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Caro Nichi, ripensaci

Oggi è stato dato l’annuncio che Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, ha firmato un accordo con Microsoft i cui contenuti, francamente, non sono molto chiari. Contemporaneamente Vendola ha anche annunciato che la Regione Puglia adotterà l’open source nella pubblica amministrazione.

Due notizie che secondo me non stano insieme. Sono un sostenitore di Nichi, mi piace quel che dice, mi piace quel che fa, e l’ho sostenuto con tutte le mie forze per le primarie in Puglia. Non posso però tacere sopra questa scelta, perché “sono amico di Platone, ma sono più amico della verità”.

Per me il software libero non è una questione di scelta tra prodotti. Non uso GNU/Linux perché lo trovo migliore di Windows (be’ anche per questo) ma perché condivido l’idea filosofica che ne è alla base: libertà, condivisione. O se vogliamo: conoscenza come bene comune.

Penso che il mondo debba liberarsi dal software proprietario che, come ho cercato di dire tante volte, rappresenta un cancro per il progresso della tecnologia e del sapere. Per lo stesso motivo credo che vada rivisto il copyright, che vadano aboliti certi tipi di brevetti, che vada promosso il sapere libero di Wikipedia, eccetera eccetera.

Non si può firmare un accordo con Microsoft e poi dire “ma io sono per l’open source”. E’ come dire che uno è per il solare e l’eolico ma poi firmare un accordo con la Shell o qualche altro produttore di petrolio.

Ecco, è una narrazione triste di un modo di fare politica che non vuole scegliere dove stare. Una scelta che mi sarei aspettato magari da altri, ma non da lui.

Per questo la prossima settimana partirà un appello, da me firmato, per chiedere che Nichi ritiri la sua firma dal protocollo e invece promuova un patto tra aziende seriamente impegnate nell’open source, siano locali, nazionali o multinazionali. Se vuole starci, Microsoft può essere della partita, ma alle regole del software libero, non alle sue.

  1. Edoardo
    25 novembre 2010 alle 22:21

    Hai tutta la mia stima Guido, ottima iniziativa.
    Tienici informati per sapere dove firmare.

  2. Abominable Snow Tux
    25 novembre 2010 alle 22:24

    Secondo me Nichi non ha chiaro cosa sia l’opensource… e direi che è anche normale… quante persone sanno fino in fondo cosa significhi?

  3. MasterPJ
    25 novembre 2010 alle 22:26

    Concordo, tienici bene informati con un giga annuncio per sapere dove firmare.

  4. PerryGi
    25 novembre 2010 alle 22:39

    Anche io firmerò!

  5. shishimaru
    25 novembre 2010 alle 22:47

    È quel che ho detto anche io ma come al solito… vabbè.
    Era proprio ciò che intendevo: Nichi dice di impegnarsi col software libero ma usera Microsoft per ridurre il digital devide. Ma COME? Perchè,in che modo? L’accordo cosa stipula?

  6. shishimaru
    25 novembre 2010 alle 22:52

    A proposito. Dice che non vale la pena tenersi il software closed e Microsoft con Apple e company nemiche. Va benissimo,ma non basta semplicemente ignorarle? Non è che Microsoft ha fatto qualche atto “mafioso” (vedere le virgolette,per favore) come al solito?

  7. Randagio
    25 novembre 2010 alle 23:33

    è come dire: ipocrita……praticamente!!!

  8. nomenomen
    25 novembre 2010 alle 23:37

    Nonostante sia io pugliese e Nichilista convinto sosterrò sicuramente l’iniziativa di Guido. Dalle dichiarazioni di Vendola sull’argomento si capisce comunque che ha presente la differenza tra software open e closed Penso che abbia preso una decisione consapevole e quindi, probabilmente, condivisibile (parla di neutralità, velocità delle connessionie, cloud computing)

    Cmq detto sinceramente mi pare fuffa pre campagna elettorale:

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/24-novembre-2010/regione-microsoft-firmato-accordonascera-centro-competenza-1804238336363.shtm

  9. Mirko
    25 novembre 2010 alle 23:50

    Essendo in campagna elettorale, potrebbe essere il momento giusto per far sapere la nostra. Chissà che non gli venga in mente di portare la discussione a livello nazionale!

