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Forse ho scelto Gnome Shell

9 aprile 2012 71 commenti

 

Sincronizzare le note con gnote

5 dicembre 2011 16 commenti

Gnote è un programma per prendere note sviluppato per il desktop GNOME. E’ a tutti gli effetti un clone di Tomboy (il programma installato di default su Ubuntu). A differenza di Tomboy però è scritto in C++ invece che in C# su Mono, con il risultato che è più leggero. Cercavo un programma per tenere le note e mi sono infatti accorto che Tomboy soffre di gravi bug riguardo la gestione della memoria.

Una delle poche funzioni di Tomboy non ancora implementate in Gnote è la sincronizzazione delle note su diversi computer. Una funzione per me indispensabile. Tuttavia con Ubuntu One è davvero un attimo rimediare. Leggi tutto…

Risolvere il problema dell’area di notifica inusabile in Ubuntu Natty 11.04

25 maggio 2011 31 commenti

Un esempio di "esperienza desktop" in Ubuntu. Notare prego l'icona di Skype: è il puntino bianco a sinistra

In English at the bottom of the article.

Compiz 0.9.4 porta un sacco di bug in Natty, ad esempio nessuna icona nell’area di notifica (o meglio le icone appaiono di un solo pixel) e problemi nello spostamento delle finestre con la barra delle applicazioni. Praticamente inusabile per chi usa una delle centinaia di applicazioni che si minimizzano nell’area di notifica vecchio stile (gli indicatori invece funzionano).

Stendiamo una coperta pietosa sulla “Desktop experience” di questa release. Più che di “esperienza” si può parlare di “incubo”.

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La magia delle GTK+ 3

17 marzo 2011 32 commenti

Non vi dico nulla, ma guardate bene questo video:

Qualcuno ha detto cloud computing?

 

EDIT.

Dai commenti mi sembra che molti non abbiano colto il potenziale di questa nuova tecnologia. La prova è stata effettuata sullo stesso computer ma la possibile applicazione è semplice da immaginare: mentre l’applicazione gira su un server, la sua interfaccia viene visualizzata nel browser dell’utente.

Una seconda possibilità è anche quella che l’applicazione venga in effetti scaricata in modo trasparente dal browser ed eseguita in locale, però tramite interfaccia web, cosa che comunque dà molte nuove potenzialità alle web application.

In entrambi i casi questo significa che qualsiasi applicazione GTK può diventare una applicazione web senza praticamente alcuno sforzo.

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Unity contro GNOME Shell, prime impressioni

