La risata evolutiva

1 novembre 2011 8 commenti

Quando si solletica un giovane orango, ci fa un’analoga smorfia piacevole e produce un rumore di soddisfazione, e, secondo Martin, i suoi occhi divengono nello stesso tempo più brillanti. Appena cessa questo riso, si vede passargli sulla faccia un’espressione, che, da un’osservazione di Wallace, può paragonarsi a un sorriso. Io ho notato qualche cosa di analogo nel chimpanzè.

Il dottor Duchenne – nè potrei citare autorità migliore – mi narrò d’aver conservato per un anno in sua casa una scimia perfettamente addomesticata; quando, al momento del pasto, ei le dava qualche leccornìa, vedea leggermente elevarsi gli angoli della bocca di lei, ed allora distingueva assai nettamente sulla faccia di questo animale una espressione di compiacenza simigliante ad un abbozzo di sorriso e che richiamava quel che di spesso si osserva sul volto dell’uomo.

— Charles Darwin, L’ espressione dei sentimenti nell’uomo e negli animali

Non è detto che ogni comportamento abbia una origine meramente evolutiva. In certi casi i nostri comportamenti sono il risultato collaterale dell’incremento della comprensione dovuto all’estensione della neocorteccia cerebrale nella nostra specie. Quando un sistema cognitivo diventa abbastanza complesso, come è accaduto alla nostra specie, esso è in grado, per così dire, di elevarsi al di sopra della semplice utilità nella lotta per la sopravvivenza (selezione naturale) o nella conquista del partner (selezione sessuale). La Volta della Capella Sistina non ha, di per sé, una spiegazione evolutiva. Non è utile né per la sopravvivenza né per la riproduzione del suo autore (il quale, peraltro, aveva simpatie per il suo stesso sesso e non ebbe mai figli). Tuttavia è quasi sempre possibile ripercorrere a ritroso l’evoluzione e cercare di capire perché una certa classe di comportamenti (non il singolo comportamento dell’uomo odierno ma i suoi corrispondenti primitivi), ha avuto successo nella selezione naturale. Leggi tutto…

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Lo starnuto e Darwin

31 ottobre 2011 7 commenti

Thus, from the war of nature, from famine and death, the most exalted object which we are capable of conceiving, namely, the production of the higher animals, directly follows. There is grandeur in this view of life, with its several powers, having been originally breathed into a few forms or into one; and that, whilst this planet has gone cycling on according to the fixed law of gravity, from so simple a beginning endless forms most beautiful and most wonderful have been, and are being, evolved.

Così, dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, segue direttamente il più esaltante effetto che siamo capaci di concepire: la produzione degli animali superiori. C’è del grandioso in questa visione della vita che, con le sue diverse capacità,  essendo stata originariamente infusa in poche forme o solo in una, nel mentre il nostro pianeta orbitava in accordo con l’immutabile legge di gravità, da un così semplice inizio, in infinite forme sempre più belle e meravigliose, si è, e si sta ancora, evolvendo.

— Charles Darwin, Sulla origine delle specie per mezzo della selezione naturale,
ovvero la conservazione delle razze favorite nella lotta per la vita
, Londra, 1859

Chiunque di noi nella sua vita ha avuto, più di una volta, l’influenza. Questa malattia si diffonde rapidamente a livello globale. A rigore non si tratta sempre della stessa malattia, ma di malattie simili causate da virus simili. Tali virus inizialmente attaccano gli uccelli selvatici, in seguito i polli e gli altri uccelli domestici e poi passano all’uomo, in genere attraverso il maiale. Non a caso le epidemie influenzali partono sempre o quasi dai paesi orientali dove gli allevamenti di polli e maiali sono moltissimi e tenuti in condizioni igieniche spesso non ottimali. L’eccessiva vicinanza tra l’uomo e le feci del bestiame favorisce il contagio. Leggi tutto…

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Neutrini contro Einstein (ma anche no) – quarta parte, in cui si parla di come la scienza è basata sui fatti mentre la religione è basata sui miti