  10. lucapas
    26 novembre 2010 alle 0:16

    Ecco cosa si ottiene a sostenere i politici. Purtroppo questi qua so tutti uguali: parole, parole, parole, solo per ottenere voti! E poi mi faccio i … miei che tanto in realtà non ho nessun ideale.
    Comunque straquoto quanto dici e sono pronto a firmare.

  11. clodiopulcro
    26 novembre 2010 alle 0:36

    Questa volta nichi mi ha deluso, firmerò anch’io l’appello

  12. Lumaga
    26 novembre 2010 alle 1:05

    Bravissimo Guido…come hai sottolineato nel tuo articolo le due cose non stanno insieme…e non potranno mai esserlo.
    Firmerò l’appello, sperando nella buona fede e nell’intelligenza di Nichi.

  13. Trap
    26 novembre 2010 alle 7:42

    ATTENTI. Ricordatevi che in campagna elettorale è “prassi” fare promesse, promesse, promesse, promesse. Chiunque sia.

  14. Ermes_85
    26 novembre 2010 alle 8:10

    Grande Guido.

  15. 26 novembre 2010 alle 8:15

    Sottoscrivo l’appello. Anch’io sono sostenitore di Vendola, ma questa scelta mi ha stupito, e mi ha stupito ancora di più il suo chiarimento.

  16. ken
    26 novembre 2010 alle 8:21

    Bravo!!! Concordo pienamente con il tuo pensiero…..effettivamente da Vendola non me lo sarei mai aspettato.
    Un’altro che predica bene e razzola male?

  17. scay
    26 novembre 2010 alle 9:46

    ciao ho letto con attenzione il tuo articolo mi piace e condivido su tutta la linea
    volevo solo dire che oggi non serve più essere pdl (predoni della liberà) o pd (predoni liberi) l’impotante e essere un politico, puoi dire e fare quello che vuoi Tanto non ti succedera mai di pagare per i tuoi errori

  18. MarcPag
    26 novembre 2010 alle 10:15

    Ciao Guido anche io sono pienamente concorde con te ed allo stesso tempo non mi hanno per nulla convinto le parole dette da Nichi sul suo blog.
    Non avevano alcuna consistenza e logicità sembrava il discorso di un “cettola qualunque” erudito.
    Sono con te nella firma della lettera e coinvolgerò anche il mio GLUG il SaLUG! che credo tu conosca.
    Ciao a presto!

  19. Gippix
    26 novembre 2010 alle 11:18

    Giustissima la raccolta firme!!

  20. 26 novembre 2010 alle 12:36

    Se crei un banner lo metto nel mio blog (per piccolo che sia).

  21. 26 novembre 2010 alle 12:37

    Ti quoto al 100% !

  22. GioGio
    26 novembre 2010 alle 13:15

    Concordo con te Guido, nell’appello, che firmerò sicuramente, sottolinea bene il concetto filosofico del movimento open sorce. Ciao.

  23. McR
    26 novembre 2010 alle 14:38

    Quoto!
    Bravo Guido!

  24. 26 novembre 2010 alle 15:00

    Ben detto Guido…spero davvero che riusciremo a cambiare qualcosa

  25. christian m
    26 novembre 2010 alle 15:39

    guido, sei proprio un cretino ambulante, perche’ mai microsoft e l’opensource non dovrebbero coesistere? lo sai che la maggior parte del sw in circolazione open source e’ per windows?

    • 26 novembre 2010 alle 15:59

      cretino sarai tu, visto peraltro che se dici

      lo sai che la maggior parte del sw in circolazione open source e’ per windows

      non hai proprio capito un cavolo di quanto ho detto. Il problema non è il sistema operativo, appunto, è molto più importante l’applicativo. Ma è evidente che un protocollo con MS non serve a promuovere Windows in sè (tanto te lo trovi preinstallato, non hanno bisogno di farlo) ma MS Office, Sharepoint e le applicazioni server di Microsoft.
      Prima di parlare collega il cervello.

    • rai
      26 novembre 2010 alle 16:04

      vorrei sorvolare sulla forma squalificata della critica che usa l’insulto probabilmente per povertà dialettica.
      Vorrei invece segnalare che scopo della politica è proprio quello di intervenire sui rapporti e sulle cose reali (come un mondo in cui il capitale impera e ci vorrebbe compratori passivi dei suoi prodotti) e non limitarsi a prenderne atto. Quoto invece il post di Guido e sono pronto a firmare e a fare firmare l’appello.

