Leggendo il tuo articolo mi ero quasi convinto che fosse davvero un azzardo il passaggio di Ubuntu a Wayland….ma ora….c’è anche Fedora…e iniziano a sorgermi molti dubbi.

  29. 12 novembre 2010 alle 22:17

    L’approccio di Fedora è a dir poco timido… molto meno azzardato di quello di Shuttleworth.

  30. alex.diste
    18 novembre 2010 alle 16:26

    “È infatti giunta una buona nuova dal team di Fedora, il quale ha fatto sapere che nonostante le molteplici difficoltà del caso, se Wayland diverrà un progetto capace di offrire un’alternativa a Xorg almeno per i compiti più comuni che un server grafico deve assolvere, sarà presa in considerazione l’idea di includerlo nella distribuzione, con pacchetti disponibili a partire da Fedora 15.”

    Fonte: http://www.oneopensource.it/15/11/2010/fedora-usera-wayland/

    Non so quanto sia affidabile la fonte ma sembra già diverso da dire useremo wayland, c’ è un Se davanti

  31. nowardev
    18 novembre 2010 alle 18:37

    e così si avvera quello che è successo per debian nei confronti di ubuntu… Un grande progetto che evolvendo lentamente si da la zappata sui piedi e lo dimostrano i numeri di ubuntu. Gnome evolve troppo lentamente le modifiche apportate non sono testate da molti perché vogliono un desktop stabile e anche qui è un cane che si morde la coda questo comporta meno stabilità e ora gli utenti sperano che non si devastino le cose… E via di fork…beh parlando di cose che conosco perché uso … Kde è stabile leggero e per nulla vorticoso oltre ad essere sviluppato velocemente. Se disabilitate alcuni servizi consuma 100 mega con effetti. Su kubuntu si devono installare alcuni pacchetti per pulse magari wicd_qt e poi il sistema è ottimo altro che vorticoso. Google kubuntu faster trick

  32. telperion
    22 novembre 2010 alle 2:18

    se non l’avete visto

  33. nowardev
    9 dicembre 2010 alle 14:56

    mah io intanto giusto per informarmi visto che non uso gnome, ho letto l’articolo di polllocotto. Devo dir che é veramente allarmante vedere quello che si sta facendo su gnome. Innanzi tutto é esilarante vedere come gli utenti che criticavano le attivita’ di kde ora elogiano la stessa idea in gnome… Ma vabbeh lasciamo perdere persino la vista delle applicazioni hanno copiato..poi ho sentito che ci sarebbe un mezzo port di plasma per gnome… Al di là della veridicità di queste cose… Voglio dire copiassero kde e gli cambiassero nome…starebbero prima…per me stanno snaturando gnome..gnome é nato per non cambiare radicalmente per me sta bene nei server dove le soluzioni desktop non hanno senso. Detto questo se fosse vera la cosa del rolling release gnome non ci azzecca per nulla. D altra parte kde sta facendo cose pazzesche… interfaccia plasma desktop netbook,mobile. prossimamente anche pad…owncloud altro che chromomifaccio i cazxi tuoi os. Ha anche un desktop semantico, che io disabiliti cosi non mi mangia ram…,senxa il ricorso di mono… Beagle é scritto in mono e lo pubblicizzate? Non sono sicuro di questo ma leggendo il pollo pare di si..a me pare grave…questa é una nota non di flame …ma insomma su una cosa sono d’accordo con telperon gnome unity-shell sta diventanto una cosa pericolosa si sta snaturando gnome …o vogliono favorire xfce? E gnome per i desktop…ma poi che cosa é sto annuncio idiota gtk2–gtk3 ma no é meglio gtk4 bah. A sto punto speriamo non sputtanino gnome sul serio. Dal mio punto di vista dovrebbero puntare cosi : gnome-server , kde desktop mobile cloud sfruttando nokia e intel, xfce old pc , lxde anteguerra pc

  34. 9 dicembre 2010 alle 18:34

    Gnome su server? a che serve un desktop enviroment su un server? a dare fastidio.

  35. nowardev
    9 dicembre 2010 alle 20:48

    …xD non hai colto ….

  36. nowardev
    9 dicembre 2010 alle 21:03

    scusa…ma proprio non ce la faccio a non sganasciare…. Un desktop diversissimo dagli altri de in qualsiasi os…. Ma dio mio ma hai provato kde 4.5.4? Adesso non per fare il polemico… Ma cazzo fai tasto destro sul destop c’é l attivita’ apposita…metti la barra a sinistra ed é uguale a unity se proprio vuoi il menu di gnome ci sarebbe una cosina… Mah… Cmq la chiudo qui mi ero interessato a unity giusto per informazione personale.

    • 10 dicembre 2010 alle 1:51

      continuo a non capire cosa diavolo c’entra tutto ciò con un server. o sono tardo io oppure sei tu che non sai spiegarti. Diciamo che tendo a preferire la seconda ipotesi😀

  37. 11 dicembre 2010 alle 15:30

    @nowardev, te lo dico in inglese perché evinco dal tuo commento che non sei di queste parti…

    You screwed italian!!!

    non si capisce ‘na mazza… ma non per gli strafalcioni eh, non si capisce proprio il collegamento tra una parte e l’altra… siamo ai massimi livelli, altro che stream of consciousnes di joyce, qui hai tranquillamente superato le “idee verdi dormono senza colore furiosamente” di Chomsky.