23 ottobre 2011 36 commenti

Un po’ rivoluzione ma soprattutto evoluzione

Ammettiamo per un attimo che nel prossimo futuro gli esperimenti simili a quello di OPERA riproducano gli stessi effetti, anche usando metodi statistici differenti e più accurati, e si debba concludere che sì, i neutrini sono più veloci della luce. Come sarebbe giustificabile? Leggi tutto…

Neutrini contro Einstein (ma anche no) – terza parte

19 ottobre 2011 6 commenti

Un rilevatore di neutrini

 

I neutrini dispettosi

Il neutrino è una particella prodotta da alcune reazioni nucleari. Ad esempio il Sole, che funziona come abbiamo visto grazie alla fusione, ce ne invia in quantità esorbitanti. Avrei potuto dire “a tonnellate” se solo il neutrino avesse una massa. O forse ce l’ha. La questione è piuttosto complicata. Leggi tutto…

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Dennis Ritchie, altro che Jobs

13 ottobre 2011 24 commenti

L’8 ottobre è morto Dennis Ritchie. Insieme a Ken Thompson fu l’autore di Unix, il più importante sistema operativo nella storia dell’informatica, da cui derivano, direttamente o indirettamente, BSD, Mac Os X, GNU/Linux, Solaris, AIX (sistema Unix dell’IBM che gestisce, tra l’altro, l’infrastruttura delle Poste Italiane), HP-UX (lo Unix di HP) e persino le incarnazioni mobili come iOS e Android.

Dennis Ritchie è anche l’inventore del C, il più importante linguaggio di programmazione nella storia dell’informatica e autore insieme a Brian Kernighan della bibbia del C.

A quest’uomo, a cui il mondo deve tanto e la cui inventiva ha plasmato l’intera storia dell’informatica negli ultimi 40 anni, sono state dedicate poche righe su qualche sito, brevi articoli e richiami. Ho parlato diffusamente della storia di Unix e quindi non tornerà sull’argomento.

Ma ci tenevo a ricordare questo personaggio davanti al quale uno Steve Jobs qualsiasi non può reggere il confronto neppure per un secondo.

Grazie dmr, tu sì che hai cambiato il mondo.

 

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Neutrini contro Einstein (ma anche no) – seconda parte

13 ottobre 2011 13 commenti

Altri risultati interessanti

Come abbiamo visto, la relatività ristretta parte dai seguenti presupposti:

a) tutte le leggi della fisica (sia meccaniche che riguardanti i campi elettromagnetici) devono rimanere invariate passando da un sistema di riferimento ad un altro in moto rettilineo uniforme rispetto al primo (principio di relatività);
b) la velocità della luce (e di ogni onda elettromagnetica) è sempre la stessa in ogni sistema di riferimento

e porta a questi risultati:

a) un osservatore in quiete, che osservi un sistema in moto rettilineo uniforme rispetto a lui, noterà che le distanze in quell’altro sistema si accorciano;
b) un osservatore in quiete che osservi un sistema in moto rettilineo uniforme rispetto a lui, noterà che le durate in quell’altro sistema si dilatano.

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Neutrini contro Einstein (ma anche no) – prima parte

12 ottobre 2011 25 commenti

Due settimane fa la notizia che alcuni neutrini (forse, molto forse) hanno viaggiato più veloci della luce tra il CERN di Ginevra e il laboratorio italiano del Gran Sasso ha suscitato un’enorme attenzione nei media. Tutto sommato positiva: almeno si parla di scienza e non dell’ultimo flirt di Paris Hilton.

Come spesso accade in questi casi si va dall’estremo sensazionalismo (“Einstein ha sbagliato”) fino alla deriva religiosa. Mi è capitato di leggere commenti circa il fatto che la scienza avrebbe fallito e questa sarebbe la dimostrazione del fatto che esiste Dio, o almeno che la fisica è incapace di “conoscere la mente del Creatore del Mondo” (o espressioni simili che ovviamente non significano nulla). Strana concezione: un Dio che si diverte a prendere in giro i fisici.