  26. 26 novembre 2010 alle 15:49

    Siamo sicuri che serva a qualcosa? Uno non è che può cambiare idea su un contratto già firmato. Certo può pentirsene ma diventa difficile annullarlo…

    • 26 novembre 2010 alle 15:56

      non è un contratto, è solo un protocollo d’intesa.

  27. Mimmo Carini
  28. 26 novembre 2010 alle 19:04

    Ciao Guido, sono Fabio Viola del SaLUG!, come Marco ti ha anticipato anche il SaLUG! sta attivamente discutendo di questo tema caldo e stiamo cercando di convincere quanta piu’ gente possibile a firmare l’appello che invierai al presidente Vendola. Hai il mio appoggio, grande iniziativa!

    Saluti,
    Fabio

    • 26 novembre 2010 alle 20:46

      grazie! ti mando il testo per email, lo pubblicheremo lunedì

  29. 26 novembre 2010 alle 20:13

    Ciao guido, tu mi conosci, sai che sono stato un fermo sostenitore di Nichi alle scorse elezioni, e che faccio parte della fabbrica (ormai fantasma, spero si riprenderà) della mia città. MA nonostante questo sono d’accordo con te. Nichi ha sbagliato. Sono però sicuro che l’errore è stato causato da ignoranza circa l’ambito dell’open source. promuovo quindi la tua petizione, Nichi è una persona ragionevole che dà importanza al popolo. Quando si renderà conto di aver sbagliato, e di non godere del beneplacito di tutti, cambierà sicuramente idea😉.

  30. 26 novembre 2010 alle 20:28
  31. pirro
    26 novembre 2010 alle 20:49

    Io non ho mai votato per il partito di Vendola, ma sono un sostenitore del software libero

    ho visto un po in giro nei vari blog che trattano questa notizia e alla fine l’unica cosa che esce fuori sono spesso discorsi politici contro Vendola, da parte dei sostenitori del software libero.

    Mi stanno bene le critiche costruttive, ma non i giudizi fatti senza conoscere bene le cose.

    Prima di criticarlo ferocemente (spesso non sono critiche ma semplici insulti), cercate anche di capire ben che tipo di accordo ha fatto, perchè non mi sembra che ha rinunciato nel sostenere il software libero.

    ah, e per quelli che non lo sanno, software libero non significa che non costa nulla. Lo so che molti lo sanno, ma non diamolo per scontato.

    • 26 novembre 2010 alle 21:54

      Pippo, il problema è che, come si evince anche dal filmato che hai linkato, si parte dal posto sbagliato. E’ come se vuoi fare una campagna contro l’inquinamento e invece di andare da legambiente ti rivolgi a qualche industria inquinatrice come l’ILVA di Taranto.

      • pirro
        26 novembre 2010 alle 23:07

        ottimo esempio🙂

        una cosa che non so, e mi scuso per la mia ignoranza
        (io sono un semplice utente e promotore del software libero)
        è se i rappresentanti del software libero (rappresentanti inteso come associazione) ha cercato nei mesi passati un contatto con Vendola.
        Non sono pochi giorni che Vendola dice di promuovere il software libero.
        Se questo contatto non è stato mai cercato, forse dovremmo fare anche qualche autocritica, ovviamente in senso costruttivo.
        Se questo contatto già c’è stato, mi scuso anticipatamente.

        Cmq posso farti un altro esempio come hai fatto tu.
        Io sono un’imprenditore che opera nel settore dell’edilizia ecologica.
        Se un cliente viene da me e mi chiede di migliorare la propria casa o di farne una nuova di classe A, non posso dirgli:
        “Mi dispiace ma tu sei venuto qui con un’automobile a benzina, quindi come cliente sei poco attendibile perchè non hai a cuore la salvaguardia dell’ambiente”

        Se mi comportassi così, non sarei d’aiuto alla mia causa.
        Questo per farti capire che alcune dipendenze non è semplice toglierle dall’oggi al domani.
        Credo che ci sia bisogno di un piano per effettuare una rivoluzione nella pubblica amministrazione.