    Se era una supercazzola, massima stima, altrimenti prima di premere invia una rilettura potrebbe aiutare😉

    • nowardev
      12 dicembre 2010 alle 20:33

      solitamente evito anche di commentare tranne qualche volta quando proprio non si possono leggere frasi come :
      …. non è colpa dei programmatori di kdenlive se le librerie qt…puttanata….
      destkop ultra diverso….. puttanata
      kde è bla bla bla…. puttanata
      questo è bellissimo è fantastico straccia tutto…. il resto è….. puttanata

      c’è un ricerca molto interessante, e ti consiglio di leggerla, che aveva dimostrato come il cervello umano potesse capire frasi, concetti anzi parole scritte male a una condizione.. se non reicsi nnechae a cparie mi sa ceh hia un prbomlea, tuttavia ci sono persone che non ci riescono per via di qualche deficit … se non mi credi xD cerca su google😀

  38. nowardev
    12 dicembre 2010 alle 20:55

    ah si io ho letto le cose fantasiose qui🙂 perchè come torno a ripetere io non uso gnome

    http://pollycoke.org/2007/11/26/la-situazione-del-mio-desktop-non-e-buona/

    • 12 dicembre 2010 alle 21:07

      non comprendo cosa diavolo c’entra un post che tratta di mono con quello che ho scritto in questo post, e continuo a ribadire che non capisco cosa c’entri gnome con i server.
      Fai solo una grossa confusione.

      • nowardev
        12 dicembre 2010 alle 22:37

        scusa beagle non è il motore di ricerca semantico di gnome che consigli? non è fatto in mono ?non era miguel de zenigata il presidente di GNome? non è mono quello che considerano tutti un modo come un altro per rovinare un destkop enviroment? non è un segnale che gnome viene ingolfato da roba che non dovrebbe proprio starci, aka exe psicadelici? e quell’altro gestore di foto fatto in mono ? e gnomedo ?

        mi pare ovvio che, come hai detto tu , gnome ha preso una piega a dir poco strana.. sottolineavo questo mi pare mooolto chiaro

        mi pare un pò “freak” questo Miguel de Icaza Presidente della GNOME Foundation :S che dice tutte quelle belle robine di microsoft e il loro iso standard che a lui piace molto …

        e questo se non l’hai capito sottolinea come gnome sia un “po” allo sbando… mi pare evidente.. come mi pare un pò puerile che , prima annuncino gtk3 e poi ,due per tre non fa cinque, xD massì passiamo al gtk4 che fa più fighi🙂,magari ci saranno anche delle ragioni…ma non è certo una cosa seria fare questo tipo di pseudoannunci, aka non siamo capaci di starci dietro, ma cerchiamo di farlo lo stesso.

        mi pare evidente che anche questo sia un sintomo… di sbando cosa che tu stesso dici.. come pure pollo in varie occasioni..

        e poi… in un server non si usa un de se non in occasioni rare🙂 mi pare ovvia l’ironia… diciamo è sul livello che di solito usi tu🙂 come … era ….kde è vorticoso…il bello è che se vai a sentire i vecchi gnomisti prendono per il culo perchè kde non sta cambiando xD (come dire occhio per occhio o meglio cazzata per cazzata…)

        cmq direi che il mio annuale periodo “leggiamo cazzate in rete nel mentre che si ascolta un po di musica” sia finito ergo xD mi sono divertito abbastanza soprattutto leggendo i timori.

        • 12 dicembre 2010 alle 23:32

          ti stai incartando, il questo post non ho proprio citato mono. Mono non è un componente essenziale di Gnome, da esso dipendono solo poche applicazioni che hanno tutte un sostituto, non si può certo dire che Gnome dipenda da Mono.
          Quanto a De Icaza, è da molto tempo che non fa parte della GNOME Foundation. E’ solo un programmatore come tanti altri.

          • nowardev
            13 dicembre 2010 alle 9:35

            beh se dici che riportare le cose gravissime, a detta di pollo, che si fanno a gnome non sia corretto || non ha senso perchè riguardano una componente di gnome come la ricerca semantica, che è di fatto un pezzo di un desktop moderno, ok non parliamo di mono.

            Ma il collegamento il concetto è sempre quello tu dici che ha preso una piega “malevola” per cose come la shell e il clima per cosi dire… un po vago che c’è all’interno dello sviluppo, io dico è da molto tempo che è il male visto che usa quelle cose li per features moderne…poi a detta di gnomeuser beagle ok il resto è come dire… non pronto? in ritardo ?non funzionante ?quindi de facto non esiste un vero sostituto sano.

            Poi se a te non ti pare grave che il presidente della Gnome foundation dicesse quelle cose…🙂 brrrr ok. Non era proprio un programmatore come tanti altri e lo ha fatto per un bel pezzo tanto da vedere gente consigliare beagle.. mah chissà se la capisci ora..dubito.

