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20 punti per migliorare GNU/Linux?

19 novembre 2010

Questo articolo sta facendo abbastanza discutere nel web:
http://itmanagement.earthweb.com/osrc/a … -Fixes.htm

Riporto i titoli, come tradotti da Muflone. In corsivo le mie personali considerazioni. Se volete discuterne vi invito però a farlo su Linux Quality Help:  http://www.linuxqualityhelp.it/supporto/viewtopic.php?f=30&t=9341&start=0

1- Focalizzarsi innanzitutto sull’utente casuale e dopo sul geek (esperto tecnologico)
La maggior parte degli utenti casuali non sono capaci di destreggiarsi tra i problemi e quasi sempre non hanno nemmeno la competenza di chiedere su Google o nei forum la domanda corretta.
Sono d’accordo, è l’obiettivo di Ubuntu. Alcuni sostengono che però questo spinge gli esperti verso distribuzioni più “dure”. In qualche caso è vero, ma in realtà quello che puoi fare con Slackware lo puoi fare pure con Ubuntu. Piuttosto, molti sono attratti dalle distribuzione rolling (Arch, Debian sid) data l’eccessiva “fissità” di Ubuntu. E questo è secondo me un problema che l’articolo non considera affatto.

2- Funzionalita’ di sincronizzazione OTA (Over the air)
Un maggiore numero di servizi di sincronizzazione dei dati come avviene sugli smartphone, simile a Ubuntu One e Dropbox

In generale sarei d’accordo, a patto però che ci siano rigide politiche di tutela della privacy

3- Meno politiche software, l’utente principiante molto difficilmente si interessa alla logica FLOSS anche conoscendola, egli vuole un sistema funzionante
Per me l’obiettivo è invogliare la gente a usare il software libero, non “linux” in quanto tale. Non ha senso promuovere GNU/Linux e poi però incentivare l’uso di software proprietario. E’ come promuovere l’auto a idrogeno aumentando le pompe di benzina…. Piuttosto meglio tenersi Windows e usare programmi open source che fare il contrario.
Discorso un po’ a parte si può fare su alcune cose. Ad esempio i codec sono in generale software libero anche se leggono formati proprietari. Qui però c’è un problema legale riguardo i brevetti. Anche la distribuzione di programmi proprietari di uso comune (flash, driver) è spesso ristretta dalla licenza. In ogni caso l’installazione di queste cose è ormai talmente banale che semmai è Windows a dover “imitare” (come ha iniziato a fare) i comportamenti di alcune distribuzioni come Ubuntu.

4- Rinascita delle distribuzioni specializzate
Prima del grande successo di Ubuntu c’erano molte distribuzioni specializzate per certi scopi (firewall, NAS, servizi di condivisione office) ma adesso stanno sparendo. Proviamo a pensare a distribuzioni specializzate per settori particolari, ad esempio una stazione radio.

mah! onestamente è preferibile avere delle collezioni di pacchetti o repository con software aggiuntivo da installare sulla distribuzione di base. Comunque in alcuni casi specifici può tornare utile avere una distro pronta “out-of-the-box”. Ma già ne esistono tante, non vedo dove sia il problema

5- Maggiore attenzione alle distribuzioni differenti da Ubuntu
Si tratta di un’arma a doppio taglio, il maggior successo di Ubuntu puo` riflettersi in una cattiva pubblicita` per Linux in quei casi in cui Ubuntu non si rivela all’altezza

Mi sembra un po’ un controsenso. Di solito ci si lamenta dell’eccessiva frammentazione, non del contrario. Per l’utente medio certo Fedora non è adatta. Le altre distro, se sono in crisi, non è mica per “colpa” di Ubuntu.

6- Fare le cose funzionanti
Maggiore cura a dettagli importanti, maggiori test, meno versioni buggate di serie

Detta così sembra che la gente lo faccia apposta ad rilasciare programmi buggati. E in effetti è così :). E’ proprio il modello open source. L’attenzione va data a rilasci LTS e soprattutto ci vorrebbe maggiore supporto *dopo* il rilascio.