        In buona sostanza, non dobbiamo aggredire chi è disposto a fare questa rivoluzione, sia esso un politico di sinistra che un politico di destra.
        Se alziamo i muri davanti a queste persone, non miglioreremo mai la situazione.

        Molti si sono lamentati per il suo post e per quello che c’è scritto.
        Quello è una semplice idea politica. Obbiettivi a grandi linee.
        Non potete pretendere una tesina sull’informatica nella pubblica amministrazione.

        Le critiche mi vanno bene, ma gli attacchi gratuiti e senza reali contenuti, mi sembrano deleteri per la causa.

        PS: non è una critica alla tua iniziativa e solo la mia idea per far capire ai politici che si può migliorare, ma con il dialogo e non con le prese di posizione.

  32. 28 novembre 2010 alle 18:07

    Se posso dire la mia, come ho risposto ad un commento sul mio blog:

    Io credo che Vendola abbia buone intenzioni. il problema è che MS e il Software libero non si sposano facilmente, motivo che spiega il fiorire delle polemiche.

    più che lasciarmi perplesso, mi dispiace che non abbia molte persone attorno che si intendano di FLOSS. bisogna tenere conto che l’accordo non l’abbiamo letto e quindi non possiamo dire se è benefico o no. Certo, tutti percepiamo che un accordo con la MS sia una cosa maligna perché abbiamo il pregiudizio di Microsoft è il male. Però in giro ho letto che si parlasse di “studi di interoperabilità” con il software libero… fino a che punto le intenzioni siano buone non possiamo saperlo. Di sicuro il post che lui ha scritto a mo’ di scusa è poco chiaro.

    • 28 novembre 2010 alle 23:18

      Il protocollo parla di interoperabilità tra diverse PA. Con strumenti Microsoft però!

  33. Domenico
    28 novembre 2010 alle 23:21

    Ma avete idea di che costo avrebbe (RI)formare tutti i dipendenti pubblici per usare oper source, trovare chi scriva tutto il software che non esce su piattaforma linux, scrivere driver per apparecchiature magari obsolete, senza contare l’assistenza e il supporto…
    Dove pensate si possa andarli a prendere tutti sti soldi?
    Inconfronto le spese di licenza pagate a microsoft sono spiccioletti…

    • 28 novembre 2010 alle 23:43

      Moltissime amministrazioni pubbliche e private *lo hanno già fatto*, questa dei costi è una scusa per l’immobilismo.

  34. Max
    29 novembre 2010 alle 0:52

    Solo qualche modesta considerazione.
    Lavoro da circa 10 anni nel settore dell’IT e progetto software su piattaforme e tecnologie Micosoft. Seguo con attenzione ed interesse il dibattito sull’open source ma credo che spesso si affronti il problema con una visione ingenua delle cose che non tiene conto della realta’ sociale nel suo complesso.
    Per fugare ogni incomprensione, credo sia bene cominciare con il partire da quello che l’open-source rappresenta e vuole affermare, ossia:
    “Il principio che il software sia una forma di conoscenza che vada condivisa liberamente tra gli esseri umani senza nessuna restrizione di tipo economico e sociale”.
    Chi condivide questo principio, ed io ne sono un convinto assertore, credo che non possa limitarsi ad una critica ideologica contro il software prodotto dalla Microsoft. Questa visione manichea, ha ragione Nichi, rischia di porre in essere una Guerra Santa che avra’ il solo effetto di sostituire al feticcio del CopyRight quello del CopyLeft.
    Io credo che viviamo in un epoca, “the information age”, “the network age”, che si caratterizza molto piu’ delle epoche industriali precedenti nello sfruttamento del lavoro cognitivo e del sapere degli uomini come mezzo per produrre profitto (“General Intellect”)
    Il software, come forma di conoscenza, non lo produce solo la Microsoft, ma e’ strutturale nel sistema di produzione di questo capitalismo.
    In questi anni ho fatto diverse esperienze come esperto IT ed ho incrociato le piu’ diverse e disparate forme di business: dalle organizzazioni governative, alla chimica, dalla finanza al settore educativo, dall’e-commerce al settore dei media.
    Quindi, tornando alla questione che qui si dibatte, io credo che sia davvero fuorviante e ingenuo porre la questione nei termini “Microsoft si / Microsoft no”?
    La question dell’open-source non puo’ che essere affrontata in maniera “radicale”, ovvero andando alla radice del problema: quale tipo di sistema di produzione puo’ garantire che la conoscenza venga liberamente e gratuitamente condivisa tra gli esseri umani?
    Max Civino
    Microsoft Team Leader