            Credo che questa cosa che sto cercando di fare sia una grande perdita di tempo in realtà…

  39. nowardev
    12 dicembre 2010 alle 23:13

    fai cosi non scrivere di cose che non usi, tipo kde, perchè come ti hanno gia fatto notare alcuni tuoi lettori si vede che non usi kde e non sai di cosa parli.

    parla di quanto fantastico e meraviglioso è gnome…. di questo e di quello… di mono di quello che vuoi ma se devi usare o parlare di kde per piacere informati perchè non fai altro che alimentare leggende metropolitane

    come questa….
    cit . https://guiodic.wordpress.com/2009/02/09/qualche-parola-su-kdenlive/

    per avere l’anteprima del filmato che si va a caricare, occorre selezionare la visualizzazione dell’anteprima dalla finestra di caricamento. KDE, purtroppo, non usa l’anteprima come icona del filmato al modo di GNOME, ma la mette accanto, visibile solo se si seleziona il file. E qui i creatori di Kdenlive non possono farci nulla (quella finestra è una finestra di KDE, non di Kdenlive).

    che era veramente :S scusami da bimbominkia windoslike

    ora qui ti ho ripreso per la vorticosità supposta di kde cosa non vera. tra parentesi se uno non mette ppa esterni kde rimane quello della distro… se uno vuole cambiare allora è colpa dell’utente…

    Per piacere non alimentare cose non vere. non credo di aver mai scritto su gnome sul mio blog semplicemente perchè non lo uso e quindi non mi permetto di dare valutazioni personali sommarie e distorte.

    • 12 dicembre 2010 alle 23:28

      Come vedi ho riconosciuto l’errore e l’ho corretto.
      Se dovessi citare le cavolate che hai scritto tu su OpenGL nel forum di ubuntu-it… penso ne usciresti umiliato. Niente a che vedere con una piccola svista come questa.
      Comunque sia vedo che continui a parlare d’altro.

      • nowardev
        13 dicembre 2010 alle 9:19

        opengl ? xD credo di non aver mai trattato l’argomento …. anche perchè non mi è mai interessato più di tanto … quindi o ti sbagli o non ricordo io.Riportali se credi. Poi in un forum dal mio punto di vista non si fa informazioni vera e propria..di solito le cazzate le si scriveva nel bar… quindi il taglio era sicuramente da pirla… in un blog semiserio direi che certe cazzate… sono alquanto spiacevoli…

        beh ma anche se fosse… vedi un conto è parlare di opengl e dire cazzate un conto è … continuare sottilmente ad alimentare leggende metropolitane desktop contro desktop… siamo su due piani diversi.

        Lo hai corretto perchè qualcuno te l’ha detto …. come vedi c’è una grande differenza intellettuale… tu in quei casi non fai INFORMAZIONE , fai DISINFORMAZIONE quello che ti voglio sottolineare ancora una volta è che differenza tra la situazione :

        1 non lo so e mi sto zitto , o dico di non saperlo || o dico di non usarlo e rispetto il lavoro altrui benché non lo usi.

        2 non lo so e lo denigro perché il mio è meglio. ce l’ho più lungo.

        sembra di leggere aranzulla che dice: linux non va (perchè non mi degno di leggere come compilare un driver) quindi è meglio windows . oppure mac è superiore a linux e lo umilia…bah.

        la tua piccola ,anzi le tue piccole sviste sono sempre quelle bla bla bla kde na merda bla bla bla.

        o del tipo questo è superfico il resto è merda compete != umilia

        E’ sempre quel fastidioso concetto che per emergere bisogna denigrare e distruggere l’avversario…

        i mali del mondo :
        il senso di superiorità,ignoranza, la paura.

        Se dai un taglio informativo al tuo blog deve essere informazione altrimenti fai un po come il nano malefico….

        • 13 dicembre 2010 alle 10:21

          Ah, adesso non ricordi…. molto comodo🙂

          • nowardev
            13 dicembre 2010 alle 10:29

            🙂 sono quasi sicuro di non aver mai parlato di opengl
            ma… visto che esiste la possibiltà che non mi ricordi lascio aperta la strada…citami se credi ma … come detto …criticare || dire cazzate in un bar su opengl è una cosa, desktop war || disinformazione su un blog con taglio serio è un altra.

          • 13 dicembre 2010 alle 11:21

            Sei shouldes sul forum di Ubuntu-it? Mi pare proprio di sì.

  40. nowardev
    13 dicembre 2010 alle 11:46

    no…. fui lumin non ho citato a caso.

    • 13 dicembre 2010 alle 12:20

      ah e allora ti chiedo scusa, ero proprio convinto che fossi tu.

      • nowardev
        13 dicembre 2010 alle 12:40

        bene allora io ti chiedo anche io scusa se ti ho rotto le balle,anche parlando di altro , ma ad alcune cose ci tengo , soprattutto se una persona si dimostra competente ma pecca in maniera veniale di” fazismo”, spero di averti fatto capire il mio punto di vista anche se guerreggiando.
        Riconosco che siamo sempre sulla stessa barca guidata da un ubriaco xD

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