Per comprendere bene di fronte a cosa (forse, molto forse) ci troviamo, perché (forse, molto forse) è importante e perché (eventualmente, molto eventualmente) sarebbe una vittoria della scienza e non una sua sconfitta, cerchiamo prima di tutto di capire ciò di cui si parla. Leggi tutto…

Steve Jobs non era Gesù

7 ottobre 2011 428 commenti

Ho una epidermica sensazione di disgusto per le celebrazioni apologetiche di Steve Jobs. C’è chi lo paragona a Leonardo, chi lo chiama genio, c’è chi gli porta i fiori davanti agli Apple store come se si trattasse di un santo e quelle fossero chiese.

Ma in fondo non è sbagliato:  sono chiese. Chiese dove veniva diffuso il “verbo” della Apple, con tanto di simbolo da adorare, un messia, riti da celebrare.

Sono ateo e non mi piacciono le vere religioni. Ho però imparato a tollerarle come fenomeno di folklore. Ma un’azienda e un CEO che diventano religione è davvero qualcosa di insopportabile.

Mi chiedo cosa deve frullare nella testa di tanta gente per credere che un telefonino cool ha “cambiato il mondo”. Mi chiedo come si faccia a non vedere che dietro le belle parole ci sono storie di sfruttamento del lavoro, di programmatori ridotti a larve dopo decine di ore di lavoro senza pause, di utenti resi ignoranti dei loro diritti e che si dichiarano contenti di esserlo.  Si dichiarano contenti che Steve (loro lo chiamano per nome, come se lo conoscessero, come se lui gli parlasse, come Gesù insomma) scegliesse al posto loro e che oggi rimpiangono il fatto che non lo farà più.

E’ Steve Jobs che ha imposto un modello chiuso come iTunes, che ha bloccato l’iPhone in modo che ci si potesse installare solo ciò che proviene dall’App store, vale a dire ciò che Apple sceglie per te. E a quelli che volevano liberare l’iPhone ha fatto causa. E giustamente l’ha persa.

Tutta questa storia la dice lunga sui valori trasmessi dalla pubblicità: ha avuto successo?quindi è un genio.

Allora anche George Bush che ha fatto credere a tre quarti di americani che Saddam aveva le armi nucleari era un genio? E che dire di quelli che riescono a far credere agli stessi americani che la terra è nata 6000 anni fa e l’evoluzione è un falso? Geni anche loro? O piuttosto non si dovrebbero definire spregiudicati mentitori, approfittatori, fomentatori di ignoranza?

Steve Jobs è stato un grande uomo di marketing, non infallibile, visto che ha fatto pure qualche cappellata con prodotti finiti presto nel dimenticatoio. Era un venditore. Non era un buono, non era “di sinistra”, non era il cavaliere solitario contro il male. Anzi.

 

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Sicurezza e GNU/Linux (10): Configurare il firewall

21 luglio 2011 11 commenti

Abbiamo visto nella precedente puntata come funziona a grandi linee netfilter, il firewall del kernel Linux. La configurazione di netfilter è in genere associata al programma iptables. Poiché la sua sintassi non è delle più semplici e il suo utilizzo è indirizzato soprattutto agli amministratori di sistema, quasi tutte le distribuzioni hanno sviluppato metodi semplificati ed interfacce grafiche.

Ubuntu ha preinstallato ufw (uncomplicated firewall) un programma a linea di comando dalla sintassi estremamente più semplice di iptables, anche se non ne riproduce tutte le funzionalità. Ma solo quelle più comuni. Ufw ha anche il vantaggio che, una volta configurato, parte automaticamente all’avvio con le regole impostate. Leggi tutto…

LinuxQualityHelp chiude. Mi trovate sul forum di Linux Mint Italia

19 luglio 2011 38 commenti

E’ un annuncio triste.

Dopo due anni, LinuxQualityHelp.it cesserà la sua attività il 26/8/2011.

Purtroppo il venir meno, per impegni assolutamente personali e prioritari, di gran parte dei fondatori del sito, rende impossibile continuare ad offrire un servizio all’altezza delle aspettative.

Ringraziamo tutti gli iscritti per aver dato fiducia al nostro gruppo e speriamo che possano trovare supporto adeguato su altri forum.

Per quanto mi riguarda, mi troverete sul forum di Linux Mint Italia.

E’ stata una bella esperienza, due anni molto soddisfacenti.

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