    • 29 novembre 2010 alle 1:15

      Quindi, tornando alla questione che qui si dibatte, io credo che sia davvero fuorviante e ingenuo porre la questione nei termini “Microsoft si / Microsoft no”?

      non mi pare che qualcuno lo faccia. Lo stesso discorso varrebbe per la Apple, ad esempio.

      quale tipo di sistema di produzione puo’ garantire che la conoscenza venga liberamente e gratuitamente condivisa tra gli esseri umani?

      per adesso solo il software libero, in ambito informatico, ha fatto ciò.Difatti nato proprio per questo scopo.
      In altri ambiti lo stesso principio prende nomi diversi: creative commons, ricerca libera, libertà di parola, ecc.

      Questa visione manichea, ha ragione Nichi, rischia di porre in essere una Guerra Santa che avra’ il solo effetto di sostituire al feticcio del CopyRight quello del CopyLeft.

      è come dire: una guerra manichea tra libertà e oppressione o una guerra manichea tra rispetto dell’ambiente e sua distruzione.
      Perché fondamentalmente di ciò parliamo. Il modello di produzione del sw proprietario è inquinante della libera ricerca informatica. E’ come se si mettessero sotto chiave le formule matematiche, sarebbe assurdo, eppure è ciò che si fa con il software proprietario.

      • Max
        29 novembre 2010 alle 12:45

        Quindi, tornando alla questione che qui si dibatte, io credo che sia davvero fuorviante e ingenuo porre la questione nei termini “Microsoft si / Microsoft no”?
        non mi pare che qualcuno lo faccia. Lo stesso discorso varrebbe per la Apple, ad esempio.

        R:
        Lo stesso discorso vale per l’economia globale!
        Il punto e’ che la produzione di software non riguarda soltanto i colossi informatici come la Microsoft, la Apple, Oracle etc.. ma e’ strutturale al sistema di produzione della societa’ capitalistica contemporanea.
        Paradossalmente, il principio della proprieta’ intellettuale vale anche per molte organizzazioni che si collocano al di fuori del sistema di produzione capitalistico. A titolo di esempio, ho lavorato come consulente su progetti software per le Nazioni Unite (ICC-UN) e per la Direzione Nazionale Antimafia ed in ciascuna di queste esperienze sono stato vincolato contrattualmente a non distribuire o condividere il codice prodotto.
        Dovrebbe quindi il movimento open-source attivarsi per boicottare le Nazioni Unite e la lotta alla mafia!? Ovviamente la domanda e’ solo una stupida provocazione per sottolineare quanta ingenuita’ si cela dietro la logica della battaglia sull’open-source.

        quale tipo di sistema di produzione puo’ garantire che la conoscenza venga liberamente e gratuitamente condivisa tra gli esseri umani?
        per adesso solo il software libero, in ambito informatico, ha fatto ciò.Difatti nato proprio per questo scopo.
        In altri ambiti lo stesso principio prende nomi diversi: creative commons, ricerca libera, libertà di parola, ecc.

        R:
        Ovviamente il software libero non e’ un sistema di produzione per il fatto evidente che il mondo ed il sistema economico dominante e’ basato su rapporti di forza dove la stragande maggioranza dei lavoratori e’ salariata. Non e’ certo il movimento open-source a decidere cosa, quanto e come produrre.

        Questa visione manichea, ha ragione Nichi, rischia di porre in essere una Guerra Santa che avra’ il solo effetto di sostituire al feticcio del CopyRight quello del CopyLeft.
        è come dire: una guerra manichea tra libertà e oppressione o una guerra manichea tra rispetto dell’ambiente e sua distruzione.
        Perché fondamentalmente di ciò parliamo. Il modello di produzione del sw proprietario è inquinante della libera ricerca informatica. E’ come se si mettessero sotto chiave le formule matematiche, sarebbe assurdo, eppure è ciò che si fa con il software proprietario.