7- Un CD di controllo compatibilita’
Offrire la possibilita’ di verificare tutto l’hardware presente prima di passare all’installazione del sistema operativo per scoprire che talune periferiche non funzionano. Non solo qualcosa come il programma Test del sistema presente nel menu ma qualcosa di piu’ sistematico basato su database di periferiche funzionanti e soprattutto non funzionanti

Il cd live in fondo è questo. Altri s.o. non permettono un controllo così “dal vivo”. Comunque OpenSolaris (RIP) aveva proprio una cosa del genere, non sarebbe male portarla su GNU/Linux.

8- Incontri ed eventi
Talvolta si fanno incontri ma sono mal organizzati e popolati dei soliti geeks, bisognerebbe dare un’immagine migliore e presentare informazioni interessanti per gli utenti che normalmente non sono interessati

In realtà già si fanno molti incontri per non-geek. Ma soprattutto corsi, che sono la cosa più importante.

9- Trovare il modo di monetizzare
Si commenta da se’ ma non si parla delle big come RedHat e Canonical, ma di piccoli business sviluppati su guide per principianti e assistenza.

Difficile monetizzare cose del genere, l’utente casalingo non vuole pagare. Piuttosto, una delle ottime novità di Ubuntu natty dovrebbe essere la possibilità di fare una donazione dal Software Center. Speriamo la realizzino davvero, considerando la massa di utenti Ubuntu sarebbe davvero un ottima base.

10- Documentazione
Una parte c’e` ma spesso manca e talvolta e` obsoleta da molti anni

La colpa spesso è degli utenti che non partecipano. Scrivere codice è una cosa, ma scrivere documentazione è molto più alla portata di tutti. Piuttosto spesso è carente la documentazione delle librerie per la programmazione, spesso mancano esempi d’uso che sono fondamentali invece, questo sì.

11- Un approccio serio al Wi-Fi
Siamo nel 2011 e ancora oggi esistono gravi problemi con certe periferiche wireless non compatibili

Mi sembra uno sfogo puerile. Se non sono compatibili che si pretende? migliaia di programmatori s’ammazzano per fare reverse engineering delle più svariate periferiche, persino il coso della Microsoft appena uscito….

12- Abbracciare i tecnici Windows
Coinvolgere i tecnici e gli installatori di Windows che potrebbero portare altre persone a Linux o consigliarlo ai loro clienti/amici

Bello ma… non vedo come.

13- Partizione home dedicata
Preparare la partizione home di serie direttamente dall’installatore, meglio se con una procedura guidata a questo scopo

Giusto.

14- Ritorno alla versione precedente
Fornire una procedura testata e funzionante per ritornare alla versione precedente per garantire una procedura di aggiornamento sicura

Cosa molto complicata da fare in modo realmente affidabile, a meno di non fare un backup. Mi pare siano altre le priorità.

15- Un approccio amichevole al software proprietario
Preferirei un approccio amichevole al software open source… che è ciò che davvero manca, visto che gli utenti sono poco informati su cosa sia l’open source. Vale lo stesso discorso del punto 3.

16- Scelta del browser desiderato sin dall’installazione
Ma anche no. Domani si pretenderà di scegliere il lettore musicale, il programma di posta, ecc. facendo venire meno qualsiasi idea progettuale su una distribuzione.

17- Alternative a Microsoft Exchange
Esigenza molto sentita in azienda per la migrazione. Comunque ciò che fai con exchange lo puoi fare con vari sw open source. Piuttosto è l’integrazione tra piattaforme diverse a dover essere migliorata, Samba4 lavora su questo. Ovviamente se MS ogni volta cambia le carte in tavola è una fatica di Sisifo.

18- Un marketing capace
Si potrebbe partire da articoli fatti meglio di questo. ;-D

19- Una nuova vita a LibreOffice
LibreOffice ha una grande possibilita’, presentarsi come alternativa migliore e piu` aggiornata a OpenOffice.org.

E’ nato anche per questo, mi pare lapalissiano.

20- Essere Linux, non un clone di Windows o di OSX
Se l’autore fosse onesto, dovrebbe cancellare diversi punti dell’articolo visto che si chiede di imitare Windows e Mac.

 

Commenta su Linux Quality Help:  http://www.linuxqualityhelp.it/supporto/viewtopic.php?f=30&t=9341&start=0

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