16 marzo 2011 49 commenti
Sebbene abbia deciso di non usare nei prossimi 6 mesi né GNOME Shell, né Unity (salvo casi eccezionali) non rinuncio a provarle per farmi un’idea di questa che, volenti o nolenti, è l’evoluzione del desktop, in stile tablet: anche Mac OS X ha ora un suo launchpad, forse pure Windows andrà in una direzione simile.
GNOME Shell partiva svantaggiata, fino a qualche mese fa. Unity sembrava avere un progetto coerente, mentre GNOME Shell era preda di indecisioni su un po’ tutto. Oggi mi sembra che la situazione sia ribaltata. GNOME Shell è pressoché finita e chiara, mentre su Unity ancora imperversano vari mockup e soprattutto ad ogni aggiornamento vi sono cambiamenti sostanziali. Vediamo i pregi e i difetti:
GNOME Shell ha una maniera più intuitiva di lanciare le applicazioni (quelle senza icona sulla dock) rispetto a Unity. Basta spostarsi col mouse sull’angolo in alto a sinistra e compare una dashboard con le finestre attive (tipo expose). Cliccando su “applicazioni” compare l’elenco delle applicazioni che si possono lanciare, e a sinistra si può scegliere quale categoria (accessori, grafica, audio/video, ecc).
Il meccanismo di Unity è simile, ma per avere l’elenco delle applicazioni occorre clickare su una icona nella dock, che sta confusa in mezzo alle altre. Inoltre per restringere il campo ad una categoria, per ora c’è un menu a tendina che è molto meno pratico della soluzione di GNOME Shell. Su Unity, se si clicca in alto a sinistra, compare una dashboard con le attività presunte più comuni, di cui francamente non capisco l’utilità su un desktop dove di attività comuni ce ne sono a bizzeffe.
Nessuna delle due soluzioni, tuttavia, mi sembra pratica quando il vecchio menu di GNOME: più click, più spostamenti del mouse… però c’è da dire che avere le icone così grandi è comodo.
Unity invece vince sul lato dell’accesso ai file. Su GNOME Shell non c’è nulla che somigli al vecchio menu “risorse”: mi sono dovuto fare  un lanciatore di Nautilus nella dock per sopperire a questa incredibile carenza, con tutti gli svantaggi immaginabili. E’ una mancanza strana visto che invece c’era nella vecchia GNOME Shell prima del “refit”, insieme peraltro a file recenti.
Devo dire la verità: spero che qualche commento mi smentisca e che sia io a non aver visto dove si trova, perché in tutta onestà senza questo, l’uso del desktop diventa terribilmente stressante.
In effetti, a pensarci, né iOS, né Android hanno una gestione dei file, a meno di non installare un apposito filemanager. Ma questo modello app-centrico è totalmente anti ergonomico per un desktop, dove i file sono migliaia e vanno gestiti in quanto tali e non solo come creazioni delle app: anzi, al contrario, il desktop è file-centrico e le app sono solo uno degli strumenti che si usano sui file.
L’altro problema di GNOME Shell (e di Nautilus 3) è che non gestisce i file sul desktop e questo è un ulteriore problema.
Tuttavia va detto che anche su Unity non è che la gestione dell’accesso ai file sia così intuitiva: anche in questo caso solita icona grigia nella dock, in mezzo alle altre.
Altro vantaggio di Unity è la dock che interagirà con i programmi, come ora fa Docky, attraverso dbus. In tal modo sarà possibile controllar il programma dalla dock, cosa che GNOME Shell farà in parte solo con l’area notifiche in basso, ma in modo forse non altrettanto esteso.
GNOME Shell invece mi solletica riguardo la gestione delle finestre e dei work space, che è fatta davvero bene ed è facile da usare. E’ un piacere switchare da una applicazione all’altra e spostare le finestre tra i vari work space che vengono creati e distrutti a seconda delle esigenze, invece di essere fissi.
Certo, sarebbe meglio se la dock potesse essere sempre visibile, in modo da avere contezza delle applicazioni che girano in modo più immediato, tuttavia considerando che in genere con il desktop tradizionale si impazzisce dietro a mille finestre nella barra inferiore, minimizzandole e rimassimizzandole, forse questa soluzione che ti costringe ad usare i work space e permette una maggiore concentrazione sulle singole finestre, non è da scartare.
In quest’ottica, l’eliminazione del pulsante per minimizzare le finestre, ha senso (mentre per massimizzarle basta trascinarle vicino al pannello superiore o cliccare due volte sulla barra del titolo).
Fin qui le mie impressioni. Allora stato attuale, GNOME Shell sarebbe una alternativa da prendere in considerazione rispetto al desktop tradizionale, se non fosse per il problema dell’accesso macchinoso a cartelle e file che è un difetto di progetto che la rende pressoché inusabile.
Insomma, per ora non mi sento altro che dare una bocciatura ad entrambi i progetti, pur vedendone alcuni aspetti innovativi che potrebbero essere integrati in un desktop tradizionale, come par voglia fare Elementary Desktop.

Ubuntu, GNOME, Xorg e il futuro del desktop libero

7 novembre 2010 94 commenti

Ho aspettato un po’ prima di commentare gli annunci delle ultime settimane fatti dal patron di Ubuntu e le reazioni – comprensibilmente piccate – del progetto GNOME e in generale della comunità FLOSS. Un paio di settimane in cui ho letto di tutto un po’, qualche cosa di ragionevole, ma anche tanta spazzatura. Quello che segue è un personale punto di vista, ma, almeno, basato sui fatti.

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Ubuntu e webm-vp8 / 4. Guardiamo Youtube con Epiphany

28 maggio 2010 12 commenti

Epiphany è il browser del progetto GNOME. Da quando è passato al motore WebKit (lo stesso di Chrome e Safari) è davvero velocissimo, tanto da competere con il browser della grande G.

Chi lo usa, lo apprezza e se ha effettuato l’upgrade di gstreamer potrà da oggi godersi i video di Youtube nel formato webm. Avviamo Epiphany e andiamo su questo indirizzo: http://www.youtube.com/html5. Ora clicchiamo in basso “Passa alla versione html5 beta.

Infine cerchiamo qualcosa all’interno di youtube. Dopo che verranno visualizzati i risultati, nella barra del browser aggiungiamo alla fine “&webm=1” e premiamo invio. Ad esempio:

http://www.youtube.com/results?search_query=ubuntu&aq=f&webm=1

Vedremo in basso a destra sul lettore la scritta “HTML5 WEBM”

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