        R:
        Posta in questi termini la questione e’ solo una banalizzazione. Ovviamente la visione manichea a cui io mi riferisco non e’ la scelta tra liberta’ e schiavitu’ma il limite di analisi e prospettiva che spesso emerge nelle battaglie del movimento open-source al fine di raggiungere l’obbiettivo di una libera circolazione del sapere. Per fare un esempio, non credo che dare il diritto di parola agli schiavi elimini la “schiavitu”. Cosi come nn credo che la scelta del software Open-Source nelle pubbliche amministrazioni possa cambiare lo stato delle cose esistenti.
        Lavoro come team leader in un’azienda di media e progettiamo software su tecnologie Microsoft .NET. Usiamo tecnologie open-source che si integrano perfettamente con tecnologie ti tipo Microsoft ( a titolo di esempio cito solo NHibernate). Questo ovviamente non cambia di una virgola la natura del nostro modo di produrre, per il semplice fatto che la propieta’ intellettuale del software che sviluppiamo continua ad appartenere all’azienda, con Microsoft o senza!

        Io credo che il movimento open-source dovrebbe allargare le sue vedute e fare un analisi molto piu’ di sistema. Ad esempio, io credo sia molto piu’ efficace mobilitarsi per uno sciopero di tutti i lavoratori al fine di eliminare qualsiasi tipo di vincolo contrattuale sulla proprieta’ intellettuale. Quella si che sarebbe una bella sfida!

        • 29 novembre 2010 alle 13:37

          Dovrebbe quindi il movimento open-source attivarsi per boicottare le Nazioni Unite e la lotta alla mafia!?
          Confondi chi usa strumentalmente il software per il suo lavoro da chi invece lo produce commercialmente. Il software che tu hai prodotto è software privato, no proprietario. E’ un concetto differente. Anche la GPL ammette tranquillamente il software privato.

          Ovviamente il software libero non e’ un sistema di produzione per il fatto evidente che il mondo ed il sistema economico dominante e’ basato su rapporti di forza dove la stragande maggioranza dei lavoratori e’ salariata. Non e’ certo il movimento open-source a decidere cosa, quanto e come produrre.
          Scusa ma qui prendi una grossa cantonata. Il software libero è un oggetto, il sistema di produzione è la condivisione, soprattutto attraverso la rete. Cosa c’entra il movimento open-source? nulla. Ci sono aziende che producono software open source come ce ne sono che producono sw proprietario. Non capisco quindi che senso ha la tua obiezione.

          Per fare un esempio, non credo che dare il diritto di parola agli schiavi elimini la “schiavitu”. Cosi come nn credo che la scelta del software Open-Source nelle pubbliche amministrazioni possa cambiare lo stato delle cose esistenti.
          Non è vero, le esperienze in atto dimostrano il contrario, l’uso del sw libero è un fattore di democratizzazione.

          Ad esempio, io credo sia molto piu’ efficace mobilitarsi per uno sciopero di tutti i lavoratori al fine di eliminare qualsiasi tipo di vincolo contrattuale sulla proprieta’ intellettuale. Quella si che sarebbe una bella sfida!

          ma assolutamente no. Se lavoro per un’azienda, sarà l’azienda poi a decidere se distribuire il software oppure continuare a tenerselo. Non il lavoratore-programmatore. Questo sarebbe assurdo. E’ come pretendere che l’operaio della Fiat decida le modalità di vendita delle automobili.
          Ovviamente nel momento in cui l’azienda distribuirà il software, se deciderà di farlo, io mi batterò perché sia rilasciato sotto una licenza libera. Ma il programmatore che ha lavorato per quell’azienda non c’entra nulla in questa questione.

  35. pirro
    29 novembre 2010 alle 15:38

    http://www.regione.puglia.it/index.php?page=delibere&opz=view&id=2075

    Art. 4
    (Natura del rapporto)
    1. Le Parti si danno reciprocamente atto che con il presente Protocollo non intendono costituire
    alcuna esclusiva di rapporto, rimanendo di conseguenza libere di stringere e sottoscrivere con
    terzi accordi analoghi.
    2. Le Parti si danno reciprocamente atto che il presente Protocollo non dà diritto ad alcun
    compenso, rimborso spese e/o gettone di presenza.

    • 29 novembre 2010 alle 15:59

      Si e quindi? Se tu fossi un sostenitore dell’agricoluta biologica e tipica, sottoscriveresti un accordo con la Monsanto?

      • pirro
        29 novembre 2010 alle 16:44

        il mio è un commento per quelli che parlavano di costi e a quelli che pensano che vendola avesse chiuso le porte al open source.

        Facendo l’avvocato del diavolo posso dirti che se fossi un’azienda e mi propongono un’accordo dove io non devo cacciare una lira, questo accordo lo faccio, sopratutto se mi lascia la libertà di scegliere anche i prodotti della concorrenza

        • 29 novembre 2010 alle 16:48

          Sì ma qui non è un problema di scelta di un prodotto rispetto ad un altro, è un problema di indirizzo politico, sennò con questa logica facciamo mettere una bella centrale al carbone che tanto alla Regione mica costa nulla… no?

  36. pirro
    29 novembre 2010 alle 17:15

    la comunità dell’open source poteva firmare un’intesa del genere?

    non è una domanda per polemizzare, ma è per capire veramente cosa l’open source può fare.

    • 29 novembre 2010 alle 19:12

      In Italia hanno loro sedi Red Hat, Novell, IBM, Google ecc.
      Non c’è nessuna difficoltà a contattarle.

      • pirro
        30 novembre 2010 alle 1:22

        bene, ma perchè in questi anni, da quando vendola ha dichiarato di voler adottare open source, nessuno si è fatto avanti?
        Non si ottengono grandi risultati se resti ad aspettare che vengano a bussarti alla porta.

        I questi giorni ho letto troppe cose scritte con superficialità,
        non mi riferisco a te e sicuramente io pure avrò scritto qualche scemenza, ma ammetto la mia ignoranza.
        Io ho visto attaccare una persona spesso in modo gratuito, approfittando di quest’intesa, per gettare fango su una persona che è stata sempre aperta verso l’os.
        Quando sento persone che dicono: “preferisco un politico che l’os non lo tiene in minima considerazione ad un politico che ha sempre mostrato interessamento verso il mondo os”
        beh, mi è sembrato un po stupido come ragionamento, sopratutto senza leggere il tipo di accordo.

        Mi dispiace, ma io quando vedo una partita, tifo sempre per la squadra che in quel momento sta perdendo e tu in questa partita sei partito senza ombra di dubbio vincendo 3 a 0.

        e cmq io non voto vendola e sopratutto uso e insegno ad usare (sempre nel mio piccolo) ubuntu

  37. 30 novembre 2010 alle 1:57

    bene, ma perchè in questi anni, da quando vendola ha dichiarato di voler adottare open source, nessuno si è fatto avanti?

    Non è che la cosa sia stata sbandierata, io non gliel’ho mai sentito dire, né a lui né ai suoi assessori, c’era solo un compagno di SEL che sapevo che curava un progetto di legge ma poi ci furono le elezioni e non se ne fece più nulla.

    • pirro
      30 novembre 2010 alle 14:02

      allora mi sembra strano che quando ha fatto queste dichiarazioni, nessuno lo è stato a sentire e oggi che ha fatto l’accordo con ms, tutti si sono ricordati di queste dichiarazioni e lo attaccano.

      Forse la comunità dovrebbe stare un po più attenta a chi si dichiara a favore dell’os e di non ricordarsi solo quando ormai hanno fatto la scelta sbagliata contrattando con ms

  38. 30 novembre 2010 alle 18:36

    Perdoni se sono eccessivo ma non ho visto alcun riferimento in questa sua risposta all’opportunità di adottare formati aperti e liberi…
    Si parla di reti, di trasmissione di dati, di fibra…
    ma dell’unica cosa che in realtà serve e che attraversa queste autostrade del sapere e cioè del dato stesso, nessun riferimento.

    Io sogno che i dati che mi manderà il signor Smith tra due anni io li possa aprire con i miei strumenti senza dovermi rivolgere a qualcuno per pregarlo di permettermi di aprire le mie cose…

    questo è il mio sogno, ma si sa sono sogni troppo piccoli

    Diaolin

  39. 26 novembre 2010 alle 20:29

    non so come è andato questo commento, guido lo puoi cancellare?

  40. 26 novembre 2010 alle 20:49

    va in automatico, anche tu sei su wordpress, se mi linki.

  1. 25 novembre 2010 alle 23:06
  2. 26 novembre 2010 alle 20:28

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